domenica 19 novembre 2023

Giulia

 


Questa settimana Giulia Cecchettin è stata sicuramente la figlia-sorella-amica di molti di noi. Una ragazza solare, brillante, intelligente, affettuosa ed educata, che mai si sarebbe assentata da casa per giorni senza dare notizie di sé, che mai avrebbe rinunciato a sostenere la sua tesi di laurea, dopo tanto impegno e studio. Io ho subito pensato che non sarebbe più tornata. Infatti così è stato e due famiglie ora vivono nella tragedia, nel dolore più profondo. Una piange la perdita di una figlia e una sorella meravigliosa, l'altra si trova a prendere coscienza che il proprio amato figlio, quello considerato buono e gentile, incapace di fare male ad una mosca, sia invece un assassino. La famiglia Cecchetin si fa forza e chiede a gran voce che questi femminicidi abbiano fine. Chiede alle ragazze di essere molto attente anche al più piccolo segnale e di allontanarsi dagli amori malati di possesso. Amare, infatti, vuol dire desiderare il bene dell'altro/a, anche se non coincide con il proprio. Vuol dire rispettare la personalità e la libertà dell'altro/a e provare a risolvere qualsiasi problema con il dialogo, mai con la violenza.

Nella scuola in cui ho insegnato per quarant'anni, ricordo bene che la mia bravissima collega di Religione abbia sempre dedicato molte delle sue lezioni all'educazione all'affettività. Sicuramente continua a farlo anche adesso. Purtroppo, molti giovani di oggi, grazie ai media, ai video carpiti di nascosto nel web, a certi compagni, possono credere che amare equivalga a possedere e che la donna sia ben contenta di essere considerata alla stregua di un oggetto. I genitori, troppo presi dal lavoro e dalle loro attività, spesso non si rendono conto del modo di crescere dei loro figli. Toccherebbe a loro, principalmente, dare il buon esempio, trasmettere sani principi e valori, dialogare con i ragazzi, cercare di capire,  ed eventualmente modificare, ragionamenti e convinzioni, ma non sempre lo fanno, ingenuamente convinti che il loro figlio maschio sia già perfettamente educato ed il più buono del mondo. 

Non voglio, con questo, colpevolizzare i genitori. So per esperienza che si tratti di un mestiere molto difficile e che sia estremamente facile sbagliare, pur se in buona fede. Certamente, vista la situazione attuale, diventa necessario che famiglie e scuola si sforzino di collaborare nella formazione dei giovani maschi affinché non restino solo tali, ma possano trasformarsi in veri uomini degni di questo nome, perché "Maschi si nasce, ma uomini si diventa".

Restano però tutti quei "maschi" adulti che non potranno più essere educati da nessuno e che continueranno ad uccidere le loro compagne. Posso solo sperare che, dopo tanto parlarne, dopo tanti esempi negativi, le donne riescano a capire molto presto i segnali di pericolo e fuggano dai rapporti malati prima che sia troppo tardi. 

Stasera ci resta il grande dolore per Giulia, per la sua promettente e giovane vita spezzata e per la sua famiglia che la piange inconsolabile. Preghiamo affinché quel che è successo a lei non accada mai più.

14 commenti:

  1. L'educazione e il rispetto, va insegnato in primis dai genitori, senza un cambio culturale, non si può fermare questa piaga.

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    1. Insegnato con le parole e con l'esempio! Ma, in questo caso, i genitori erano convinti di aver allevato un figlio modello e non avevano mai avuto dimostrazioni del contrario prima d'ora. Quando i figli diventano grande è difficile conoscerli bene. Loro mostrano di se stessi solo ciò che vogliono. Quei genitori mi fanno molta pena. Rendersi conto di aver allevato un assassino è un peso molto difficile da portare.

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  2. purtroppo non è un problema di oggi, da generazioni, direi da sempre, le donne subiscono la violenza di uomini che non sono tali ma bestie. La differenza rispetto a ieri è che la nostra società nel suo complesso sta diventando consapevole di questa aberrazione e la risonanza suscitata dalla morte di Giulia ne è la prova. C'è un desiderio di catarsi collettiva ma credo che ci vorranno generazioni prima di ottenere qualche risultato.
    massimolegnani

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    1. Una volta le donne si sposavano e poi non potevano più lasciare il marito, perché avevano figli, non avevano un lavoro, non sapevano dove andare...I mariti potevano sentirsi padroni indisturbati ed evitavano di uccidere. Le fidanzate non uscivano da sole con i fidanzati, finché non ci si sposava, e quindi non offrivano loro l'occasione di fare del male. Adesso le donne sono molto più libere e certi uomini non riescono ad accettarlo.

