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mercoledì 29 maggio 2019

Tempo! E' sempre troppo poco!


Sembra incredibile, ma non riesco più a trovare il tempo per aggiornare questo blog.

Di solito mi siedo al pc la sera, quando ho terminato le faccende domestiche e cerco di prendere un po’ di tempo per me stessa, ma finisco sempre per dedicarmi alla scuola.
Ci sono il sito e la pagina Facebook da aggiornare, le lezioni da organizzare, le verifiche da preparare e correggere, gli spartiti da semplificare ed adattare alle possibilità dei ragazzi, le basi musicali da adeguare agli spartiti modificati, le mail della segreteria da leggere e a cui rispondere, i messaggi delle colleghe con proposte varie da commentare, i corsi di aggiornamento online, i verbali dei consigli di classe da redigere, le relazioni da scrivere, il registro online da aggiornare … la lista delle attività da svolgere è veramente lunghissima!
Qualche giorno fa ho partecipato alla “Marcia della pace” organizzata per gli alunni delle scuole cittadine ( erano più di  duemila!) e, alla fine, per dare una mano, mi sono persino portata a casa le magliette dei miei diciotto alunni, che ho regolarmente lavato e stirato. L’esperienza del bucato e della stiratura per la scuola ancora mi mancava!



Insomma, il tempo non è mai molto e mai come quest’anno la scuola l’ha assorbito così tanto.
Non vedo l’ora che terminino le lezioni per sentirmi di nuovo libera di scegliere come occupare le mie serate al pc e continuare a dialogare con voi, cari amici bloggers!
A presto!

venerdì 14 novembre 2014

Le catene dei social network



Non amo particolarmente Facebook, ma lo frequento perché mi permette di mantenere i contatti con moltissime persone, come in un grande caleidoscopio eterogeneo e sfaccettato: amici reali, amici virtuali, colleghi, ex colleghi, alunni, ex alunni, parenti,conoscenti... Sono tantissimi  ed è sempre un piacere poter comunicare con loro.

Ciò che proprio fatico a tollerare sono le richieste per i giochi e le interminabili catene di S. Antonio con relative nomination. Insomma, a me già piace poco partecipare ad una catena ma, ancora meno, andare a disturbare l'uno o l'altro invitandolo a partecipare a giochi o iniziative di cui, quasi sicuramente, non gli importa nulla. Non parliamo poi di dover scrivere frasi strane in nome di qualche ipotetica iniziativa umanitaria. L'ultima volta, per favorire la ricerca su una malattia, avrei dovuto scrivere: "Oggi sono andata nell'orto e mi sono piantata come una carota". La volta precedente avrei dovuto esprimermi con: "Andrò a stare in Australia per un anno" scatenando quasi sicuramente un elenco interminabile di commenti in cui tutti mi avrebbero chiesto di confermare la notizia e di spiegare come mai mostravo l'intenzione di andare così lontano.
Gli inviti ai giochi li ignoro proprio.  L'unica volta in cui ho provato a giocare a "Farmville" mi sono ritrovata con una fattoria piena di animali urlanti che reclamavano il cibo, moltissimi frutti da raccogliere prima che marcissero sulle piante, macchinari da acquistare, terreni da arare... Tutto questo era molto più stressante della vita reale!


L'ultima novità riguarda il fatto di scrivere, ogni giorno per cinque giorni, tre episodi positivi accaduti durante la giornata, nominando due persone per continuare la catena.  Tutti scrivono, tutti nominano, ma io non riesco proprio a pensare a nulla di così positivo da essere menzionato.

Stamattina, come molte altre volte, per recarmi al lavoro è stato necessario partire un'ora prima perché non sapevo dove avrei potuto parcheggiare la macchina. Sono finita nel posteggio dell'ospedale, abbastanza lontano dalla scuola, dove ho dovuto discutere con un marocchino per sistemare la macchina nell'unico posto libero, vicino ad una siepe, pagando anche il classico euro come obolo. 

