lunedì 19 settembre 2022

Tutta colpa di una zampetta birichina!

 

Leggo stasera il commento del gent.mo Mr. Loto, che mi chiede se vada tutto bene, e mi rendo conto che, effettivamente, sia da un bel po’ di tempo che non scrivo.

Ammetto di essermela presa un po’ comoda ultimamente, un po’ perché l’estate così calda non invitava a stare in casa la sera davanti al pc (di giorno sono sempre indaffarata ed è difficile che scriva, al massimo leggo!), un po’ perché ero a corto di ispirazioni. Dopo la mia vacanza al mare mi è anche successo un piccolo guaio.

Dovete sapere che il mio cagnolino, nonostante l’età non più verde, sia ancora un giocherellone. Capita che mi tocchi il braccio con la sua zampetta per attirare la mia attenzione, oppure che, mentre mi vede seduta, mi dia dei colpetti sui piedi cercando di togliermi le scarpe. Fatto sta che un giorno, nell’intento di sfilarmi una ciabatta, mi abbia dato un colpo sulla caviglia. Non mi aveva procurato alcuna ferita, né un graffio, ma magari la sua unghietta non troppo igienizzata mi aveva punta più in profondità del solito…fatto sta che, il mattino dopo, mi ero svegliata con un piede gonfio e dolorante, da non riuscire assolutamente a camminare.

Mi ero trascinata dal medico, zampettando su un piede solo, dove mi era stata diagnosticata una brutta infezione. Dopo una cura con antibiotici il collo del piede era sgonfiato, ma la parte posteriore no, ed io non potevo fare altro che zoppicare. Gli amici, quando erano venuti a conoscenza della mia situazione, avevano cominciato ad invitarmi a cena, sostenendo che, visto che non riuscivo a camminare, potevo almeno mangiare. Ah! erano stati veramente gentili! Mi avevano offerto pure sgabelli e cuscini per farmi stare più comoda e favorire la circolazione.

Intanto io proseguivo con svariate cure, ma la situazione non cambiava. Ad un certo punto, non potendone più, avevo cominciato ad uscire per piccole passeggiate ma, ad ogni passo incontravo qualche conoscente che, vedendomi zoppicare, si informava sulla situazione e, ogni volta, dovevo ricominciare a raccontare la storia dall’inizio. Tutti avevano da dire la loro. C’era chi sosteneva che fosse impossibile che tutto dipendesse dalla zampata del cane, chi supponeva potessi avere problemi cardiaci, chi prospettava la puntura di un ragno velenoso, chi mi suggeriva un fisioterapista ( ma non avevo subito alcun trauma da caduta o distorsione!), chi proponeva massaggi con l’arnica che si usa per i cavalli, chi semplicemente esclamava: “Fai qualcosa! Non puoi andare avanti così! “  Insomma, la faccenda stava diventando anche imbarazzante, per non dire che anch’io non ne potessi più di sentirmi “diversamente abile”. Ah! come invidiavo tutti coloro che mi passavano accanto a passo svelto! Come avrei voluto riavere il mio passo veloce e deciso!

Ero tornata per la terza volta dal medico palesandogli tutta la mia preoccupazione. Erano ormai quaranta giorni che zoppicavo e cominciavo veramente a disperare di poter tornare a camminare come prima. Come se non bastasse, visto che non potevo più andare da nessuna parte, anche mio marito si sentiva  moralmente costretto a stare a casa  con me ( uniti nella buona e nella cattiva sorte, come si suol dire!), ma cominciava a mordere il freno, perché gli sarebbe piaciuto fare ancora qualche gita fuori porta. “Finirà col chiedere il divorzio!” mi ero lamentata con il medico. Egli mi aveva dimostrato tutto il suo interesse e la sua comprensione ed era passato all’ennesima terapia.

Da due giorni non zoppico più, la caviglia è meno gonfia e ho ricominciato ad uscire per qualche passeggiata. Se cammino per troppo tempo sento ancora un po’ di dolore, ma riesco a sopportarlo. Forse siamo sulla strada giusta, ma non voglio ancora dirlo troppo forte. Mi rendo sempre più conto di quale bene prezioso sia la salute. Quando c’è la salute, qualsiasi altro problema diventa più leggero e sopportabile.

Questo è quanto è successo dopo il mio ultimo post. Spero che voi stiate bene ed abbiate trascorso una buona estate.

