giovedì 10 ottobre 2019

Una bella giornata a Cervo Ligure.


Martedì scorso, mio marito, io e il cane siamo stati a Cervo Ligure.



E’ incredibile come, spesso, si vadano a cercare bei posti lontani, tralasciando quelli, altrettanto belli, nella regione confinante.
Non avevo mai visto Cervo Ligure e il nostro cagnolino Terry non era mai stato al mare. Come immaginavo, non ha mostrato alcun interesse per quella sconfinata distesa d’acqua ed ha fatto bene attenzione a non bagnarsi nemmeno un’unghietta. Per il resto è stato bravissimo: non ha emesso un Bau, non si è mai allontanato, nemmeno quando mio marito, nella foga di scattare le foto,si dimenticava di tenere il guinzaglio, ha socializzato con tutti i cani incontrati ed è stato educatissimo al ristorante e al bar, tanto da ricevere vari biscottini premio dagli esercenti.
La sera però era stanco morto ed è crollato addormentato come un sasso, proprio come fanno i bambini dopo una giornata di divertimento. Che tenerezza!

Per il resto posso dirvi che, quel giorno,  il mare della Liguria assomigliava a quello della Sardegna, per i colori blu e turchese dell’acqua, limpidissima; Il paesino medioevale di Cervo è delizioso e, tenendo conto dei pochi turisti di questa stagione, perlopiù stranieri, si poteva pensare che fosse proprio tutto per noi; la giornata era stupenda, calda ed assolata, tanto che sulla spiaggia c’erano parecchi bagnanti e si stava veramente bene.

Cielo azzurro, mare limpido, paesaggio da fiaba, buon cibo, l’affetto di un cagnolino … momenti sereni da apprezzare e ricordare.









giovedì 3 ottobre 2019

Buon compleanno papà!


Oggi, 3 ottobre 2019, se mio padre fosse ancora vivo compirebbe cento anni. Ho voluto vedere il 2019, in cui ricorre il suo centenario, come una sorta di portafortuna, cercando di credere fortemente che, in qualche modo, la sua costante presenza nel mio cuore possa aiutarmi a  superare i momenti negativi realizzando positività.

In effetti, almeno fino ad oggi, sono accaduti, nella mia vita e in quella dei miei familiari, alcuni fatti importanti e gradevoli, e di questo mi piacerebbe poter ringraziare il mio papà, che sempre è nei miei pensieri e, spesso,  viene a trovarmi in sogno.

Qualche sera fa ho visto l’ultimo video di Nadia Toffa, in cui ha voluto lasciare un ricordo di sé e dei suoi pensieri a tutti noi. Lei diceva che non ha senso giudicare la morte in base all'età di una persona. Non si può dire di un anziano: “In fondo aveva già vissuto fin troppo” ma, soprattutto, bisogna tenere conto di come abbia vissuto la sua vita, così come lei, giovane che sapeva di avere solo poco tempo, aveva cercato di vivere intensamente tutte le esperienze possibili della sua vita, memorizzandone ogni attimo e rendendola ricca il più possibile, tanto da sembrarle molto più lunga della realtà.

Mio padre mi aveva detto spesso che non temeva la morte, ma aveva paura della sofferenza. Lui non desiderava vivere grazie all'accanimento terapeutico, ma voleva vivere solo finché ne valesse la pena, potendo sentirsi partecipe degli avvenimenti del suo tempo e della sua famiglia.
In effetti giunse fin quasi ai novant'anni senza mai perdere curiosità, umorismo, interesse per il mondo circostante e compartecipazione alla vita della sua famiglia. Alla fine aveva gravi problemi respiratori, non riusciva quasi più a muoversi per via della mancanza di fiato, ma caratterialmente era rimasto se stesso fino in fondo, sempre uguale all'uomo che conoscevo, premuroso ed altruista verso gli altri, interessato a ciò che lo circondava. 
“ Accendi la radio e cerca una musica allegra, che non ho voglia di sentire lagne!” mi aveva chiesto appena due giorni prima di lasciarmi.
 Lui non sopportava piagnistei e lamentele. 

 “Nella vita bisogna darsi da fare, è inutile perdere tempo a lamentarsi! Tutto si può risolvere, prima o poi, con volontà ed impegno, solo alla morte non c’è rimedio!”


Ah quante volte me lo sono detta in questi anni!

