mercoledì 12 luglio 2017

L'Anfiteatro dell'Anima



A pochi chilometri dalla mia città è nato l’Anfiteatro dell’anima.
Foto tratta dal sito

Si trova a contatto con la natura, circondato dalla cerchia delle Alpi, col Monviso da un lato e i declivi delle colline delle Langhe dall'altro. Il palcoscenico è  chiuso da quinte composte da grandi blocchi di pietra "da scogliera", massi recuperati che danno alla costruzione un senso arcaico di solidità, quasi a voler sfidare il tempo. Il palcoscenico  è dominato al centro dalla scultura "Anima": una grande maschera di sette metri dell’artista  saluzzese Germana Eucalipto. L'opera vuole esprimere un luogo dedicato all'arte, alla musica e al teatro.
Foto tratta dal sito

La strada di accesso, lievemente in salita, conduce al teatro, delimitato da una staccionata in legno. Solo pietra ed erba, con l'attento studio dell'inclinazione della platea per consentire anche agli spettatori delle ultime file di godere di una vista completa del palco.
Foto tratta dal sito

Il teatro può  accogliere oltre cinquemila spettatori, con duemila posti a sedere su poltroncine disposte sulle gradinate, e le restanti nel prato che si estende alle loro spalle.  (riassunto dal sito  )

Ieri sera, mio marito ed io vi siamo stati per ascoltare un concerto di Fiorella Mannoia. 
Foto tratta dalla pagina facebook dell'Anfiteatro


Foto tratta dalla pagina facebook dell'Anfiteatro


Ho apprezzato particolarmente i testi delle canzoni, mai banali e con precisi messaggi.

Conosciamo tutti la cantante e non credo ci sia molto di nuovo da dire: brava e anche piacevole nelle presentazioni delle sue canzoni.


 Una mi ha colpita particolarmente, perché parla ad una ipotetica figlia che sta intraprendendo un viaggio: verso la vita, verso la realizzazione umana e lavorativa, verso nuove esperienze. Ascoltatene il testo. 


La dedico a tutti noi, a chi è genitore e a chi è figlio, ai nostri ragazzi, che stanno affrontando questi anni così difficili per i giovani, a quelli che stanno faticando per realizzarsi nel proprio Paese e a quelli che vanno lontano a cercare quella fortuna e quelle possibilità che qui non si trovano. Buon viaggio!



domenica 2 luglio 2017

Il compleanno della Kathe



 
Mio marito ed io
Ieri è stato il giorno del mio compleanno. Grazie a Facebook, che ricorda gli avvenimenti a tutti, ho ricevuto più di duecento auguri, senza contare le mail, le telefonate e gli auguri fatti a voce. Potenza dei social! Una volta ne ricevevo sì e no quattro o cinque, ora mi è praticamente impossibile persino ringraziare tutti e devo affidarmi a ringraziamenti cumulativi.

Penso che mia madre, alla mia età, era appena diventata nonna. Ricordo che la guardavo affaccendarsi con mio figlio mentre mi sentivo uno straccio, appena tornata a casa dopo il cesareo. Ricordo di averla ammirata e di aver pensato che fosse molto più forte di me, che pure avevo trent’anni di meno.
Ora ho raggiunto la sua età e non mi sento affatto forte com’era stata lei. Lei che era sempre piena di energie, che sorrideva, era cordiale con tutti e rideva volentieri, che non aveva mai avuto un mal di testa in vita sua e nemmeno un raffreddore! Vent’anni dopo era arrivato quel maledetto Alzheimer che l’aveva allontanata da me e da tutti coloro che la amavano. Chissà cosa riserverà a me il destino! A me che ho spesso il mal di testa e che sono costretta ad assumere un mucchio di porcherie a causa dell’artrite. Ora è tenuta sotto controllo e non si vedono ancora gli effetti, ma in futuro?

Sto guardando il concerto di Vasco Rossi alla tv. Guardo la marea di gente che lo sta seguendo, gente che urla tutto il suo piacere; una donna si è tolta il reggiseno, è salita sulle spalle di un uomo e si dimena a seno nudo cantando con Vasco…
Ecco, a me non è mai successo di impazzire così per qualcosa o per qualcuno, tantomeno per un cantante. Sono sempre stata una persona misurata. Mi capita spesso di emozionarmi per una canzone, o per una fotografia, se mi fanno ricordare un particolare momento della mia vita, ma arrivare a sbraitare per un cantante e farmi salire l’adrenalina alle stelle non mi è mai capitato. Mi sono spesso chiesta cosa si provi ad essere così affascinati da un personaggio famoso  da perdere la trebisonda. E’ un’emozione che mi manca e che credo non conoscerò mai. Da una parte mi spiace un po’.

Le emozioni forti provate nella mia vita sono state altre: la nascita di mio figlio, la morte di mio padre, la malattia di mia madre,  le inaspettate dimostrazioni d’affetto da parte di alcuni ex alunni, il ritrovare un’amica/o che credevo di non rivedere mai più … Recentemente ho pianto per un ragazzo di 24 anni, amico di mio figlio, fidanzato con una mia ex allieva, che è caduto dalla moto ed è finito sotto le ruote di un camion, che l’ha schiacciato. Ho provato un dolore fortissimo al pensiero di quel corpo sull’asfalto, di quella giovane vita che non potrà più costruire il suo futuro, un ragazzo sempre gentile, disponibile e sorridente con tutti. 