A presto!

martedì 2 agosto 2022

Le vacanze sono sempre troppo brevi!

 In questi giorni sono stata poco presente sulle pagine social, in quanto sono stata in vacanza e ho limitato al massimo smartphone e tv. Ogni tanto bisogna staccare la spina!

 Mio marito, il cagnolino ed io siamo stati al mare, più precisamente ad Alassio, città ligure situata sulla costa della Riviera di Ponente, lungo l'insenatura racchiusa tra Capo Mele e Punta Murena.

La leggenda racconta che Alassio derivi il suo nome da Adelasia, figlia dell'imperatore Ottone I, fuggita con uno scudiero di nome Aleramo per stabilirsi sulle colline di Alaxio o Alascio, fondando poi l’odierna città. Nello stemma comunale è infatti raffigurata una torre con Adelasia sugli spalti. Il primo nucleo familiare si stabilì in prossimità della chiesetta di Sant'Anna ai Monti e, ancora oggi, si festeggia S. Anna il 26 luglio con una maestosa processione in cui vengono portati a braccia enormi e stupendi crocefissi.

Noi stavamo cenando tranquillamente in un ristorante quando sono state spente improvvisamente le luci ed è apparsa sulla stradina di fianco a noi la processione, seguita da tanto di banda musicale. Spettacolare davvero!

(nb. la foto l’ho presa dal web, in quanto noi avevamo altre persone ai tavoli davanti e non potevamo fotografare la sfilata senza riprendere anche loro…)

 In quanto alla vacanza, devo dire che sia stata veramente piacevole e rilassante. Il nostro cagnolino Terry non è solo stato bravo…di più! Ha capito subito che il monolocale con l’aria condizionata era molto più adatto al suo folto pelo di un qualsiasi luogo all’aria aperta ed ha deciso di starsene per conto suo in camera. Noi abbiamo potuto così andare tranquillamente ogni giorno in spiaggia, passeggiare sul bagnasciuga, nuotare per ore in un’acqua caldissima e limpidissima e, perché no, fare anche delle belle chiacchieratine con una simpatica coppia nostra vicina di ombrellone! Ogni tanto andavamo a trovarlo per accompagnarlo fuori per i suoi bisognini e, la sera, lo portavamo con noi, al ristorante e alla passeggiata, dove riceveva sempre la sua buona dose di complimenti e coccole per il suo ottimo comportamento, socievole ed educato. 

Purtroppo le vacanze finiscono sempre troppo presto! Siamo quindi già tornati, ma con un bagaglio di buon umore, bei ricordi e serenità.

 

Tramonto sul lungomare


Spiaggia di Alassio

L'alba sul mare

Noi

Processione di S. Anna

Alba sul mare

Gabbiano socievole

Notturno di Alassio visto dal molo

giovedì 14 luglio 2022

Ispirazione, dove sei?

 Lo ammetto, sto vivendo un momento poco creativo. Vorrei scrivere qualcosa, aggiornare il mio blog, ma mi manca l’ispirazione e, scrivere soltanto per riempire un foglio bianco, non mi sembra proprio una buona idea. E’ decisamente poco rispettosa per voi lettori.

Quest’anno fa decisamente molto caldo, è impossibile muoversi, tanto più che noi dovremmo portarci dietro il nostro cagnolino pieno di peli, che soffrirebbe veramente troppo. Così ce ne stiamo a casa, uscendo in giardino nel tardo pomeriggio o riservandoci qualche passeggiata serale.

E’ tempo di concerti all’aria aperta e, quando possibile, andiamo a sentirli. E’ un piacere uscire di casa senza mascherina, trovarsi con gli amici a gustare un gelato, ballare sui ritmi anni ’60 –’70 – ’80… Sono momenti piacevoli, rilassanti, conviviali, anche se poco degni di nota.

