lunedì 16 maggio 2022

Stefania, canzone vincitrice dell'Eurofestival.

Stefania, cantata all’Eurofestival dalla Kalush Orchestra ucraina era, in origine, un brano scritto dal cantante della band, Oleh Psiuk, per dedicarlo a sua madre. 
 

“Stefania, mamma Stefania, il campo fiorisce,

ma lei sta diventando grigia, cantami una ninna nanna mamma,

voglio sentire la tua parola.

Mi ha cullato, mi ha dato il ritmo e probabilmente la forza di volontà; non ha preso, ma ha dato”

Con l’invasione russa e l’inizio del conflitto, il testo è stato però  visto anche in un’altra ottica, diventando patriottico. Può essere il canto nostalgico dei soldati  lontani dalla propria madre, o può rappresentare tutte le madri che si prendono cura dei loro figli e cercano di proteggerli dai mali della guerra.

Il video, uscito oggi, non è il solito ambiente creato artificialmente per le canzoni, bensì presenta immagini reali del conflitto e della distruzione in Ucraina. Il brano, un po’ rap e un po’ folk, diventa un tutt’uno con le immagini, provocando in me una forte emozione.

Penso al dolore, alla disperazione, all’apprensione di tutti gli ucraini per le sorti del Paese, dei loro  cari e di loro stessi e immagino di trovarmi nella loro situazione. Mamma mia, mi manca il respiro!

L’Europa intera, decretando la vittoria di questa canzone, ha veramente dimostrato solidarietà e vicinanza a questo popolo così martoriato a cui non posso che augurare di tornare presto libero e in pace.


domenica 24 aprile 2022

Messer tulipano.

 Esiste, in provincia di Torino, un piccolo paese chiamato Pralormo. Il suo nome deriva probabilmente dall’antica tradizione di piantare piante (olmi, querce…) in punti simbolici dell’abitato. 

Dal 2000, nel parco del suo antico castello medievale, si può ammirare, dal 2 aprile al 1 maggio,  una straordinaria fioritura di centomila tulipani e narcisi. La manifestazione, chiamata “Messer tulipano”,  coinvolge tutto il parco, progettato nel XIX secolo dall’architetto Xavier Kurten, artefice dei più importanti giardini delle residenze sabaude.

Messer tulipano permette a tutti di trascorrere una serena giornata all’aperto e offre un bar-ristorante, panchine per pic nic e un mercatino di prodotti locali da acquistare. Per i nostri amici a quattro zampe ci sono ciotole di acqua fresca e persino un Dog Bar.

Insomma, anche senza andare lontano, abbiamo anche qui la nostra piccola Olanda!










 

sabato 16 aprile 2022

Buona Pasqua!



Auguri di cuore a tutti voi e alle vostre famiglie per una lieta Pasqua, nella speranza che sia portatrice di serenità, salute, affetti sinceri e, soprattutto, di pace.
 

mercoledì 13 aprile 2022

Sono tornati i merli in giardino!

 Dopo un anno di assenza è tornata a trovarci la coppia di merli che aveva, per alcuni mesi, frequentato il nostro giardino due anni fa. Riconosco con sicurezza la femmina, perché ha una penna bianca sulla coda e una sull'ala.

Due anni fa avevano nidificato nel nostro pino e, ogni giorno, uscivano a turno per cercare il cibo e per farsi il bagnetto. Ad un certo punto era uscito anche un piccolino. Poi erano arrivate le gazze e i merli erano scappati.

L'anno scorso si era visto solo un maschio, ma non so se fosse lo stesso, visto che era completamente nero, come tutti i maschi, e non aveva l'abitudine di farsi il bagno.

Quest'anno, a sorpresa, eccoli lì di nuovo tutti e due e la merla ha ripreso la sua antica abitudine di lavarsi, ogni giorno, nella ciotola del nostro cagnolino Terry. Che bello rivederla! Temevo fosse morta, invece eccola lì, più vispa e pulita che mai! Entrambi zampettano allegramente tra l’erba per cercare il cibo e ci tengono compagnia.

