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lunedì 24 ottobre 2022

Performance musicale

Questa volta mi presento in una performance al pianoforte.

Incidono negativamente i lunghi anni pieni d’impegni lavorativi e familiari, che mi hanno impedito spesso persino di avvicinarmi al pianoforte, poi i dieci anni di Alzheimer di mia madre, che hanno richiesto assistenza continua, infine la mia artrite reumatoide, che ha colpito il dito medio della mano destra, facendo in modo che mi dia fastidio mentre suono e sia un po’ più difficile da comandare rispetto ad un tempo.

Restano la voglia di suonare e di esprimermi con i suoni, insieme al desiderio di imparare brani nuovi e mai eseguiti, per mettere alla prova le mie attuali capacità di esecutrice “diversamente giovane”o, almeno, quel che ne resta.

Ho trovato questo brano di Giovanni Allevi, “Back to life” della difficoltà giusta per le mie possibilità attuali e mi sono cimentata nella sua esecuzione. Molti criticano questo pianista e compositore ritenendolo un tipo strambo e di capacità scarse rispetto al mondo della musica classica, ma c’è comunque da considerare che le sue melodie riescono ad avvicinare molte persone al mondo della musica colta, e questo è comunque un buon traguardo. Inoltre, adesso è malato e non posso che augurargli di guarire al più presto per tornare al suo amato pianoforte.

Ma, bando alle ciance, ecco “Back to life!”


mercoledì 31 ottobre 2012

Un po' di me...



Ho superato la boa del mezzo secolo e, anche se la cosa mi fa parecchia impressione, almeno nello spirito mi sento molto più giovane ( ma il mio corpo non è troppo d'accordo...)

Sono nata il 30 giugno, in una calda notte d'estate e sono rimasta figlia unica. Sono stata molto amata e tanto ho amato. Tutti coloro che entravano a casa nostra lo percepivano e dicevano: "Quanto ti devono amare i tuoi genitori! Si vede da come ti guardano, da come ti ascoltano..." Era vero, e anch'io lo sapevo. Eppure i miei genitori non mi hanno mai viziata. Mio padre era dolcissimo, ma sapeva essere autorevole quando necessario e i suoi "No" erano categorici ,mentre mia madre non lo contraddiceva mai nelle decisioni. Non erano nemmeno tipi da abbracci e baci. Non ricordo che l'abbiano mai fatto. Loro erano "presenti",  si interessavano a ciò che facevo, mi incoraggiavano, mi aiutavano come potevano, ma non mi lodavano mai. Per loro andava sempre "abbastanza bene" e, a volte, questo mi faceva arrabbiare.

Io, a cinque anni.
 Non ci è mai mancato il necessario, ma il superfluo era un lusso che non potevamo permetterci. Ad esempio, non avevamo la macchina. Papà diceva che non era necessaria, visto che dovevamo solo spostarci in città, e così tutti andavamo in bicicletta: lui al lavoro, io a scuola, mia madre a fare la spesa. Avevamo la casa nostra, ma non i termosifoni, e papà scendeva la mattina presto per accendere la stufa. Però siamo stati i primi ad avere la televisione, perchè "era cultura", e i vicini venivano a casa nostra per vedere le trasmissioni, sull'unico canale di allora, mentre io, tra i quattro e i cinque anni, imparavo a leggere e scrivere correntemente dal famoso Alberto Manzi, con la trasmissione "Non è mai troppo tardi". Da quel momento, a casa nostra, i libri non sono più mancati.
Mio padre, che andava a lavorare in bicicletta anche in pieno inverno.
 Un altro "lusso" furono le lezioni di piano, tipiche delle signorine di buona famiglia di allora, non certo dei figli degli operai e delle sarte. Mia madre aveva in mente di farmi diventare maestra e si ricordava che, ai suoi tempi, gliene piaceva tanto una che veniva nella sua classe per insegnare le canzoncine, perciò io avrei potuto essere come lei e fare felici tanti bambini.
In mezzo a tutte le signorine "bene" della città, poco avvezze alle fatiche dello studio, io, a otto anni, emersi subito, tanto che gli insegnanti mi proposero persino di darmi lezioni gratis, purché non smettessi. Fu così che presi, ancora preadolescente, la decisione di diventare insegnante di musica. 

