domenica 3 maggio 2026

Anniversario!

 È arrivato il giorno in cui festeggiare il nostro quarantaseiesimo anno di matrimonio! Un altro anniversario si aggiunge alla lunga lista. Sono volati in fretta questi anni! Guardo le fotografie di gruppo scattate allora, in quel lontano 3 maggio 1980. I nostri genitori non ci sono più, così come se ne sono andati tutti gli zii e le zie, qualche cugino e qualche amico. Questo pensiero mi rattrista, ma devo accettare che la vita vada avanti lasciando delle persone indietro. Penso al tempo trascorso e mi ritrovo nelle parole del presbitero e scrittore francese Michel Quoist:

“L'amore non è già fatto. Si fa. Non è un vestito già confezionato, ma stoffa da tagliare, cucire. Non è un appartamento 'chiavi in mano’, ma una casa da concepire, costruire, conservare e spesso riparare. Non è vetta conquistata, ma partenza dalla valle, scalate appassionanti, cadute dolorose nel freddo della notte o nel calore del sole che scoppia. Non è solido ancoraggio nel porto della felicità ma è un levar l'ancora, è un viaggio in pieno Mare, sotto la brezza o la tempesta. Non è un 'si' trionfale, enorme punto fermo che si segna fra musiche, sorrisi e applausi, ma è una moltitudine di 'si' che punteggiano la Vita, fra una moltitudine di 'no' che si cancellano strada facendo. Non è l'apparizione improvvisa di una nuova Vita perfetta, ma sgorgare di sorgente e lungo tragitto di fiume dai molteplici meandri, qualche volta in secca, altre volte traboccante, ma sempre in cammino verso il Mare infinito.”

E allora non ci resta che continuare a camminare verso il mare infinito, accettare ciò che il destino ci ha riservato, bello o brutto che sia, continuando a tenerci per mano lottando insieme contro le nuove difficoltà che incontreremo e, soprattutto, vivendo il presente, giorno dopo giorno.

Buon anniversario a noi!

 

Ieri, nel 1980

Oggi

martedì 24 marzo 2026

Un incontro inaspettato per Terry.

 Terry, il mio cagnolino quattordicenne, da sempre detesta i gatti, perlomeno quelli del vicino che osano passare nel nostro cortile. Appena ne avvista uno, si lancia al suo inseguimento con tutta la velocità delle sue zampette, mentre abbaia a gran voce, manifestando tutto il suo disappunto per quella intrusione nel suo territorio. Il povero gatto comincia a correre, si arrampica velocissimo sul muretto che divide le due proprietà e si affretta a sparire all’orizzonte, perché solo così Terry smetterà di tormentarlo con i suoi latrati. È una scena che si ripete da molti anni, oramai!

 Quando siamo fuori casa, però, tutto questo non succede. Quando capita che si incontrino, i due animali si limitano ad ignorarsi a vicenda. Qualche volta i felini arruffano il pelo e soffiano, ma Terry non si fa intimidire e va dritto per la sua strada. Insomma, lui sa di non avere diritti su quei territori e sta nel suo. Si avvicina soltanto agli umani che gli fanno le coccole e agli altri cani.

Qualche giorno fa, ci è capitato di trovarci in un vivaio. Mio marito voleva acquistare delle piantine e Terry ed io abbiamo bighellonato in mezzo ai fiori. Poi ci siamo fermati ad aspettare mio marito, intento a pagare alla cassa e, proprio davanti a noi, a circa due metri di distanza, è apparso un bel gatto rosso. O era una gatta? Terry era seduto, immobile come una statua. Il micio ci voltava le spalle. Poi si è girato e ha guardato il cane. Il suo sguardo si è illuminato. Sembrava avesse visto un’apparizione celestiale. È possibile che un gatto sorrida? A me è sembrato proprio di sì. Aveva gli occhi di chi incontra, pieno di gioia, un suo vecchio amico, o quelli di chi viene colpito da un colpo di fulmine per la creatura dei suoi sogni.

Si è incamminato verso Terry con aria fiduciosa e la classica coda dritta dei gatti felici e, in quel momento, ho pensato veramente di tutto. “Terry parte alla rincorsa del gatto in mezzo al dedalo di vasi fioriti e succede un disastro; Terry ringhia e il gatto lo graffia facendolo sanguinare… Ero come paralizzata.

Il gatto (ma è molto probabile che fosse una gatta, visto l’atteggiamento) si avvicinato/a ed ha appoggiato teneramente il suo nasino su quello del cane. In pratica, a modo loro, si sono baciati. Poi, non contento/a, ha fatto un giretto di osservazione intorno al cane e gli ha annusato il sederino. Terry non ha fatto una piega. Ancora uno strofinamento di nasi…

Poi è arrivato mio marito e siamo tornati a casa. Io ero ancora esterrefatta e, solo allora, mi veniva in mente che avrei potuto immortalare la scena con una fotografia. Ma nel momento clou ero stata troppo presa ad osservare la scena per pensare al cellulare!

In compenso, ho ricostruito un’immagine simile con l’uso dell’AI.

Tutto è bene quel che finisce bene e, con il mio cagnolino, si finisce sempre per ricevere qualche sorpresa!