 Sono proprio felice di riavere questi simpatici uccellini nel nostro giardino!

( Nel video: mentre la femmina fa il bagno, si sente il maschietto che canta. Terry abbaia e bisogna tenerlo lontano, altrimenti gli uccellini scappano!)




venerdì 1 aprile 2022

Buon primo aprile!

 Oggi è il giorno  del “pesce d’aprile”.

Mi fa venire in mente un ricordo divertente del mio passato…

Un po’ di anni fa, appena affacciata alla soglia del mondo informatico e con maggiore entusiasmo rispetto ad oggi,  avevo l’abitudine di mandare mail ai miei amici con tante gif simpatiche e colorate, comprese quelle con il pesce d’aprile.

Successe che, una volta,  una mia collega riuscisse a precedermi mandandomi un pesciolone gif, di notevoli dimensioni, che sguazzava felice ed ammiccante nella sua acqua virtuale.

“ Ma guarda!”_ Avevo pensato_“Quest’anno non dovrò nemmeno fare la fatica di cercare un pesce per i miei amici, mi basterà inoltrare questo!”

Di fatto, gli avevo appena dato una distratta occhiata e non  mi era nemmeno sembrato un bel pesce, ma “ A caval donato non si guarda in bocca” e l’avevo rispedito velocemente a tutti i miei amici e colleghi, sia maschi che femmine.

 Dopo pochi minuti avevo ricevuto una mail di risposta da un amico virtuale che mi scriveva così:

 “Wow! Non avrei mai immaginato che fossi capace di tanto! Sei proprio una sorpresa, ogni giorno che passa!”

“Capace di tanto? Una persona sorprendente? E tutto per un pesce finto, nemmeno troppo bello?”

La cosa però cominciava a sembrarmi strana e così ero tornata a rivedere il pesciolone. Ad un esame più attento, quel che mi era sembrato una delle tante pinne era invece un “pisellone umano” nel pieno del suo vigore, che si dimenava insieme al pesce.

“Oh santo cielo, cosa avevo fatto! Per di più l’avevo pure mandato ad un sacco di uomini che, certamente, avrebbero di gran lunga preferito una bella pesciolina femmina, altro che quel maschietto voglioso! Cosa avrebbero pensato di una donna che mandava loro un pesce maschio assatanato?

Che fare, ormai la frittata era fatta. Avevo cercato di rimediare rispedendo a tutto il gruppo una nuova mail in cui spiegavo di aver ricevuto il pesce senza averlo osservato bene e senza rendermi conto che si trattasse di un pesce “riservato alle signore”.

I colleghi maschi si erano fatti un sacco di risate e mi avevano presa in giro per tre mesi. Le colleghe donne, invece, non erano riuscite a capire il motivo della mia seconda mail perché non avevano notato nulla di strano nel pesce, tanto che avevo dovuto scrivere loro, una terza volta, “indicando precisamente quello che non avevano visto”.

 Insomma, quell’anno il pesce d’aprile fu proprio “ un autogoal". CHE FIGURAl!”

( però...anche le mie colleghe...insomma, non ero l'unica distratta! )

 


 

sabato 19 marzo 2022

A tutti i papà...

 Sta per terminare la giornata dedicata al papà. Francamente ho pensato a lungo se scrivere anch’io qualcosa in merito, come moltissimi hanno già fatto.

Per me, infatti, la festa del papà dura tutto l’anno, soprattutto ora che il papà non ce l’ho più.

Lui era quello che, quand’ero piccola, camminava carponi sul pavimento con me sulla schiena a far finta di essere a cavallo; era quello che inventava per me, ogni sera, fiabe bellissime e divertenti, nonostante fosse stanco dopo una giornata di lavoro; era quello che mi confortava nei momenti difficili e mi dava sempre una speranza o una soluzione per superarli; era quello che mi faceva ridere, mi dava saggi consigli e che, ancora a pochi giorni dalla morte, mi diceva: “Io ti proteggerò sempre, finché avrò un alito di vita!”