Ogni tanto suono il piano. Ultimamente sto studiando due brani molto diversi tra loro. Uno è pieno di fuoco e grinta, si tratta della colonna sonora dei “Pirati dei Caraibi,” mentre  l’altro, “Back to life” di Giovanni Allevi, è più dolce. Mi piace pensare al significato di questo titolo, che rappresenta il ritorno alla vita. Ne abbiamo tanto bisogno, pensando ai fiumi che stanno languendo, alla terra che sta seccando, alle persone che hanno perso le speranze in una vita migliore, ai Paesi distrutti dalla guerra…

Molti musicisti criticano aspramente Giovanni Allevi ritenendolo un musicista mediocre, uno scarso compositore, un pianista che finge di suonare musica classica mentre invece si dedica al pop per piacere alla massa ecc… Personalmente non lo conosco abbastanza per poterlo giudicare, ma questo suo brano è adesso alla mia portata: non è troppo lungo, non è troppo vario, non è particolarmente tecnico ed è abbastanza carino, tenendo conto che le mie mani siano piuttosto arrugginite da anni in cui ho suonato molto poco, per non dire niente, senza contare qualche piccola botta di artrite reumatoide che certamente non ha aiutato. Ben venga quindi Giovanni Allevi, che mi permette di studiare di nuovo alla mia non più verde età, senza deprimermi troppo!

Detto ciò non voglio più tediarvi con la mia mancanza di validi argomenti, passo e chiudo.

A presto e buone vacanze a tutti!

martedì 7 giugno 2022

Buona fine d'anno scolastico!

 


Ci risiamo. Un altro anno scolastico sta per terminare. Ci saranno ancora gli scrutini e gli esami, ma ormai i giochi sono fatti. Ciascuno raccoglierà i frutti di quanto ha seminato nel corso dell’anno. Per gli studenti si tratterà di competenze, capacità di partecipazione, collaborazione, voglia d’imparare; per i docenti sarà il momento di verificare i risultati del proprio operato, della propria passione per l’insegnamento, di quella che non si limita a riempire  la testa dei discenti di nozioni, ma soprattutto di accendere entusiasmo, stimolare  curiosità, sostenere con l’incoraggiamento.

Per chi è insegnante o per chi, come me, lo è stato ( ma nel cuore non si smette mai di esserlo!), quando si parla di “anno” non si intende mai quello solare, bensì quello che inizia il primo settembre e termina a giugno. Ecco, io sto riflettendo sul fatto che sia appunto passato un altro anno. Le vacanze sono alle porte, finalmente in libertà, senza costrizioni e mascherine.

A volte penso a tutti i ragazzi che ho conosciuto e a quanti siano rimasti in qualche modo legati al mondo musicale, da professionisti o amatori. Non so se riuscirò mai a tenerne il conto, so solo che è sempre un piacere incontrarli, essere informata sui loro progressi, ascoltarli nei loro concerti. Così come è sempre un piacere rivedere i colleghi con i quali ho condiviso, a lungo o anche solo brevemente, un percorso che non è stato solo didattico, ma anche di vita.

Sono stata, non senza emozione, al saggio finale nella scuola in cui ho insegnato quarant’anni, domani ne ascolterò nuovamente uno nell’altra Scuola Media della città, dopodomani ci sarà, in piazza, il concerto mega-galattico dell’orchestra giovanile provinciale e poi ancora la festa di una collega che ha terminato il suo percorso d’insegnamento. Ancora tanti bei momenti e tanti ricordi da condividere!

A questo punto non posso che augurare buoni esami a chi li dovrà sostenere e buone vacanze a tutti, che siano rigeneranti, piene di sole, di vita, di amicizia e di allegria.

  

venerdì 3 giugno 2022

I libri parlanti

 Domenica scorsa, in un parco della mia città, ho avuto l’occasione di partecipare, come già successo in alcuni anni passati, ad una interessante iniziativa: l’incontro con i libri parlanti. Come si può immaginare, non si tratta di libri veri e propri, ma di persone che raccontano alcune esperienze particolari della loro vita a gruppi di persone sedute in cerchio intorno a loro.

Le giovanissime Sara e Nicole mi hanno parlato dell’albero della vita. Secondo alcune credenze l’albero può essere paragonato all’uomo: le radici rappresentano le origini, il tronco è l’uomo stesso, i rami e le foglie sono i desideri e i progetti, i frutti rappresentano i risultati raggiunti.

