
martedì 25 agosto 2026
La truffa del maresciallo Rocca

sabato 15 agosto 2026
Medaglie agli Europei
Poco fa, agli europei di nuoto, la nostra concittadina braidese Sara Gastaldi, mia alunna alla Scuola Media, ha vinto l’argento nei 200 misti. In tv ho visto la mamma, anche lei a suo tempo mia ex alunna, sventolare orgogliosamente e con grande emozione la bandiera italiana sugli spalti.
Poco
prima, la saviglianese Sara Curtis, nata a 20 km da Bra (Cuneo), aveva vinto la
medaglia di bronzo nei 50 metri stile libero, quarta medaglia tra le quali un
oro, con record del mondo, in questi Europei.
Due
giovanissime ragazze della mia zona che si stanno distinguendo sempre più a
livello internazionale, al prezzo di tanti sacrifici, rinunce ed impegno. Spesso
si parla male dei giovani, che non si danno da fare, che sono privi di volontà,
mentre invece ce ne sono tantissimi, come queste due atlete, che rinunciano
spesso al riposo e al divertimento per allenarsi duramente in uno sport, offrendo
alla nazione splendidi risultati.
Complimenti
davvero alle due nuotatrici e a tutti gli altri sportivi che si stanno
distinguendo durante questi Europei e i miei migliori auguri per un futuro di
grandi soddisfazioni e successi.
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| Gastaldi -Curtis |
venerdì 3 luglio 2026
Forti emozioni, un lutto e dolci ricordi.
Tra i miei ricordi più belli in veste d’insegnante, e sono tanti, ce n’è uno accaduto più di quarant’anni fa nella prima B.
L. era un ragazzino minuto, sottile come un fuscello,
dolcissimo, che sapeva suonare il violino. Gli chiesi di portarlo a scuola e,
sentendolo suonare, oltre alla bravura, fui colpita dalle sue sensibilità e
passione.
Venne il tempo del saggio natalizio e, insieme, decidemmo che
avrebbe potuto eseguire alcune parti solistiche da alternare a quelle del resto
della classe, in una sorta di dialogo musicale tra lui ed i suoi compagni.
Era una specie di sorpresa, perché nessun’altra classe
presentava questo tipo di esibizione ed io ci tenevo molto.
Venne la mattina del saggio e L. si presentò sofferente,
pallidissimo e febbricitante. “Non sto affatto bene” _ mi disse _ “ma sono
venuto per lei!”
Un bambino di undici anni era venuto a scuola malato solo per
far contenta me. Sua madre lo portò a casa subito dopo l’esibizione, per
metterlo a letto.
Quel “sono venuto per lei” mi aveva toccata nel profondo e
non lo dimenticai mai. Negli anni successivi ebbi tra gli alunni anche suo
fratello M. e la sorella F. Anch’essi erano molto carini e dolci, ma non
suonavano particolari strumenti musicali.
Passarono gli anni. L. si diplomò in violino e laureò in
lettere, F. diventò infermiera e M. si trasformò in imprenditore, aprendo una
birreria. Teneva anche un chioschetto ambulante durante le feste di paese, i
concerti all’aperto ecc…Lo vedevo spesso, ogni volta che passavo in centro o
partecipavo a qualche manifestazione in cui era presente il chioschetto di
birra.
Oggi c’è stato il funerale di M. Due giorni fa stava
guardando la tv, quando un infarto fulminante aveva stroncato di botto la sua
vita. Suo fratello, non ricevendo risposta al telefono, era andato a trovarlo e
lo aveva trovato esanime, accasciato sul divano. Potete immaginare lo sgomento
di tutti coloro che lo conoscevano, lo apprezzavano e gli volevano bene. Nessuno
voleva credere che non ci fosse più.
Ieri sera sono andata al rosario. La chiesa era strapiena ed
io riflettevo sul fatto che M. fosse già il mio decimo alunno andato via troppo
presto. Come i genitori per i figli, anche gli insegnanti non dovrebbero mai
dover partecipare alle esequie dei loro alunni. Non è naturale. Loro sono più
giovani.