Lui era il mio cavaliere dalla lucida armatura. Mi amava incondizionatamente e non mancava mai alla parola data. Era dolce, buono, gentile, ma sapeva essere forte ed autorevole al momento necessario. Ah come mi mancano i suoi saggi consigli! E poi, quand’era giovane, era veramente bello o, perlomeno, io lo trovavo tale. Quante volte avevo guardato la sua fotografia da militare sentendomi un po’ innamorata anch’io!

Nel 2009 mi lasciò, ma viene spesso a trovarmi in sogno. Lui è sempre presente nei miei pensieri!

A casa nostra c’è però un altro papà. Mio marito, il papà di nostro figlio. Anche lui ha sempre fatto del suo meglio per stargli vicino, soprattutto negli sport e nei momenti più difficili o importanti della vita.

Due generazioni diverse, ma entrambi i papà hanno regalato doni preziosi: tempo, comprensione, sostegno, autorevolezza, serenità.

A tutti i papà che accompagnano amorevolmente i propri figli durante il loro percorso di vita, che condividono con loro gioie, dolori e preoccupazioni, dando sostegno e collaborazione; a tutti i papà che dedicano ai figli parte del tempo libero per svolgere insieme svariate attività; a tutti quei meravigliosi padri che, come il mio, non ci sono più, ma che occupano un posto importante e fondamentale nel nostro cuore, dandoci ancora forza, sostegno e ricordi pieni di tenerezza; a tutti i papà che sono forzatamente lontani dai propri figli, per difendere la Patria in guerra e per dare alle nuove generazioni un futuro migliore, nella libertà e nella democrazia; ai papà che soffrono in silenzio per una malattia, cercando di non far preoccupare i loro figli... buona Festa del Papà!

Auguri a tutti i papà del mondo!








lunedì 14 marzo 2022

La ballata dell'eroe

Io sono una madre, una moglie, e sono stata una figlia. Penso ogni giorno con dolore a quelle madri, mogli, figlie ucraine, o russe, che hanno i loro uomini in guerra e temono per la loro vita. Molti potrebbero non tornare mai più, né vivi, né morti, sepolti in una fossa comune insieme ad altri che, come loro, hanno dovuto difendere la propria Terra da aggressori che, fino a poco tempo prima, ritenevano fratelli, oppure si sono trovati catapultati improvvisamente in una guerra in cui non credevano affatto, ma hanno dovuto combattere.
Come dice questa vecchia canzone cantata da Fabrizio de André, ogni donna aspetta il ritorno del suo uomo: di un eroe morto o di una medaglia alla memoria… che ne farà?

LA BALLATA DELL'EROE.
Era partito per fare la guerra
Per dare il suo aiuto alla sua terra
Gli avevano dato le mostrine e le stelle
E il consiglio di vender cara la pelle
E quando gli dissero di andare avanti
Troppo lontano si spinse a cercare la verità
Ora che è morto la patria si gloria
D'un altro eroe alla memoria
Ma lei che lo amava aspettava il ritorno
D'un soldato vivo, d'un eroe morto che ne farà
Se accanto nel letto le è rimasta la gloria
D'una medaglia alla memoria
Elvio Monti / Fabrizio De André / Luigi Tenco

sabato 12 marzo 2022

Paradossi moderni.

 Il paradosso dei nostri tempi: comunicare attraverso i social e non parlarsi più direttamente, nemmeno tra padre e figlia. Compiere azioni pericolose, pur di pubblicarle sui social e ritenere più importante l'approvazione di lettori sconosciuti piuttosto che quella della propria famiglia.



venerdì 25 febbraio 2022

La nostra Guerra di Piero...


Quando ancora insegnavo, ogni anno, proponevo ai ragazzi di terza media questa canzone di De André nella versione di Celentano. La scelta cadeva su questo video perché c’erano anche le immagini a testimonianza delle parole. Si sa che i ragazzi vengano prima colpiti dalle immagini, poi si possano soffermare ad analizzare il testo. Leggevamo insieme parola per parola, riflettendo sui passaggi più significativi. Infine suonavamo e cantavamo noi stessi la melodia di Piero, ormai consapevoli del significato della sua storia.

