giovedì 13 giugno 2019

Un ultimo giorno di scuola diverso da tutti gli altri...


Anche quest’anno le lezioni sono terminate, ma per me non sarà una fine d’anno scolastico come tutte le altre.  Quest’anno ho salutato le mie ultime terze, le ultime prime e seconde, ho partecipato agli ultimi scrutini e non ci saranno più esami di licenza dopo quelli che inizieranno martedì. La mia carriera scolastica è terminata.

Preferisco pensare al fatto che anch'io, come i ragazzi di terza, sarò finalmente promossa per veleggiare verso altri lidi, piuttosto che usare la parola “pensione” ma, di fatto, sarà così. 
Ho condiviso tutti i momenti più importanti della mia vita con la grande famiglia della scuola: il matrimonio, l’immissione in ruolo, la nascita di mio figlio, la malattia e la morte delle persone che amavo… ho  conosciuto le tre scuole medie della mia città quando erano autonome, poi le ho viste accorpate in un'unica grande scuola, poi ancora ho assistito alla loro separazione e alla nascita di due Comprensivi. Ho conosciuto gli albori dell’Indirizzo musicale e ancora ricordo il primo saggio sul palcoscenico del Polifunzionale, quando, per tenere compagnia all'unica prima del Musicale, tutte le classi  della Scuola avevano partecipato e avevamo tirato fuori le nostre risorse: un fantastico batterista di prima media ( grazie Marco, sei stato il nostro mito!) uno stupendo ed eclettico pianista di terza (grazie Francesco, come avremmo fatto senza di te?) e tutti i nostri “flautini”. Che ricordi meravigliosi!

Ci sono stati tanti momenti belli, altri difficili, ma siamo andati avanti sempre tutti insieme: insegnanti, personale di segreteria, collaboratori scolastici, condividendo fatiche, sostegno morale, amicizia, tristezza, allegria … qualche volta potevano esserci piccoli screzi ed incomprensioni, come in tutte le famiglie può succedere, ma abbiamo sempre cercato di superarli. 

L’ultimo giorno di scuola c’è stata una grande festa, che ho condiviso con piacere con la collaboratrice scolastica Vittoria, nella quale, oltre a tutti i colleghi attuali, abbiamo ritrovato, con enorme gioia, tantissime persone ormai in pensione tornate solo per vivere insieme a noi questo momento; sono stata salutata pubblicamente dai colleghi di Musica al saggio serale, ( grazie di cuore!) ricevendo quindi l’applauso di tutta la platea, ricca di ex alunni ormai diventati genitori dei miei allievi attuali e sono stata abbracciata e salutata sia da loro che dai miei ragazzi di questi anni, che mi hanno dedicato tante frasi affettuose ed emozionanti.


Che dire? Presto comincerà una nuova vita, piena di ricordi ed esperienze che, anno dopo anno,  mi hanno arricchita umanamente e professionalmente. Non mi resta che sperare in un po’ di buona salute e pensare a nuovi obiettivi … con calma però! Gli anni della giovinezza e delle grandi energie sono rimasti alla Secondaria Piumati, racchiusi tra i suoi vecchi muri.  Ah!  Se potessero parlare!

Grazie a tutti, di cuore!

mercoledì 29 maggio 2019

Tempo! E' sempre troppo poco!


Sembra incredibile, ma non riesco più a trovare il tempo per aggiornare questo blog.

Di solito mi siedo al pc la sera, quando ho terminato le faccende domestiche e cerco di prendere un po’ di tempo per me stessa, ma finisco sempre per dedicarmi alla scuola.
Ci sono il sito e la pagina Facebook da aggiornare, le lezioni da organizzare, le verifiche da preparare e correggere, gli spartiti da semplificare ed adattare alle possibilità dei ragazzi, le basi musicali da adeguare agli spartiti modificati, le mail della segreteria da leggere e a cui rispondere, i messaggi delle colleghe con proposte varie da commentare, i corsi di aggiornamento online, i verbali dei consigli di classe da redigere, le relazioni da scrivere, il registro online da aggiornare … la lista delle attività da svolgere è veramente lunghissima!
Qualche giorno fa ho partecipato alla “Marcia della pace” organizzata per gli alunni delle scuole cittadine ( erano più di  duemila!) e, alla fine, per dare una mano, mi sono persino portata a casa le magliette dei miei diciotto alunni, che ho regolarmente lavato e stirato. L’esperienza del bucato e della stiratura per la scuola ancora mi mancava!



Insomma, il tempo non è mai molto e mai come quest’anno la scuola l’ha assorbito così tanto.
Non vedo l’ora che terminino le lezioni per sentirmi di nuovo libera di scegliere come occupare le mie serate al pc e continuare a dialogare con voi, cari amici bloggers!
A presto!

lunedì 29 aprile 2019

Ciao mamma!

Esattamente cinque anni fa, il 29 aprile 2014, mia madre se ne andava da questa Terra. Si potrebbe dire che solo il suo corpo mi avesse abbandonata, visto che erano ormai otto anni che non conosceva più nessuno e non sapeva nemmeno di essere viva e con un corpo perfettamente funzionante. Io vivevo quindi da anni vicina a lei fisicamente, ma lontanissima dalla sua mente e dai suoi ricordi. Io per lei non ero nessuno, niente aveva più significato. Il medico mi aveva detto spesso che ormai era solo “una scatola vuota” . L’avevo persa già da otto anni .
Eppure, fino ad un anno prima, qualche parola era ancora in grado di dirla in modo appropriato e una parola, in particolare, era “Grazie”. 
Uno psichiatra che la visitò mi disse che le doveva esserle stata impartita un’ottima educazione, che era rimasta nel suo IO nonostante la malattia e il suo completo smarrimento. I miei nonni, gente semplice di campagna, avevano saputo inculcare in lei un’educazione che andava oltre ogni limite.

Meditate, genitori di oggi. La buona educazione non si dimentica più, persino quando non se ne è coscienti.
In questi anni l’ho sognata spesso, ma sempre come negli ultimi tempi in cui mi combinava un sacco di guai e mi dava tante preoccupazioni. Inconsciamente credo di essermi sentita tradita da quella mamma che mi aveva tanto amata e poi dimenticata, obbligandomi a vivere otto anni con una persona nuova con cui era impossibile ogni forma di comunicazione. Non riuscivo a perdonarglielo, pur sapendo che non era colpa sua. 
Ultimamente però sto cominciando a sognarla com’era: laboriosa, vivace, affettuosa … Il tempo è una buona medicina e sa rendere i dolori più lievi, anche se le cicatrici restano indelebili.

Ciao mamma, ovunque tu sia, riposa in pace!