Io non credo nell’oroscopo, ma trovo che le caratteristiche che riguardano il mio segno, il Cancro, siano abbastanza corrispondenti al mio carattere: sensibilità, tenacia, comunicatività, idealismo, amore per la famiglia, creatività, immaginazione…

Sono una che sogna molto e che, spesso, ricorda i suoi sogni. Quasi ogni settimana rivedo i miei genitori, a volte qualche zia e zio, persino i miei suoceri. Mi è capitato di tutto: solo recentemente ho volato in un cestino di vimini atterrando in un posto colorato e meraviglioso, sono stata in Paradiso, ho camminato in riva al mare, ho vissuto in una foresta di pini alla maniera di Pocahontas, ho fatto la baby sitter, sono stata ad una sfilata di moda, ho avuto i ladri in casa, mi sono persino addormentata in un sogno, svegliandomi, mentre in realtà dormivo ancora … Una mia amica mi ha comunicato di aver letto che le persone come me sono destinate ad avere vita breve, perché il loro cervello lavora troppo, non si riposa mai, nemmeno quando dormono. Sarà vero? Io non ho trovato alcuna conferma in Internet. In ogni caso, non posso impedire alla mia fantasia di sbizzarrirsi mentre dormo. Solo il fatto di poter rivedere le persone che tanto ho amato quand’erano in vita è  impagabile; non vi rinuncerei mai!

Così, tra alti e bassi, tra momenti belli e brutti, è arrivato anche questo compleanno.
E domani, come disse la buona Rossella O’Hara, e come sta cantando ora Vasco Rossi,  sarà un altro giorno, ma con un anno in più…

Alla prossima!

mercoledì 14 giugno 2017

Libri parlanti



Recentemente c’è stata un’interessante manifestazione nella mia città. Si tratta dei “Libri parlanti”, cioè persone che hanno avuto esperienze di vita un po’ diverse dalle solite, disposte a raccontare la loro storia e a rispondere alle domande delle persone che, incuriosite, hanno interrotto la passeggiata domenicale nel parco, per sedersi su una seggiola accanto a loro ad ascoltare.

Io ci sono stata solo poco tempo e non ho potuto conversare con tutti i libri parlanti, ma ne ho incontrati tre, molto diversi tra loro.


Il primo è stato il generale Gianni Carnevale, che ha partecipato a tutte e sei le spedizioni di Overland come responsabile tecnico dei mezzi dell’Iveco.

Ad alcune domande ha così risposto:

1)    Qual è stato il viaggio che ha gradito di più?

Il primo, perché era la prima avventura, quella ancora sconosciuta in merito alle difficoltà e alle emozioni che avrebbe suscitato.

2)    Quali prerogative servono per affrontare un viaggio come quelli di Overland?

Innanzitutto una moglie consenziente! ;) Poi un lavoro che permetta ferie lunghe, una certa disponibilità economica e saper fare un po’ di tutto. 
Foto tratta dal web


Il mio secondo incontro è stato con don Gigi, un giovane parroco da quattordici anni nella nostra città, che dovrà abbandonare tra pochi giorni per trasferirsi a Torino.

Don Gigi era molto addolorato. Ha parlato della sua sensazione di smarrimento al pensiero di dover lasciare luoghi e persone che ormai ha imparato ad amare, dove è sempre stato molto popolare e seguito. Non sarà facile ricominciare da perfetto sconosciuto in una grande città e l’unica consapevolezza sarà quella di aver risposto con l’ obbedienza al comando dei suoi superiori. Ha spiegato che un  sacerdote deve saper obbedire, quando necessario, anche se il cuore non risponde alla ragione e suggerisce di ribellarsi a quell’ordine che può apparire senza un senso logico.  

Foto tratta dal web


Il mio terzo incontro, dopo aver sentito parlare di viaggi e di dilemmi interiori, è stato molto più frizzante. Si è trattato di una Drag Queen!

Il personaggio in questione si fa chiamare Barbie Bubu, è un omone grande e grosso che durante il giorno lavora come meccanico, mentre la sera indossa tacchi dodici e vestiti molto appariscenti per esibirsi nei locali.

Ha raccontato di essersi travestito da Drag Queen una volta a Carnevale, vincendo un premio di mille euro. Con quel denaro si era pagato alcuni corsi di teatro e cabaret, iniziando poi ad esibirsi nei locali. Considerata la stazza  e la sua propensione per i ruoli divertenti, Barbie Bubu preferisce soprattutto la chiave comica, ma ho ascoltato su Youtube anche brani in cui canta, con voce femminile, e devo dire che ha buona intonazione ed una certa capacità interpretativa.

Un tipo veramente simpatico che, in passato, è stato pure pompiere, spegnendo addirittura la Cappella della Sacra Sindone in occasione dell’ultimo incendio. Terminata l’intervista, noi donne un po’ curiose abbiamo chiesto di poter essere immortalate con lui e… via con i selfie e le fotografie!Ho rimediato anche un invito in un sexi shop in occasione del prossimo concorso “Miss Drag Queen 2017”, ma credo che, almeno per il momento, diserterò la manifestazione eheheheh!
Barbie Bubu ed io


Al prossimo racconto!