Nelle classi ho dovuto usare tutta la mia pazienza per sopportare i "Pierini" di turno che, se continueranno a comportarsi in modo così irritante, finiranno per farmi diventare razzista, giacché la maggior parte è extracomunitaria. Eppure sono sempre stata sicura di essere una persona giusta e priva di pregiudizi ma, di fronte a certe manifestazioni d'indisciplina, bisognerebbe veramente avere la vocazione della santità. Nei loro Paesi i docenti usano "menare le mani" per correggere certi atteggiamenti, qui non si può fare e loro ne approfittano.

Nuovamente, il pomeriggio, ho dovuto recarmi a scuola un'ora prima per avere il tempo di cercare un parcheggio e raggiungere la meta a piedi mentre, al ritorno a casa, ho trovato un sacco di biancheria in attesa di essere stirata.

Tra le novità della settimana c'è stato il comodato d'uso del CUBO-VISION , un decoder che permette di vedere molti contenuti multimediali, tra cui film e trasmissioni televisive. Ci credereste? Al terzo giorno già si è bloccata la linea e dal pomeriggio non si è visto più niente. 

Sicuramente, anche stavolta non mi sembra il caso di cominciare una nuova catena!

mercoledì 7 agosto 2013

Basta telefonate pubblicitarie!



Un giorno sì e l’altro anche ricevo a casa telefonate in cui mi s’informa che stanno venendo nella mia zona, gratuitamente, degli esperti per fare un sopralluogo sul tetto e spiegarmi tutte le potenzialità del fotovoltaico. 

 
Dopo aver detto più volte che non sono interessata, si è arrivati a parlarmi addirittura di un “censimento dei tetti” poiché pare che lo Stato voglia sapere quanti siano adatti all’impianto di pannelli solari. Anche in questo caso ho risposto che non ho intenzione di partecipare al censimento. Non ne ho sentito parlare da nessuna parte e poi penso che ogni tetto, se preparato adeguatamente, possa diventare adatto a questo tipo d’impianto. Basta pagare e accettare tutte le modifiche necessarie. ( ho letto che il prezzo medio di un impianto del genere va dalle 19.000 alle 22.000 euro, spesa che, almeno in questo momento, non ho alcuna intenzione di sostenere)

Alcuni anni fa avevo aderito  al “registro delle opposizioni”, seguendo tutta la procedura richiesta affinché il mio numero di telefono non venisse più utilizzato per scopi pubblicitari, ma non è cambiato niente. 

Oggi di nuovo: “E’ la signora tal dei tali? La informiamo che, a giorni, verrà a casa sua un esperto che “gratuitamente” le controllerà il tetto e le spiegherà la procedura per ottenere un impianto fotovoltaico”
“E’ la centesima volta che mi telefonate, ho detto e ripetuto che non mi interessa!”
“Lei non ha capito, signora! Le ripeto che i nostri esperti intervengono gratis per verificare le condizioni del suo tetto e spiegarle i vantaggi di un impianto fotovoltaico”.
A quel punto non ci ho visto più e mi sono messa a urlare: “LE RIPETO, PER LA CENTESIMA VOLTA, CHE NON VOGLIO L’ESPERTO, NON VOGLIO IL FOTOVOLTAICO E NEMMENO LE VOSTRE TELEFONATE. HA CAPITO?”

La persona dall’altra parte del filo non mi è sembrata molto convinta.  Da una parte mi ha fatto pena. I lavori al call center sono proprio odiosi e costringono questi poveretti a sorbirsi le lamentele di tutte le persone che sono costretti a disturbare. Però, insomma, potrebbero anche tirare una riga sui nomi di quelli che hanno detto NO  più di una volta. Inoltre, chi mi dice che la persona che si presenta alla mia porta per salire sul tetto, sia raccomandabile? Chi mi assicura che sia veramente esperta di impianti di fotovoltaici e non un ladro?

Insomma, non se ne può proprio più. 

BASTA TELEFONATE!

mercoledì 3 luglio 2013

Non riesco a crederci, ma sono in vacanza!



Finalmente sono terminati anche gli esami e, da lunedì, sono ufficialmente in vacanza.