Al termine del rosario sono andata a salutare l’affranta F. e
poi ho cercato L, il mio piccolo violinista di un tempo. Ora è sposato e papà,
ma è sempre sottile come un giunco e dolcissimo.
Mi ha vista ed ha esclamato: “Professoressa!” e poi mi ha
abbracciata forte e mi ha tenuta stretta a lungo in un modo che sembrava non
avere fine. A quel punto l’emozione mi
ha vinta e mi sono messa a piangere. Non riuscivo a trattenermi mentre tentavo
di dirgli: “Mi dispiace tanto!” _ e lui, teneramente, mi rispondeva: “Lo so, lo
so!” Non riuscivo nemmeno a fargli le condoglianze mentre L, dolcemente, consolava
ME per la perdita di SUO fratello. Dopo più di quarant’anni, ancora come quella
volta con il violino, si preoccupava per me.
È stato un momento di emozione fortissima, in un’atmosfera di
grande dolore collettivo. Lo porterò sempre nel cuore.
Ciao M. ora stai offrendo da bere agli Angeli e ci stai
sorridendo da lassù. Non ti scorderemo mai, perché le belle persone lasciano
sempre un segno in coloro che hanno la fortuna di incrociare durante il loro
cammino.
domenica 28 giugno 2026
Scusate la latitanza, ma non riesco a navigare in Internet!
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| Cronologia delle mie connessioni. Notare il download! |
Da un po’ di tempo manco dal mondo blog, e vi chiedo scusa. Purtroppo ho un problema con la navigazione in Internet. Fino a qualche tempo fa avevo ancora una vecchia connessione ADSL a 6 mb. Era lenta, ma mi permetteva di vedere le pagine web comprensive di immagini, i filmati su Youtube e persino i film sulle varie piattaforme come Netflix, Raiplay e similari. Insomma, mi accontentavo, ma riuscivo a fare ciò che mi interessava. Poi il 187 mi ha telefonato avvisandomi che la linea ADSL dà problemi da tempo e sarà dismessa. La fibra, nella mia zona di periferia, non arriva. L’unica alternativa è quella della FWA, navigazione tramite onde radio con un’antenna collegata all’esterno della casa. Mi hanno parlato di una navigazione dai 100 ai 300 mb. Una vera pacchia rispetto ai miei soliti sei!
È arrivato un tecnico e mi ha piazzato l’antenna sotto ad una
finestra, a mezzo metro da terra. Mi ha dettato la nuova password da inserire
sugli apparecchi col wi fi e ha collegato il telefono fisso sia al nuovo modem
FWA che alla vecchia linea a muro. A me sembrava un po’ strano collegare il
telefono a due linee contemporaneamente, ma lui non ha voluto sentire ragioni, ribadendo
che il tecnico era lui, aveva le sue competenze e sapeva quel che
faceva. Gli ho chiesto anche di provare la nuova connessione, ma lui mi ha
risposto che occorrevano 24 ore prima che entrasse in funzione. Ha anche voluto dieci euro per un cavo, senza farmi alcuna fattura. Passate
le 24 ore, ho cercato di inserire la password wi fi nel televisore, ma non c’era
niente da fare. Non funzionava. Così mi è venuto il sospetto di andare a
controllare i numeri inseriti sotto al modem, trovando quello esatto. Il tecnico
con tutta la sua competenza decantata, non avrebbe dovuto, fin da subito,
distinguere quella giusta? Il telefono non funzionava. Ho tolto la spina dalla
vecchia presa al muro ed è andato a posto. E la meravigliosa navigazione da 100 a
300 megabit? Viaggiava a 0, 30 mb circa. Avete capito bene. Zero!
Ho chiamato nuovamente il 187, chiedendo che mi mandasse un
tecnico diverso da quello precedente. Il secondo tecnico è arrivato, molto
disponibile, non prepotente, non borioso, mi ha spostato l’antenna sul balcone,
ha fatto tutte le prove necessarie, ( senza aspettare le ventiquattro ore!), non mi ha chiesto dieci euro per il cavo, ma
si è comunque accorto che la linea tornava a cadere e ha confessato di essere
impotente a risolvere. Risultato: navigazione a 0, 50.