Con Giovanni, attore teatrale e insegnante di teatro, si è discusso sulle maschere. Quelle utilizzate in teatro o che si indossano nella vita per sembrare diversi da quel che si è, le maschere della chirurgia plastica e quelle che si usano per nascondere un dolore…

Molta curiosità nei “lettori” ha suscitato l’incontro con il simpatico e spumeggiante Riccardo, un panettiere che, nei fine settimana, si trasforma in una vistosissima Drag Queen. Tutti volevano sapere come fosse arrivato a questa scelta, quanto tempo gli serva per il trucco, come faccia a nascondere la barba, come siano strutturati i suoi spettacoli…

Con il pittore Giovanni si è parlato dei suoi sogni tra le mani, tra cui la street art sui piloni di un cavalcavia in cui ha riprodotto dipinti e personaggi famosi. Una vera galleria d’arte a cielo aperto ad uso e consumo di grandi e piccini e se anche un solo ragazzino, vedendoli, deciderà di indirizzare i suoi studi verso la carriera artistica, sarà sicuramente per Giovanni una grande soddisfazione.

Ho ascoltato Federico, insegnante di matematica che ha studiato anche diciassette lingue, Ileana e Laura, che organizzano mostre e concerti per giovani talenti locali ed infine Giulio, giovanissimo aspirante attore, che ha vissuto nello stesso momento le esperienze più  esaltanti e più dolorose della sua vita. E’ stato infatti invitato alla mostra del cinema di Venezia dopo aver vinto un concorso con la migliore recensione di un film e, mentre provava meravigliose sensazioni nel trovarsi vicino ad attori famosi, sapeva che sua madre, nello stesso tempo, stava morendo. Non posso che augurare a questo ragazzo, che ha tanto sofferto e che ha così grandi aspirazioni,  di realizzare il suo sogno.

Trovo che sia molto stimolante ascoltare e parlare con le persone. Con alcune, che hanno i nostri stessi interessi, possono nascere esperienze di condivisione e confronto, mentre con altre, che hanno una vita completamente diversa, si possono imparare molte cose e, soprattutto, diventare più aperti e disponibili verso tutte le sfaccettature degli esseri umani.



lunedì 16 maggio 2022

Stefania, canzone vincitrice dell'Eurofestival.

Stefania, cantata all’Eurofestival dalla Kalush Orchestra ucraina era, in origine, un brano scritto dal cantante della band, Oleh Psiuk, per dedicarlo a sua madre. 
 

“Stefania, mamma Stefania, il campo fiorisce,

ma lei sta diventando grigia, cantami una ninna nanna mamma,

voglio sentire la tua parola.

Mi ha cullato, mi ha dato il ritmo e probabilmente la forza di volontà; non ha preso, ma ha dato”

Con l’invasione russa e l’inizio del conflitto, il testo è stato però  visto anche in un’altra ottica, diventando patriottico. Può essere il canto nostalgico dei soldati  lontani dalla propria madre, o può rappresentare tutte le madri che si prendono cura dei loro figli e cercano di proteggerli dai mali della guerra.

Il video, uscito oggi, non è il solito ambiente creato artificialmente per le canzoni, bensì presenta immagini reali del conflitto e della distruzione in Ucraina. Il brano, un po’ rap e un po’ folk, diventa un tutt’uno con le immagini, provocando in me una forte emozione.

Penso al dolore, alla disperazione, all’apprensione di tutti gli ucraini per le sorti del Paese, dei loro  cari e di loro stessi e immagino di trovarmi nella loro situazione. Mamma mia, mi manca il respiro!

L’Europa intera, decretando la vittoria di questa canzone, ha veramente dimostrato solidarietà e vicinanza a questo popolo così martoriato a cui non posso che augurare di tornare presto libero e in pace.


domenica 24 aprile 2022

Messer tulipano.

 Esiste, in provincia di Torino, un piccolo paese chiamato Pralormo. Il suo nome deriva probabilmente dall’antica tradizione di piantare piante (olmi, querce…) in punti simbolici dell’abitato. 

Dal 2000, nel parco del suo antico castello medievale, si può ammirare, dal 2 aprile al 1 maggio,  una straordinaria fioritura di centomila tulipani e narcisi. La manifestazione, chiamata “Messer tulipano”,  coinvolge tutto il parco, progettato nel XIX secolo dall’architetto Xavier Kurten, artefice dei più importanti giardini delle residenze sabaude.

Messer tulipano permette a tutti di trascorrere una serena giornata all’aperto e offre un bar-ristorante, panchine per pic nic e un mercatino di prodotti locali da acquistare. Per i nostri amici a quattro zampe ci sono ciotole di acqua fresca e persino un Dog Bar.