Questo è stato un anno piuttosto faticoso. Ormai la professione d’insegnante non riguarda più solo l’insegnamento, perchè ogni docente deve essere anche psicologo, assistente sociale e carabiniere. Tutte le classi hanno i loro casi problematici e quelle che, un tempo, erano le storie complicate delle telenovele, oggi sono ordinaria quotidianità: famiglie allargate, mamme che scappano con giovanotti di vent’anni più giovani, genitori rissosi ed esauriti che si palleggiano i figli,  disoccupati che campano di espedienti più o meno leciti… Insomma, di tutto e di più. La realtà supera di gran lunga la fantasia. Non parliamo poi dei tanti extracomunitari che arrivano continuamente nel corso dell’anno senza capire una parola d’italiano. Una mia collega è arrivata al punto di registrare vocalmente un piccolo vocabolario italiano-inglese-cinese, pur di far sentire la pronuncia anche a casa ed aiutare i suoi cinesini a capire un po’ di più  l’italiano. I cinesi sono quelli che faticano di più, un po’ perché la loro lingua è molto diversa dalla nostra e un po’ perché sono una comunità molto chiusa che fatica a socializzare con gli Italiani, tanto che nel loro piccolo mondo continuano a parlare la loro lingua anche dopo anni di permanenza in Italia.


Ci sono poi i ragazzi abbandonati a loro stessi, che vivono la maggior parte del tempo sulla strada, facili prede di cattive compagnie  che li immergono in un mondo molto lontano da quello della scuola, senza regole e principi morali. 

Sono ragazzi che vengono visti dai compagni come leader negativi e che portano grande scompiglio in qualsiasi classe si trovino.  Abbiamo cercato di seguire questi casi in modo individuale, anche aiutati da colleghi in pensione tornati come volontari, mettendo molte delle nostre ore libere a loro disposizione per poterli istruire sui contenuti scolastici essenziali a non perdere l’anno e tentando, nel contempo, di  trovare un punto di contatto con loro. E’ stata dura. Durissima!

In ogni caso, tutti i nostri “Pierini” hanno conseguito la licenza media e il prossimo anno si ricomincerà da capo con i nuovi “Pierini” che sicuramente arriveranno. E’ una storia che non ha fine… 


C’è stato poi l’aggiornamento al sito della scuola. Anche quest’anno ho pubblicato più di cento argomenti tra articoli giornalistici, album fotografici, libri sfogliabili, notiziari, filmati e chi ne ha più ne metta. Non so proprio chi mai riuscirà a visionare tutto quel materiale. Credo che il prossimo anno dovrò mettere in riga anche i miei colleghi disciplinando un po’ i loro contenuti. Mi hanno quasi messa ko!


E ora? Non mi sono ancora ripresa del tutto dalle fatiche finali e mi sono venuti gli incubi. Stanotte ho sognato di essermi persa nei meandri della scuola e di non riuscire più a trovare la mia classe. Sapevo che l’intervallo era ormai terminato e i ragazzi mi stavano aspettando. Chissà cosa stavano combinando! Continuavo a non ricordare dove fosse la classe. Poi un’alunna è venuta a cercarmi: “Prof, come mai non viene? E’ tardi!” Finalmente un punto di riferimento, potevo seguire lei. Ma, dopo poco tempo, la ragazzina era sparita. Avevo perso anche lei! A quel punto, spaventatissima, mi sono svegliata. 


Santo cielo, perché non ho ancora realizzato di essere in vacanza?

mercoledì 10 ottobre 2012

Il tempo non basta mai!



Il tempo scorre inesorabile e sembra che non basti mai.  

Il bagno è quasi finito, manca solo la porta della doccia, ma mio marito ha deciso che sia ora di “dare una bella ripulita” e imbiancare tutto ciò che nell’estate, con il lavoro dei muratori, ha cambiato colore: bagno, cucina, sottoscala, sgabuzzino… Lui, che imbianchino non è, ha sicuramente bisogno di aiuto e così, tornata dal lavoro, devo dargli una mano a coprire o spostare mobili, staccare e ripulire i quadri, togliere i baffi di colore che cadono sul pavimento, tenere lontani dai luoghi di pittura mia madre e il cane, rimettere tutto a posto. 