Ho richiamato nuovamente il 187, hanno controllato dicendo
che tutto era a posto, mi hanno passato al telefono un nuovo tecnico che mi ha
informata sul fatto che il modem necessita di essere “configurato”. È un’operazione
che si può fare “in remoto”, ma serve un’attesa di dieci-dodici giorni. “Non ci chiami più, la richiameremo noi!” Ha
sentenziato. I dodici giorni (tutto questo tempo per inserire qualche numero
nel modem?) scadranno martedì 30 giugno, proprio il giorno del mio compleanno! Almeno
ricevessi questo bel regalo! Nel frattempo, io continuo a navigare per
misericordia divina, mi ci vuole la pazienza di san Giobbe nel caricare le
immagini e non vedo filmati di sorta.
Ho provato a “parlare” con l’intelligenza artificiale. Mi ha insegnato
a fare un sacco di prove e ha concluso che non c’è niente della mia linea che
non funzioni, ma sia proprio il ripetitore a cui si agganciano le onde radio ad
essere sovraccarico. Allora ho provato a fare l’esperimento di alzarmi per un
momento alle cinque del mattino e a misurare la velocità di connessione: 41 mb!
A questo punto l’AI sostiene che nemmeno la configurazione del modem risolverà
il problema, visto che la causa sta a monte, proprio sulle celle a cui dovrebbe
agganciarsi la mia antenna, che non riescono a reggere tutte le richieste. Per addolcirmi la pillola, proprio lei, l'AI, mi ha pure dedicato nella chat un cuoricino!
Se sarà effettivamente così, l’ADSL sarà dismessa, la fibra
non arriva…Cosa si potrà fare? Il 187 mi
sta facendo tutte queste operazioni gratis, perché non è stata una mia
iniziativa, ma sono stata costretta, per forza maggiore, a cambiare il tipo di
connessione. Diversamente, dovrò andare a cercare, a pagamento, qualche altra
soluzione, ma in molti mi dicono che sia ben difficile trovare quella giusta,
anche perché le onde radio soffrono gli ostacoli, e qui in periferia ci sono
tante piante che fanno da scudo.
Nel frattempo, vi mando questo messaggio dopo la mezzanotte,
perché è il momento in cui comincia a migliorare la navigazione.
Spero stiate tutti bene, vi auguro buone vacanze e spero di
rileggervi presto, se mai si riuscirà a risolvere questo inghippo!
Un abbraccio!
giovedì 14 maggio 2026
Avete mai sentito suonare un cravattino?
domenica 3 maggio 2026
Anniversario!
È arrivato il giorno in cui festeggiare il nostro quarantaseiesimo anno di matrimonio! Un altro anniversario si aggiunge alla lunga lista. Sono volati in fretta questi anni! Guardo le fotografie di gruppo scattate allora, in quel lontano 3 maggio 1980. I nostri genitori non ci sono più, così come se ne sono andati tutti gli zii e le zie, qualche cugino e qualche amico. Questo pensiero mi rattrista, ma devo accettare che la vita vada avanti lasciando delle persone indietro. Penso al tempo trascorso e mi ritrovo nelle parole del presbitero e scrittore francese Michel Quoist:
“L'amore non è già fatto. Si fa. Non è un vestito già
confezionato, ma stoffa da tagliare, cucire. Non è un appartamento 'chiavi in
mano’, ma una casa da concepire, costruire, conservare e spesso riparare. Non è
vetta conquistata, ma partenza dalla valle, scalate appassionanti, cadute
dolorose nel freddo della notte o nel calore del sole che scoppia. Non è solido
ancoraggio nel porto della felicità ma è un levar l'ancora, è un viaggio in
pieno Mare, sotto la brezza o la tempesta. Non è un 'si' trionfale, enorme
punto fermo che si segna fra musiche, sorrisi e applausi, ma è una moltitudine
di 'si' che punteggiano la Vita, fra una moltitudine di 'no' che si cancellano
strada facendo. Non è l'apparizione improvvisa di una nuova Vita perfetta, ma
sgorgare di sorgente e lungo tragitto di fiume dai molteplici meandri, qualche
volta in secca, altre volte traboccante, ma sempre in cammino verso il Mare
infinito.”