Un fiume dovrebbe essere pieno di pesci, non di cadaveri. L’anima di un uomo non dovrebbe essere così pesante da essere portata sulle spalle e, soprattutto, un uomo non dovrebbe essere costretto a sparare ad un altro solo perché indossa una divisa diversa.  Il povero Piero, che non vuole sentirsi responsabile della morte di un’altra persona, viene prontamente  ucciso perché l’altro ha avuto paura di lui, ed è questa la tragedia. Si uccide per paura di essere uccisi, senz’altra motivazione. A Piero non resta  che rivolgere l’ultimo pensiero alla sua bella Ninetta, che non lo rivedrà più e che non potrà mai attendere con lui l’inverno della vita.

Lungo le sponde del mio torrente
Voglio che scendano i lucci argentati
Non più i cadaveri dei soldati
Portati in braccio dalla corrente...

Fermati Piero, fermati adesso
Lascia che il vento ti passi un po' addosso
Dei morti in battaglia ti porti la voce
Chi diede la vita ebbe in cambio una croce.

E mentre marciavi con l'anima in spalle
Vedesti un uomo in fondo alla valle
Che aveva il tuo stesso identico umore
Ma la divisa di un altro colore.

Sparagli Piero, sparagli ora
E dopo un colpo sparagli ancora...

E se gli sparo in fronte o nel cuore
Soltanto il tempo avrà per morire
Ma il tempo a me resterà per vedere
Vedere gli occhi di un uomo che muore.

E mentre gli usi questa premura
Quello si volta, ti vede e ha paura
Ed imbracciata l'artiglieria
Non ti ricambia la cortesia.

Cadesti a terra senza un lamento
E ti accorgesti in un solo momento
Che la tua vita finiva quel giorno
E non ci sarebbe stato un ritorno...

Ninetta mia, a crepare di maggio
Ci vuole tanto, troppo coraggio
Ninetta bella, dritto all'inferno
Avrei preferito andarci in inverno...


giovedì 24 febbraio 2022

Venti di guerra

Immagine tratta dal web

Ho sempre avuto due grandi paure nella mia vita: il cancro e la guerra.

Si è parlato tanto di libertà di scelte a proposito delle vaccinazioni. Con il cancro e con la guerra la parola libertà non esiste. Non si può scegliere di evitare una chemioterapia e tutte le cure invasive del caso, se necessarie, e non si può pensare di poter vivere liberamente  come prima, se la guerra è stata ormai dichiarata. I potenti vogliono la guerra, ma non sono mai in prima linea a combattere, ci mandano gli altri!

Ricordo i tanti racconti dei miei genitori, le sirene che annunciavano i bombardamenti, gli amici che partivano e non tornavano, le corse a nascondersi nei campi, lo zio mai più tornato dalla Russia...Tutti abbiamo studiato la storia e le sue battaglie, abbiamo letto libri, visto film altamente drammatici, ma nessuno è mai riuscito a spegnere completamente i venti di guerra. Mai il mondo è stato interamente in pace.

Oggi un nuovo conflitto in Europa ci riempie di sgomento e preoccupazione. Il popolo ucraino non sarà più libero di programmare la propria esistenza secondo i suoi desideri, ma dovrà vivere quotidianamente nella paura per la propria incolumità e per quella dei suoi figli, nell’incertezza, nella mancanza di beni primari, senza sapere se, nell’immediato futuro, avrà ancora una casa o addirittura la vita.

Per noi, subito, una stangata su benzina, luce e gas. E non siamo ancora usciti completamente dalla pandemia!

Non si può che essere vicini al popolo ucraino e sperare che, con la diplomazia o con le sanzioni, questo nuovo conflitto possa spegnersi presto, prima di degenerare in una forma che non voglio nemmeno immaginare. Mai come oggi la parola “Guerra” mi ha procurato un’angoscia così profonda.