Attraverso il loro esempio, i miei genitori mi hanno insegnato a portare a termine gli impegni presi, a mantenere la parola  data, a essere parsimoniosa, a non giudicare gli altri, a vedere il lato positivo delle cose, a rispettare persone, animali e cose ma, sopratutto, ad amare e a sentirmi felice per ciò che ho e che riesco a conseguire con l'impegno e il sacrificio. 

I miei genitori ridevano spesso e trasmettevano allegria.
 Da ragazza ero molto timida e mio padre mi spingeva a uscire, ad andare a divertirmi, piuttosto che stare in casa a leggere. Fu così che, dopo sua insistenza, a diciannove anni andai ad una festa dove conobbi un ragazzo della mia età e "festa fu galeotta". Dopo cinque anni di frequentazione ci sposammo e, da allora,  siamo ancora insieme.
Ieri sposi...
 Abbiamo un figlio di venticinque anni, laureato, che pratica diversi sport, è appassionato di fotografia e suona la chitarra. 
Fotografia, che passione!

 Abbiamo anche un cane, volpino Spitz, ancora cucciolo, che ne combina di tutti i colori.
Terry adora mio marito, non lo molla un istante!
All'appello possiamo anche aggiungere mia madre, malata di Alzheimer da sette anni, che vive in un mondo tutto suo. Tanto amore ho ricevuto, tanto sto restituendo.

Insegno musica da anni nella scuola della mia città, in provincia di Cuneo, la stessa che avevo frequentato a mia volta.

Non sono un tipo particolarmente sportivo, ma mi piace camminare, andare in bicicletta ( non in salita però!) nuotare e, comunque, non sono una che stia sempre ferma.

Mi piace tutta la musica, ma non amo troppo il rock duro o la musica assordante. Quando studiavo pianoforte mi dissero che ero un'interprete piena di fuoco e passione e, in effetti, ho sempre odiato Debussy, che mi costringeva ad essere "eterea ed evanescente", proprio perché non sono riuscita ad esserlo mai.

Sono una che mangia poco, pertanto non amo cucinare, però lo faccio "per dovere" e me la cavo discretamente. Non mangio il gorgonzola, i formaggi stagionati o puzzolenti e i cetrioli, i cibi particolarmente grassi. Quando vado ad un pranzo, passo direttamente dagli antipasti al dolce e alla frutta.

Sono cattolica, ma "tiepida". Vorrei tanto che mio padre avesse creduto nell'aldilà e mi avesse promesso di aspettarmi e vigilare su di me.  Sarebbe molto più facile accettare la sua assenza, ma lui è sempre stato così: non prometteva niente che non fosse sicuro di mantenere.

Amo la campagna, i grandi spazi, il mare. La montagna m'intristisce e non mi fa sentire bene. 

Rido, piango, mi commuovo e mi arrabbio quando leggo un libro o guardo un film. In questi ultimi anni mi sono vietata qualsiasi lettura o film che tratti argomenti violenti o di guerra perchè mi fanno stare troppo male. E' una sofferenza non solo mentale ma, addirittura, fisica e questo non va bene.

Da più di otto anni sono una blogger, parlo e scrivo tanto...sono fatta così!

venerdì 25 novembre 2011

VI RACCONTO...

Eccomi qui, in fuga da Splinder, come tanti altri. Dopo due anni di blog su blogger.it e sette su Splinder è nuovamente il momento di cambiare casa, visto che la piattaforma di Splinder chiuderà a gennaio. Sto continuando una copia del mio vecchio blog su iobloggo, ma voglio provare anche questo posto. Insomma, devo decidere dove sistemare la mia nuova casa.
Vediamo un po' come va...