E allora non ci resta che continuare a camminare verso il
mare infinito, accettare ciò che il destino ci ha riservato, bello o brutto che
sia, continuando a tenerci per mano lottando insieme contro le nuove difficoltà
che incontreremo e, soprattutto, vivendo il presente, giorno dopo giorno.
Buon anniversario a noi!
sabato 4 aprile 2026
martedì 24 marzo 2026
Un incontro inaspettato per Terry.
Terry, il mio cagnolino quattordicenne, da sempre detesta i gatti, perlomeno quelli del vicino che osano passare nel nostro cortile. Appena ne avvista uno, si lancia al suo inseguimento con tutta la velocità delle sue zampette, mentre abbaia a gran voce, manifestando tutto il suo disappunto per quella intrusione nel suo territorio. Il povero gatto comincia a correre, si arrampica velocissimo sul muretto che divide le due proprietà e si affretta a sparire all’orizzonte, perché solo così Terry smetterà di tormentarlo con i suoi latrati. È una scena che si ripete da molti anni, oramai!
Quando siamo fuori
casa, però, tutto questo non succede. Quando capita che si incontrino, i due
animali si limitano ad ignorarsi a vicenda. Qualche volta i felini arruffano il
pelo e soffiano, ma Terry non si fa intimidire e va dritto per la sua strada.
Insomma, lui sa di non avere diritti su quei territori e sta nel suo. Si
avvicina soltanto agli umani che gli fanno le coccole e agli altri cani.
Qualche giorno fa, ci è capitato di trovarci in un vivaio.
Mio marito voleva acquistare delle piantine e Terry ed io abbiamo bighellonato
in mezzo ai fiori. Poi ci siamo fermati ad aspettare mio marito, intento a
pagare alla cassa e, proprio davanti a noi, a circa due metri di distanza, è
apparso un bel gatto rosso. O era una gatta? Terry era seduto, immobile come
una statua. Il micio ci voltava le spalle. Poi si è girato e ha guardato il cane.
Il suo sguardo si è illuminato. Sembrava avesse visto un’apparizione
celestiale. È possibile che un gatto sorrida? A me è sembrato proprio di sì.
Aveva gli occhi di chi incontra, pieno di gioia, un suo vecchio amico, o quelli
di chi viene colpito da un colpo di fulmine per la creatura dei suoi sogni.
Si è incamminato verso Terry con aria fiduciosa e la classica
coda dritta dei gatti felici e, in quel momento, ho pensato veramente di tutto. “Terry
parte alla rincorsa del gatto in mezzo al dedalo di vasi fioriti e succede un
disastro; Terry ringhia e il gatto lo graffia facendolo sanguinare… Ero come
paralizzata.
Il gatto (ma è molto probabile che fosse una gatta, visto l’atteggiamento)
si avvicinato/a ed ha appoggiato teneramente il suo nasino su quello del cane.
In pratica, a modo loro, si sono baciati. Poi, non contento/a, ha fatto un
giretto di osservazione intorno al cane e gli ha annusato il sederino. Terry
non ha fatto una piega. Ancora uno strofinamento di nasi…
Poi è arrivato mio marito e siamo tornati a casa. Io ero
ancora esterrefatta e, solo allora, mi veniva in mente che avrei potuto
immortalare la scena con una fotografia. Ma nel momento clou ero stata troppo
presa ad osservare la scena per pensare al cellulare!
In compenso, ho ricostruito un’immagine simile con l’uso dell’AI.
Tutto è bene quel che finisce bene e, con il mio cagnolino,
si finisce sempre per ricevere qualche sorpresa!
sabato 21 marzo 2026
Cos'è la felicità?