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  3. Cultura, educazione e conoscenza sono sempre le uniche vere vie. Per tutti e per tutte. Proprio perché è un tema molto, molto complicato.

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    1. Già...ma a volte non bastano. Filippo aveva ricevuto cultura ed educazione, ma la sua indole possessiva ha prevalso su tutto. Forse servirebbe veramente l'educazione all'affettività. Pare che vogliano istituirla nelle scuole. Speriamo in bene.

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  4. Io credo che l'insegnamento dei genitori influisca, non sono tutti cos', ma in tantissime case vige ancora il patriarcato, magari in diverse forme e i bambini interiorizzano questi comportamenti. Per i vecchi concordo che più nulla si può fare, si può ancora fare molto con le nuove generazioni, la scuola è l'unica che può migliorare la situazione, ma serve una leggere che introduca l'educazione sentimentale e sessuale.

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    1. Pare che ci sia già un progetto di legge per istituire l'educazione sentimentale e sessuale nelle scuole. In quella in cui ho lavorato io c'è da anni, frutto di un progetto pluridisciplinare ideato proprio per educare all'affettività. Ma se possiamo sperare in un futuro migliore per le giovani generazioni, restano ancora tanti uomini adulti che non verranno educati mai e che possono ancora fare molti danni.

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  5. Finché le donne continueranno a fare le crocerossine, pensando di cambiare uomini ,che non sono degni nemmeno di questo attributo, sarà difficile cambiare le cose. Un caro saluto.

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    1. Lo diceva anche la canzone: "Gli uomini non cambiano". Mai cercare di cambiarli. Ci rimettiamo soltanto noi donne. Giulia temeva che Filippo si suicidasse e cercava di non lasciarlo solo, in cambio, lui ha ucciso lei. Saluto ricambiato!

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  6. Buongiorno Katherine, sagge parole e che aggiungere?
    Sono un montanaro e di rado scendo in città ma la cosa che mi colpisce è il gran numero di estracomunitari e di ragazzi vagabondi che girovagano per le vie.
    Ragazzine con vestiti attillati minigonne credo che anche un po' più di cervello potrebbe servire Mi immagino questi giovani extracomunitari con gli ormoni in sobbuglio non accettati, qualcuno incoscente e avviene la violenza
    Bei miei monti!!

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  7. Eh stai bene tu tra i monti! Sicuramente aria più pura e gente più raccomandabile! Un abbraccio!

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  8. Cara Caterina si è parlato molto di Giulia ed è diventato un caso mediatico strattonato da tutte le parti. Poche settimane prima di lei un'altra ragazzina di 17 anni qui vicino a Roma è stata uccisa dal suo compagno pochi ne sanno qualcosa! Temo che queste improvvise alzate gli scudi porteranno a poco come tutte le cose sarà consumata e digerita voracemente. Si parla che negli ultimi 10 giorni le chiamate di aiuto siano state duepiù di 200 al giorno ma dopo che queste Povere donne hanno telefonato che cosa succede con quali aiuti con quale mole di assistenza si può far fronte al loro dramma? Lo so bene io che da anni ancor prima del caso di Giulia lavoro con telefono Rosa le donne che ci chiamano confessano abusi e soprusi e noi arriviamo quando è possibile a dar loro un'assistenza legale Ma quelle poverette che dovrebbero lasciare la casa davvero non sapremo come aiutarle e sono tante e hanno bambini piccoli altrettanto maltrattati... troppa violenza in giro troppo permissivismo troppe voci di cattivi maestri mi riferisco ai leghisti ai fascisti di Fratelli d'Italia scusami se entro in politica . La famiglia certo ma ci vuole serenità anche per crescere i figli e questo è praticamente impossibile quando ti sbatti da un lavoro all'altro senza futuro. In questo brutto quadro disastrato dobbiamo dire però che di uomini di ragazzi seri e rispettosi delle loro compagni e delle donne in generale ci sono. Non c'entra per me la società patriarcale quella là si può scavalcare con il rispetto con il riconoscimento del valore della donna almeno a livello umano poi nell'ambito del lavoro rimarrà la difficoltà di emergere. Un gran problema la mia casa e scusami se mi sono dilungata. Ti abbraccio con affetto amica mia

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  9. Capisco. So che i problemi per aiutare queste povere donne sono tanti. Per mettere i prigione questi mariti e fidanzati violenti bisogna che abbiano compiuto il misfatto, e a quel punto non si può più fare nulla per le loro vittime, diversamente, un braccialetto elettronico o un divieto di avvicinamento credo possano fare ben poco. Però capisco il padre di Giulia. Nella sua grande disperazione, vorrebbe che almeno quel che è successo a sua figlia potesse servire per evitare altre situazioni simili. Sarebbe una piccola consolazione e non possiamo togliergli questo suo desiderio.

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