Insomma, anche senza andare lontano, abbiamo anche qui la nostra piccola Olanda!










 

sabato 16 aprile 2022

Buona Pasqua!



Auguri di cuore a tutti voi e alle vostre famiglie per una lieta Pasqua, nella speranza che sia portatrice di serenità, salute, affetti sinceri e, soprattutto, di pace.
 

mercoledì 13 aprile 2022

Sono tornati i merli in giardino!

 Dopo un anno di assenza è tornata a trovarci la coppia di merli che aveva, per alcuni mesi, frequentato il nostro giardino due anni fa. Riconosco con sicurezza la femmina, perché ha una penna bianca sulla coda e una sull'ala.

Due anni fa avevano nidificato nel nostro pino e, ogni giorno, uscivano a turno per cercare il cibo e per farsi il bagnetto. Ad un certo punto era uscito anche un piccolino. Poi erano arrivate le gazze e i merli erano scappati.

L'anno scorso si era visto solo un maschio, ma non so se fosse lo stesso, visto che era completamente nero, come tutti i maschi, e non aveva l'abitudine di farsi il bagno.

Quest'anno, a sorpresa, eccoli lì di nuovo tutti e due e la merla ha ripreso la sua antica abitudine di lavarsi, ogni giorno, nella ciotola del nostro cagnolino Terry. Che bello rivederla! Temevo fosse morta, invece eccola lì, più vispa e pulita che mai! Entrambi zampettano allegramente tra l’erba per cercare il cibo e ci tengono compagnia.

 Sono proprio felice di riavere questi simpatici uccellini nel nostro giardino!

( Nel video: mentre la femmina fa il bagno, si sente il maschietto che canta. Terry abbaia e bisogna tenerlo lontano, altrimenti gli uccellini scappano!)




venerdì 1 aprile 2022

Buon primo aprile!

 Oggi è il giorno  del “pesce d’aprile”.

Mi fa venire in mente un ricordo divertente del mio passato…

Un po’ di anni fa, appena affacciata alla soglia del mondo informatico e con maggiore entusiasmo rispetto ad oggi,  avevo l’abitudine di mandare mail ai miei amici con tante gif simpatiche e colorate, comprese quelle con il pesce d’aprile.

Successe che, una volta,  una mia collega riuscisse a precedermi mandandomi un pesciolone gif, di notevoli dimensioni, che sguazzava felice ed ammiccante nella sua acqua virtuale.

“ Ma guarda!”_ Avevo pensato_“Quest’anno non dovrò nemmeno fare la fatica di cercare un pesce per i miei amici, mi basterà inoltrare questo!”

Di fatto, gli avevo appena dato una distratta occhiata e non  mi era nemmeno sembrato un bel pesce, ma “ A caval donato non si guarda in bocca” e l’avevo rispedito velocemente a tutti i miei amici e colleghi, sia maschi che femmine.

 Dopo pochi minuti avevo ricevuto una mail di risposta da un amico virtuale che mi scriveva così:

 “Wow! Non avrei mai immaginato che fossi capace di tanto! Sei proprio una sorpresa, ogni giorno che passa!”

“Capace di tanto? Una persona sorprendente? E tutto per un pesce finto, nemmeno troppo bello?”

La cosa però cominciava a sembrarmi strana e così ero tornata a rivedere il pesciolone. Ad un esame più attento, quel che mi era sembrato una delle tante pinne era invece un “pisellone umano” nel pieno del suo vigore, che si dimenava insieme al pesce.

“Oh santo cielo, cosa avevo fatto! Per di più l’avevo pure mandato ad un sacco di uomini che, certamente, avrebbero di gran lunga preferito una bella pesciolina femmina, altro che quel maschietto voglioso! Cosa avrebbero pensato di una donna che mandava loro un pesce maschio assatanato?

Che fare, ormai la frittata era fatta. Avevo cercato di rimediare rispedendo a tutto il gruppo una nuova mail in cui spiegavo di aver ricevuto il pesce senza averlo osservato bene e senza rendermi conto che si trattasse di un pesce “riservato alle signore”.

I colleghi maschi si erano fatti un sacco di risate e mi avevano presa in giro per tre mesi. Le colleghe donne, invece, non erano riuscite a capire il motivo della mia seconda mail perché non avevano notato nulla di strano nel pesce, tanto che avevo dovuto scrivere loro, una terza volta, “indicando precisamente quello che non avevano visto”.