Ciao papà, buon compleanno, ovunque tu sia!


domenica 8 settembre 2019

I tempi cambiano e...ci cambiano!

L’altra sera mi è capitato di riflettere su quanto siano cambiate le abitudini mentali nel corso del tempo. Pensavo a mia madre. Dopo cena, solitamente si dedicava ai suoi lavori a maglia o all’uncinetto e la sua mente era impegnata a contare i punti: uno dritto, due a rovescio … Mio padre guardava la televisione ed era concentrato sul programma. I miei nonni, probabilmente, pensavano alla giornata trascorsa, o ai progetti per quella successiva.
L’altra sera stavo guardando un concerto di Baglioni alla tv, nello stesso tempo preparavo il sugo e cuocevo le zucchine per il giorno dopo, perché sapevo di avere degli impegni e poco tempo per cucinare, contemporaneamente controllavo i messaggi su whatsapp, dove stavo seguendo l’evolversi delle nomine dei colleghi giovani. Poverini, sono rimasti chiusi per trentasei ore in una scuola ad aspettare il loro turno per scegliere la cattedra, trascorrendo tutti insieme ben due giorni e una notte, condividendo ansie e speranze. Man mano arrivavano notizie: M. ha scelto, G. ha scelto, gli altri sono ancora in attesa …
Tra una mescolata al sugo, l’ascolto di una canzone e la lettura di un messaggio, cercavo sul computer immagini e notizie su Vancouver, luogo in cui si trovava mio figlio in quel momento in vacanza. Leggevo le notizie meteo, vedevo immagini bellissime di baie azzurre e parchi verdi popolati da scoiattoli, orsi, procioni … Proprio i posti che piacciono a lui! Vedere i luoghi in cui immaginavo potesse trovarsi ( ma dal vero è un’altra cosa!), me lo faceva sentire un po’ più vicino.

Vancouver fotografata da mio figlio.
Insomma, mentre i miei genitori ed i miei nonni, probabilmente, la sera avevano in mente un unico pensiero legato alle solite abitudini, io ne avevo almeno quattro e la mia mente vagava tra le pentole in cucina, il concerto di Baglioni a Verona, l’Istituto Tecnico di Fossano ( Cuneo) e i parchi di Vancouver in Canada.
La mia riflessione, comunque, non vuole essere una lamentela verso i tempi moderni che ci costringono a diventare “multitasking” esattamente come i nostri pc, quanto piuttosto una riflessione sui tempi che cambiano coinvolgendo anche la nostra capacità di pensare e di allargare i nostri orizzonti mentali.
Sicuramente a mia madre non sarebbe mai venuto in mente di cercare documentazioni sul tipo di vita che si conduce a Vancouver, sulla sua flora e sulla fauna, ne’ avrebbe colloquiato fino all'una di notte con i colleghi, in ansia per il posto di lavoro, proprio mentre cucinava il sugo, ma non è detto che farlo oggi sia negativo. Se, per un buon mantenimento fisico, è necessario muoversi e tenere allenati i muscoli, probabilmente è utile mantenere efficiente la mente con un buon esercizio di ricerca e logica.
Molti anziani di oggi si ammalano di Alzheimer. Mia madre stessa ne era stata colpita, con mia grande disperazione. Otto anni di vita sprecati, senza ricordarsi chi era e senza riconoscere i suoi cari. Se pensiamo a Rita Levi Montalcini, che ha continuato a studiare, ricercare,relazionare fino oltre i cento anni, non possiamo che riflettere sul fatto che, far lavorare la mente, sia salutare per la sua efficienza nel tempo.
Allo stesso modo si parla molto dei musicisti, che leggono, decodificano partiture, guidano attività separate alle due mani e, contemporaneamente, seguono i movimenti del direttore accordandosi ai suoni degli altri componenti dell’orchestra. Nessuna attività cerebrale è così completa e salutare per il cervello quanto quella del musicista e questo è consigliato persino dai medici per mantenere giovane la cosiddetta “materia grigia”.
Diverso è lo stress, fatto di ansia, preoccupazioni, lotta contro il tempo per riuscire a fare tutto. Lo stress abbassa le difese immunitarie e ci rende facili prede delle malattie.

In conclusione, ben venga il multitasking con la molteplicità di attività e pensieri nella nostra vita, purché siano positivi e costruttivi.