Da un po’ di tempo pare che, ogni giorno, sia utile per festeggiare qualcosa: non più solo la mamma o il papà, ma anche i nonni, il cane, il gatto, il single, la famiglia, la torta…insomma, di tutto e di più. Io non seguo queste mode, ma ho un’amica che scrive per un giornale locale e che provvede a mandarmi i suoi articoli su ogni argomento, rendendomi aggiornata in materia. Qualche giorno fa mi ha chiesto di mandarle una frase sulla felicità, e così ho scoperto che, proprio oggi, sia la giornata in cui si festeggia la felicità.
Per il suo articolo, dove ha raccolto ben cinquantasei frasi
da altrettante persone diverse, io ho dato queste definizioni:
“È l’amore ricambiato, il raggiungimento di un obiettivo a
lungo atteso, il sorriso di un figlio, la bellezza di un tramonto, la
realizzazione di un sogno”.
Tra gli altri commenti, posso elencarvene alcuni più
significativi:
“Non è una cosa da possedere, ma una via da percorrere,
seminando amore. A volte la trovi dove non penseresti, nella debolezza, nella
fragilità, nel dono di un sorriso… Cosa c’è di più bello del ricevere e donare amore?”
– scrive una suora.
“Avere la salute, incoraggiare i miei figli ad impegnarsi per
raggiungere i loro obiettivi. È poter svolgere il lavoro che amo: insegnare ai
miei bambini a scoprire il mondo e ad accettare le diversità e capire che
ognuno è unico e speciale!» - scrive una mamma.
“Una penna che si regge senza il bisogno della mia mano,
perché quando sono felice scrivo senza sforzo e scrivo le cose più belle” –
scrive una scrittrice.
“Sentirsi parte di una comunità, sentire che ogni giorno non
cammini da solo, che puoi fare la tua parte per essere utile ad essa, ma che
nello stesso tempo hai grande bisogno di coloro che compongo la tua comunità” –
scrive il sindaco.
“La felicità è una grande conquista. La conquisti con il
lavoro, seminando fiducia, creando rapporti personali unici. Ciò crea un
benessere di cui devi essere grato” - scrive un uomo.
“Ricevere una cartella clinica con scritto: è perfettamente
guarito e sano come un pesce” – scrive un anziano.
“Donare un sorriso a chi è in un “momento no” con l’ascolto,
una parola, un caffè, la presenza o semplicemente con “io ci sono per te” –
scrive una signora.
Da tutto questo si evince che la felicità sia un concetto
molto personale, che si riesce a raggiungere spesso in momenti inaspettati e
che dipende anche molto dai desideri e dalle aspettative di ciascuno di noi. La
felicità è spesso breve, ma può lasciare il posto ad una più duratura serenità,
che rappresenta la maggiore speranza di ciascuno di noi.
Spesso la felicità si riflette da una persona all’altra. A
volte, per esempio, quando mio figlio viene a trovarmi e lo guardo girare per
casa canticchiando, capisco che si senta felice e, a mia volta, mi sento
invadere da una grande gioia. Allo stesso modo, quando vedo il mio cane entusiasta
di salire in macchina con noi per andare a fare una passeggiata, mi sento
felice perché so che siamo noi i responsabili di questo suo umore. È molto
bello riuscire a rendere felice qualcun altro, soprattutto alla mia età, quando
non si hanno più traguardi da raggiungere, ma si guarda con speranza ai sogni
che possono ancora realizzarsi per chi amiamo.
Felicità è anche un incontro inaspettato con un amico/a di
vecchia data o, come nel mio caso, con un ex allievo/a di tanti anni fa, che
ancora si dimostra contento/a di rivedermi e addirittura si ricorda i brani
suonati durante le mie ore di lezione dieci, venti, trenta, quarant’anni fa.
Apprendere di non essere stata dimenticata, di aver lasciato un segno in quella
persona ormai adulta, mi dà tanta felicità.