 Insomma, quell’anno il pesce d’aprile fu proprio “ un autogoal". CHE FIGURAl!”

( però...anche le mie colleghe...insomma, non ero l'unica distratta! )

 


 

sabato 19 marzo 2022

A tutti i papà...

 Sta per terminare la giornata dedicata al papà. Francamente ho pensato a lungo se scrivere anch’io qualcosa in merito, come moltissimi hanno già fatto.

Per me, infatti, la festa del papà dura tutto l’anno, soprattutto ora che il papà non ce l’ho più.

Lui era quello che, quand’ero piccola, camminava carponi sul pavimento con me sulla schiena a far finta di essere a cavallo; era quello che inventava per me, ogni sera, fiabe bellissime e divertenti, nonostante fosse stanco dopo una giornata di lavoro; era quello che mi confortava nei momenti difficili e mi dava sempre una speranza o una soluzione per superarli; era quello che mi faceva ridere, mi dava saggi consigli e che, ancora a pochi giorni dalla morte, mi diceva: “Io ti proteggerò sempre, finché avrò un alito di vita!”

Lui era il mio cavaliere dalla lucida armatura. Mi amava incondizionatamente e non mancava mai alla parola data. Era dolce, buono, gentile, ma sapeva essere forte ed autorevole al momento necessario. Ah come mi mancano i suoi saggi consigli! E poi, quand’era giovane, era veramente bello o, perlomeno, io lo trovavo tale. Quante volte avevo guardato la sua fotografia da militare sentendomi un po’ innamorata anch’io!

Nel 2009 mi lasciò, ma viene spesso a trovarmi in sogno. Lui è sempre presente nei miei pensieri!

A casa nostra c’è però un altro papà. Mio marito, il papà di nostro figlio. Anche lui ha sempre fatto del suo meglio per stargli vicino, soprattutto negli sport e nei momenti più difficili o importanti della vita.

Due generazioni diverse, ma entrambi i papà hanno regalato doni preziosi: tempo, comprensione, sostegno, autorevolezza, serenità.

A tutti i papà che accompagnano amorevolmente i propri figli durante il loro percorso di vita, che condividono con loro gioie, dolori e preoccupazioni, dando sostegno e collaborazione; a tutti i papà che dedicano ai figli parte del tempo libero per svolgere insieme svariate attività; a tutti quei meravigliosi padri che, come il mio, non ci sono più, ma che occupano un posto importante e fondamentale nel nostro cuore, dandoci ancora forza, sostegno e ricordi pieni di tenerezza; a tutti i papà che sono forzatamente lontani dai propri figli, per difendere la Patria in guerra e per dare alle nuove generazioni un futuro migliore, nella libertà e nella democrazia; ai papà che soffrono in silenzio per una malattia, cercando di non far preoccupare i loro figli... buona Festa del Papà!

Auguri a tutti i papà del mondo!








lunedì 14 marzo 2022

La ballata dell'eroe

Io sono una madre, una moglie, e sono stata una figlia. Penso ogni giorno con dolore a quelle madri, mogli, figlie ucraine, o russe, che hanno i loro uomini in guerra e temono per la loro vita. Molti potrebbero non tornare mai più, né vivi, né morti, sepolti in una fossa comune insieme ad altri che, come loro, hanno dovuto difendere la propria Terra da aggressori che, fino a poco tempo prima, ritenevano fratelli, oppure si sono trovati catapultati improvvisamente in una guerra in cui non credevano affatto, ma hanno dovuto combattere.
Come dice questa vecchia canzone cantata da Fabrizio de André, ogni donna aspetta il ritorno del suo uomo: di un eroe morto o di una medaglia alla memoria… che ne farà?

LA BALLATA DELL'EROE.
Era partito per fare la guerra
Per dare il suo aiuto alla sua terra
Gli avevano dato le mostrine e le stelle
E il consiglio di vender cara la pelle
E quando gli dissero di andare avanti
Troppo lontano si spinse a cercare la verità
Ora che è morto la patria si gloria
D'un altro eroe alla memoria
Ma lei che lo amava aspettava il ritorno
D'un soldato vivo, d'un eroe morto che ne farà
Se accanto nel letto le è rimasta la gloria
D'una medaglia alla memoria
Elvio Monti / Fabrizio De André / Luigi Tenco

sabato 12 marzo 2022

Paradossi moderni.

