venerdì 15 giugno 2018

Emozioni all'esame di terza media


Avete presente i ragazzi del libro "Io speriamo che me la cavo" del maestro Marcello d'Orta? 
Ebbene, un candidato dalla simile tipologia si è presentato all'esame di terza media stamattina. Ha alle spalle difficoltà familiari, ha fatto moltissime assenze, lo si vede sempre in giro per strada con ragazzi anche molto più grandi. E' un ragazzo dolcissimo, ma molto lontano dai canoni dello studente modello.
Nessuno si aspettava grandi cose da lui ( tranne me, che conoscevo le sue abilità musicali), per questo il Consiglio di classe è rimasto letteralmente a bocca aperta fin da quando ha iniziato a suonare.
Ha eseguito due brani difficilissimi con il flauto dolce, "Il tema di Harry Potter e Gabriel's oboe dal film Mission", non solo con una tecnica impeccabile, ma soprattutto con un'intensità ed espressività tali da commuovere tutta la commissione. Una mia collega è persino uscita di corsa dall'aula perché non riusciva a trattenere il pianto.
Sono quei momenti in cui la musica comunica il vissuto e la sensibilità di una persona più di quel che potrebbero fare mille discorsi e sono quei momenti in cui vale la pena di essere un insegnante.

domenica 29 aprile 2018

ERA IL 29 APRILE DI QUATTRO ANNI FA...


Il 29 aprile di quattro anni fa mia madre mi aveva lasciata. Era arrivata, camminando sulle sue gambe, dalla camera da letto alla cucina, si era seduta sul divano, aveva sgranato tanto d’ occhi, guardandosi intorno in un modo mai visto, come se volesse portare con sé un’ultima immagine di questo mondo terreno, mi aveva guardata intensamente e poi aveva chiuso gli occhi per sempre. Tutto era successo in pochi secondi.
Avevo chiamato il 118, le era stato praticato il massaggio cardiaco, ma tutto era stato inutile.


Qualcuno disse che, forse, avevo amato mio padre più di lei, perché sembravo non essere così addolorata come lo ero stata per lui. In realtà, mia madre mi aveva lasciata ben otto anni prima quando, a causa dell’Alzheimer, mi aveva completamente dimenticata. Tante volte avevo provato a supplicarla, a chiederle di dirmi una parola, di farmi un sorriso, di ascoltarmi, ma lei era persa in un suo mondo, dove non c’era  posto per me. Per di più, rifiutava di collaborare per qualsiasi cosa come lavarsi, vestirsi, pettinarsi … e bisognava forzarla sempre, imponendosi a lei con la forza.

Erano stati otto anni psicologicamente pesanti, in cui mia madre si era allontanata ogni giorno di più trasformandosi in un corpo senza sentimenti e pensieri. La persona che mi aveva lasciata quella sera del 29 aprile non era affatto mia madre, era solo un involucro che non le assomigliava per nulla, nemmeno fisicamente ed io l’avevo già pianta per otto lunghi anni, cercandola senza mai ritrovarne l’essenza.



Sogno spesso i miei genitori. Mentre però mio padre continua ad essere il mio paladino, il cavaliere senza macchia e senza paura che, fino all'ultimo istante di vita aveva cercato di proteggermi e darmi i suoi saggi consigli, raramente riesco a vedere mia madre com'era prima della malattia. So che non ne ha alcuna colpa, ma io ho vissuto quegli anni un po’ come un tradimento. Averla accanto per otto anni e non poter comunicare in alcun modo con lei è stato un trauma che non ho ancora superato del tutto, evidentemente.

Ciao mamma, mi sto sforzando di pensare a te come la donna dolce, allegra, laboriosa, che mi amava tanto e spero di poterti rivedere ancora così nei miei sogni. Riposa in pace!

venerdì 13 aprile 2018

A proposito di muri...Storie di bullismo.

Non si può non condividere questo bellissimo video integralmente ideato, prodotto e recitato dalla classe II D della mia Scuola, la Scuola d'istruzione secondaria di I grado "G. Piumati" di Bra, in provincia di Cuneo.

Ciò che mi colpisce, soprattutto, sono la naturalezza e l'intensità della recitazione, rare a trovarsi in ragazzi così giovani. Ammetto di essermi commossa e lo stesso è successo a molte mie colleghe, pensando a come si siano trasformati, per l'occasione, quei birichini che vediamo ogni giorno a scuola e che, spesso, ci fanno anche un po' inquietare.

Ho trovato efficaci le idee sul bullismo, argomento evidentemente molto sentito,  e non posso esimermi dal menzionare anche la bravura del ragazzo che, con tanta pazienza, ha creato il cartone animato.

Non perdetevi quindi la visione del video, vincitore del primo premio assoluto "A proposito di muri" promosso dalla Fondazione NUTO REVELLI di Cuneo e, soprattutto, guardatelo con il cuore.