E voi, cosa ne pensate?
NB. Spunti tratti dall’articolo di Silvia Gullino su lavocedialba.it del 20/03/2026
domenica 8 febbraio 2026
Quattordici anni per il nostro cagnolino!
Oggi toccano gli auguri al piccolino di casa. Terry,
il nostro volpino, compie 14 anni! Il veterinario ci ha detto che, grosso modo,
si potrebbe paragonare ad un essere umano di circa ottant’anni. Lui,
naturalmente, non lo sa, e crede di essere molto più giovane, comportandosi di
conseguenza: corre, rincorre la pallina, salta e ci prova con tutte le
cagnoline. Con alcune balla persino, come potete vedere da una foto. Loro
sarebbero pure consenzienti, ma i padroni non ne vogliono sapere di “aumentare la
famiglia”, le trascinano via e il poveretto si ritrova sempre a bocca asciutta.
Per il resto, lo si può considerare un cane “da viaggio e da
vita mondana”, infatti ama moltissimo viaggiare in automobile e andare al bar a
farsi coccolare dai vicini di tavolo. A casa abbaia spesso e volentieri ma,
varcato il cancello, si trasforma di colpo e ammutolisce. Fuori casa, infatti,
non apre mai bocca, tutto preso ad osservarsi intorno, ad annusare per terra e
a conoscere i suoi simili e le persone. E’ incredibile quanto un cane possa
favorire la socializzazione anche tra noi umani! Si avvicina a tutti i suoi
simili per conoscerli e ci tocca fare altrettanto con i loro padroni, senza
contare quando “sorride”, nei vari locali che frequentiamo, alle persone che
gli stanno intorno, spingendole a chiederci di poterlo accarezzare. Si finisce
sempre per instaurare un dialogo!
A noi regala ogni giorno tanto amore. Ci segue ovunque come
un’ombra e il massimo della soddisfazione lo manifesta quando può trovarsi, con
entrambi, nella stessa stanza o in macchina. Insomma, tiene veramente in grande
conto all’unione familiare e la sua espressione sembra proprio quella di un
animale che ride di felicità!
Per il suo compleanno gli abbiamo comprato tante scatolette
di pappa e dei dolcetti nuovi.
Ora bando alle ciance. Buon Compleanno Terry! Tanti Auguri!
Vederti così sorridente fa bene al cuore.
giovedì 15 gennaio 2026
Un po' di musica con Mozart!
Ormai ho capito che non potrò più pubblicare, né su Youtube, né sui social in generale, brani musicali un po’ moderni, per via dei diritti d’autore. Ho ripiegato allora sul buon vecchio Mozart, pur sempre sulla cresta dell’onda per quanto riguarda i musicisti classici.
Vi dedico quindi questa mia versione
della celebre “Marcia turca”, sperando possa essere di vostro gradimento.
I tempi sono difficili. Tanti esseri
umani sono sempre più aggressivi, avidi, invidiosi, privi dei più importanti valori
morali. I venti di guerra soffiano sempre più forte.
Nel mio piccolo mondo, cerco con
tutte le mie forze di rifugiarmi nel piacere delle piccole cose, degli affetti
familiari, della natura, dell’arte, tra cui la musica.
Sono passati tanti anni da quando
studiavo per ore e sentivo le dita scivolare agili sui tasti, senza alcuna
difficoltà. Io però volevo essere un’insegnante, volevo trasmettere il mio
sapere ai ragazzi, volevo vedere la loro gioia negli occhi quando riuscivano a
suonare bene il loro primo brano e poi quelli successivi, così, tra lavoro, casa,
famiglia, genitori anziani e malati, sono passati gli anni e le mie dita si
sono un po’ arrugginite, ma non del tutto, per fortuna, perché, anche se per
pochi ritagli di tempo, non ho mai smesso completamente di suonare. Ho amato il
pianoforte e ho amato i miei ragazzi. Tutti e tanto.
Un abbraccio a tutti voi e…musica!
Potete trovare il brano QUI