 Il paradosso dei nostri tempi: comunicare attraverso i social e non parlarsi più direttamente, nemmeno tra padre e figlia. Compiere azioni pericolose, pur di pubblicarle sui social e ritenere più importante l'approvazione di lettori sconosciuti piuttosto che quella della propria famiglia.



venerdì 25 febbraio 2022

La nostra Guerra di Piero...


Quando ancora insegnavo, ogni anno, proponevo ai ragazzi di terza media questa canzone di De André nella versione di Celentano. La scelta cadeva su questo video perché c’erano anche le immagini a testimonianza delle parole. Si sa che i ragazzi vengano prima colpiti dalle immagini, poi si possano soffermare ad analizzare il testo. Leggevamo insieme parola per parola, riflettendo sui passaggi più significativi. Infine suonavamo e cantavamo noi stessi la melodia di Piero, ormai consapevoli del significato della sua storia.

Un fiume dovrebbe essere pieno di pesci, non di cadaveri. L’anima di un uomo non dovrebbe essere così pesante da essere portata sulle spalle e, soprattutto, un uomo non dovrebbe essere costretto a sparare ad un altro solo perché indossa una divisa diversa.  Il povero Piero, che non vuole sentirsi responsabile della morte di un’altra persona, viene prontamente  ucciso perché l’altro ha avuto paura di lui, ed è questa la tragedia. Si uccide per paura di essere uccisi, senz’altra motivazione. A Piero non resta  che rivolgere l’ultimo pensiero alla sua bella Ninetta, che non lo rivedrà più e che non potrà mai attendere con lui l’inverno della vita.

Lungo le sponde del mio torrente
Voglio che scendano i lucci argentati
Non più i cadaveri dei soldati
Portati in braccio dalla corrente...

Fermati Piero, fermati adesso
Lascia che il vento ti passi un po' addosso
Dei morti in battaglia ti porti la voce
Chi diede la vita ebbe in cambio una croce.

E mentre marciavi con l'anima in spalle
Vedesti un uomo in fondo alla valle
Che aveva il tuo stesso identico umore
Ma la divisa di un altro colore.

Sparagli Piero, sparagli ora
E dopo un colpo sparagli ancora...

E se gli sparo in fronte o nel cuore
Soltanto il tempo avrà per morire
Ma il tempo a me resterà per vedere
Vedere gli occhi di un uomo che muore.

E mentre gli usi questa premura
Quello si volta, ti vede e ha paura
Ed imbracciata l'artiglieria
Non ti ricambia la cortesia.

Cadesti a terra senza un lamento
E ti accorgesti in un solo momento
Che la tua vita finiva quel giorno
E non ci sarebbe stato un ritorno...

Ninetta mia, a crepare di maggio
Ci vuole tanto, troppo coraggio
Ninetta bella, dritto all'inferno
Avrei preferito andarci in inverno...


giovedì 24 febbraio 2022

Venti di guerra

Immagine tratta dal web

Ho sempre avuto due grandi paure nella mia vita: il cancro e la guerra.

Si è parlato tanto di libertà di scelte a proposito delle vaccinazioni. Con il cancro e con la guerra la parola libertà non esiste. Non si può scegliere di evitare una chemioterapia e tutte le cure invasive del caso, se necessarie, e non si può pensare di poter vivere liberamente  come prima, se la guerra è stata ormai dichiarata. I potenti vogliono la guerra, ma non sono mai in prima linea a combattere, ci mandano gli altri!

Ricordo i tanti racconti dei miei genitori, le sirene che annunciavano i bombardamenti, gli amici che partivano e non tornavano, le corse a nascondersi nei campi, lo zio mai più tornato dalla Russia...Tutti abbiamo studiato la storia e le sue battaglie, abbiamo letto libri, visto film altamente drammatici, ma nessuno è mai riuscito a spegnere completamente i venti di guerra. Mai il mondo è stato interamente in pace.

Oggi un nuovo conflitto in Europa ci riempie di sgomento e preoccupazione. Il popolo ucraino non sarà più libero di programmare la propria esistenza secondo i suoi desideri, ma dovrà vivere quotidianamente nella paura per la propria incolumità e per quella dei suoi figli, nell’incertezza, nella mancanza di beni primari, senza sapere se, nell’immediato futuro, avrà ancora una casa o addirittura la vita.