Ci sono poi i lavori per la scuola. Sto cominciando ad usare le famose LIM, lavagne multimediali interattive, che possono offrire spunti di osservazione e lavoro interessanti, purché si prepari tutto prima: filmati, esercizi, testi ecc… I pc forniti alla scuola sono lenti ( pur se nuovi!), la connessione al web funziona a tratti, senza contare che, ogni volta che ci si sofferma a controllare qualcosa, subito i ragazzi si agitano. Insomma, deve essere tutto pronto e ben confezionato, o se ne ricavano più danni che vantaggi. I pc sono pure completamente vuoti, pertanto bisogna installare i programmi, inserire i codici di attivazione, registrarli… 
Ieri, tanto per fare un esempio, quando ne ho accesa una, ha cominciato ad installare gli aggiornamenti di Windows e ho dovuto aspettare un bel po’ prima che fosse pronta per lavorarci sopra.

Quando devono attendere, i ragazzi si agitano e bisogna subito avere un lavoro cartaceo pronto per ingannare il tempo, ugualmente si eccitano quando appare sullo schermo qualcosa che colpisce particolarmente la curiosità e subito urlano come se fossero allo stadio. In una prima hanno strillato ieri quando ho acceso la lavagna che, fino a quel momento, mancando le prese elettriche, era rimasta spenta. Hanno strepitato nuovamente quando sono apparsi dei cartoni animati e hanno sentito suonare un programma allegato al loro libro di testo e lo stesso hanno fatto stamattina quando ho installato un software per scrivere la musica ed è apparso il pentagramma con tante icone da inserire. 

Insomma, si dice tanto che gli alunni vadano interessati ma, quando si propone qualcosa di bello, subito si agitano e fanno venire l’esaurimento nervoso all’insegnante. Si sono comunque poi impegnati a venire a scrivere, a turno, le battute di un esercizio e, al suono del campanello, un alunno mi ha detto, tutto felice: “ Ai tempi di mio padre queste belle attività non si facevano!”
“Hai ragione, puoi dire al tuo papà ( mio ex alunno… sigh quanto sono vecchia! :(  ) che la sua prof. in questi anni si è evoluta diventando tecnologica eheheheh!”

Oggi invece ho cercato su youtube il filmato di “What a feeling”, tratto dal film Flashdance. Ho una terza che potrebbe benissimo essere raccontata nel libro “Io speriamo che me la cavi”. Più “sgarrupata” di così non saprei trovarne un’altra. Tutto è troppo difficile, faticoso, noioso… Gli alunni non hanno voglia di fare nulla, si distraggono, chiacchierano, dovrebbero nuovamente svolgere un programma di prima media, per riuscire a seguirmi. Siccome stiamo studiando il rapporto tra musica e cinema e ho trovato un temino per flauti facilitato della canzone in oggetto, domani proverò a proporla, unitamente al filmato. Speriamo bene!Ormai sono giunta alla disperazione.


Poi c’è il cane. Anche lui mi stressa non poco. E’ terribilmente attaccato a mio marito e, ogni volta che lui esce, piange e si dispera, abbaiando a gran voce e correndo avanti e indietro intorno al cancello, nella speranza di vederlo arrivare. Se lo chiudo in casa fa impazzire mia madre, se lo lascio fuori disturba i vicini, che mi hanno già suggerito una museruola oppure di impacchettarlo ed infilarlo nel bagagliaio dell’auto di mio marito;  in entrambi i casi fa andare fuori di testa me, che sono già stressata di mio.
Qualche giorno fa mi è venuto in mente di piazzarlo sul davanzale della finestra in modo da vedere il padrone che esce dal cancello con la macchina.  Lui ha guardato fuori con estrema attenzione ed in silenzio, ha aspettato che la macchina si allontanasse e poi, rimesso a terra, è subito andato a dormire nella cuccia senza abbaiare nemmeno una volta. Ho provato ancora e nuovamente si è ripetuta la scena. Si direbbe che lo strattagemma funzioni e che lui capisca che è inutile cercare il padrone perché è andato via. Cosa non si deve fare per un po’ di pace!  

In ogni caso, con tutte queste attività, è rimasto ben poco tempo per il blog e le amicizie correlate. Spero che mi perdonerete. Cercherò di rimediare, appena possibile!