Per noi, subito, una stangata su benzina, luce e gas. E non siamo ancora usciti completamente dalla pandemia!

Non si può che essere vicini al popolo ucraino e sperare che, con la diplomazia o con le sanzioni, questo nuovo conflitto possa spegnersi presto, prima di degenerare in una forma che non voglio nemmeno immaginare. Mai come oggi la parola “Guerra” mi ha procurato un’angoscia così profonda.

Spero e prego che la notte porti consiglio al Presidente Putin e che i venti di guerra smettano di soffiare lasciando il posto alla Pace.


domenica 6 febbraio 2022

Buon compleanno, figlio mio!

 Quando nasce un figlio, le prime sensazioni sono di stupore e meraviglia. Come abbiamo potuto noi, umili esseri umani pieni di fragilità e difetti, saper creare un esserino così bello e perfetto?

Immediatamente dopo subentra una sorta di esplosione nel petto che ci toglie quasi il respiro e che racchiude in sé sentimenti fortissimi di protezione, amore, tenerezza e gioia.
Poi arriva il grande dubbio: “Sapremo essere all’altezza del compito che ci attende?”

Da quel momento ce la metteremo tutta, in un’altalena di momenti positivi e negativi, rendendoci conto che il mestiere di genitori è veramente uno dei più difficili. 

 Il poeta canadese Alden Albert Nowlan disse: “Il giorno in cui il bambino si rende conto che tutti gli adulti sono imperfetti, diventa un adolescente; il giorno in cui li perdona, diventa un adulto; il giorno in cui perdona se stesso, diventa un saggio”.

 Infatti, nonostante l’impegno, l’amore e la dedizione, noi siamo comunque molto imperfetti. Soprattutto, cerchiamo di proteggere e dare consigli sempre, anche quando il figlio è diventato adulto e autonomo. Dovremmo renderci conto, invece, che adesso possiamo solo ascoltarlo e comprenderlo.

 Carissimo figlio, oggi compi trentacinque anni. Hai già vissuto tante esperienze, tra fatiche, gioie, traguardi raggiunti e delusioni, che ti hanno aiutato a crescere e maturare, diventando la bella persona che sei oggi. Probabilmente, nel corso del tuo cammino, incontrerai ancora parecchie difficoltà, ma non lasciarti mai abbattere, perché nella vita c’è anche molto altro. La vera felicità sta nelle giornate all’aria aperta, nella musica, nei sorrisi, nelle risate, negli abbracci, nelle condivisioni e nelle coccole…e tutto questo noi ti auguriamo, per tutta la vita. Possano i tuoi sogni diventare realtà.

Buon compleanno!

Mamma e papà




mercoledì 2 febbraio 2022

Il pittore che trasforma i cavalcavia in gallerie d'arte.

 Un bravissimo artista della mia città, Giovanni Botta, ci sta regalando, giorno per giorno, dei bellissimi dipinti che troneggiano sui piloni di quella che, fino a poco tempo fa, era una triste e anonima tangenziale. Ogni giorno molti visitatori si aggirano tra i piloni per ammirare e fotografare i dipinti, che raffigurano personaggi importanti della storia. Ognuno di essi è accompagnato da una frase significativa e, tutti, sono accomunati da una lacrima che scende silenziosa sui loro visi. L’autore spera infatti che i passanti leggano quei messaggi e possano essere, insieme a lui, una goccia di speranza nel mare tormentato dell’umanità.

Anche noi, con il nostro cagnolino, andiamo spesso a passeggio dalle parti di quei piloni e, ogni volta, con curiosità quasi fanciullesca, andiamo alla scoperta di un nuovo personaggio.

Giovanni Botta è una persona profonda e schietta che, molto modestamente, rifiuta di essere chiamata artista. “Gli artisti sono altri, io disegno e coloro e basta!" 

Dopo avere frequentato il liceo Artistico e l'Istituto Europeo di Design, ora svolge il lavoro di operatore socio sanitario presso una casa di riposo e dipinge per passione, cercando di comunicare messaggi positivi alla gente.

Giovanni, ti siamo immensamente grati per questo bellissimo regalo e per aver voluto condividere le tue gocce di speranza con noi!


Giovanni Botta consegna il ritratto che ha dipinto per Liliana Segre.