Spero e prego che la notte porti consiglio al Presidente Putin e che i venti di guerra smettano di soffiare lasciando il posto alla Pace.


domenica 6 febbraio 2022

Buon compleanno, figlio mio!

 Quando nasce un figlio, le prime sensazioni sono di stupore e meraviglia. Come abbiamo potuto noi, umili esseri umani pieni di fragilità e difetti, saper creare un esserino così bello e perfetto?

Immediatamente dopo subentra una sorta di esplosione nel petto che ci toglie quasi il respiro e che racchiude in sé sentimenti fortissimi di protezione, amore, tenerezza e gioia.
Poi arriva il grande dubbio: “Sapremo essere all’altezza del compito che ci attende?”

Da quel momento ce la metteremo tutta, in un’altalena di momenti positivi e negativi, rendendoci conto che il mestiere di genitori è veramente uno dei più difficili. 

 Il poeta canadese Alden Albert Nowlan disse: “Il giorno in cui il bambino si rende conto che tutti gli adulti sono imperfetti, diventa un adolescente; il giorno in cui li perdona, diventa un adulto; il giorno in cui perdona se stesso, diventa un saggio”.

 Infatti, nonostante l’impegno, l’amore e la dedizione, noi siamo comunque molto imperfetti. Soprattutto, cerchiamo di proteggere e dare consigli sempre, anche quando il figlio è diventato adulto e autonomo. Dovremmo renderci conto, invece, che adesso possiamo solo ascoltarlo e comprenderlo.

 Carissimo figlio, oggi compi trentacinque anni. Hai già vissuto tante esperienze, tra fatiche, gioie, traguardi raggiunti e delusioni, che ti hanno aiutato a crescere e maturare, diventando la bella persona che sei oggi. Probabilmente, nel corso del tuo cammino, incontrerai ancora parecchie difficoltà, ma non lasciarti mai abbattere, perché nella vita c’è anche molto altro. La vera felicità sta nelle giornate all’aria aperta, nella musica, nei sorrisi, nelle risate, negli abbracci, nelle condivisioni e nelle coccole…e tutto questo noi ti auguriamo, per tutta la vita. Possano i tuoi sogni diventare realtà.

Buon compleanno!

Mamma e papà




mercoledì 2 febbraio 2022

Il pittore che trasforma i cavalcavia in gallerie d'arte.

 Un bravissimo artista della mia città, Giovanni Botta, ci sta regalando, giorno per giorno, dei bellissimi dipinti che troneggiano sui piloni di quella che, fino a poco tempo fa, era una triste e anonima tangenziale. Ogni giorno molti visitatori si aggirano tra i piloni per ammirare e fotografare i dipinti, che raffigurano personaggi importanti della storia. Ognuno di essi è accompagnato da una frase significativa e, tutti, sono accomunati da una lacrima che scende silenziosa sui loro visi. L’autore spera infatti che i passanti leggano quei messaggi e possano essere, insieme a lui, una goccia di speranza nel mare tormentato dell’umanità.

Anche noi, con il nostro cagnolino, andiamo spesso a passeggio dalle parti di quei piloni e, ogni volta, con curiosità quasi fanciullesca, andiamo alla scoperta di un nuovo personaggio.

Giovanni Botta è una persona profonda e schietta che, molto modestamente, rifiuta di essere chiamata artista. “Gli artisti sono altri, io disegno e coloro e basta!" 

Dopo avere frequentato il liceo Artistico e l'Istituto Europeo di Design, ora svolge il lavoro di operatore socio sanitario presso una casa di riposo e dipinge per passione, cercando di comunicare messaggi positivi alla gente.

Giovanni, ti siamo immensamente grati per questo bellissimo regalo e per aver voluto condividere le tue gocce di speranza con noi!


Giovanni Botta consegna il ritratto che ha dipinto per Liliana Segre.













giovedì 27 gennaio 2022

Il giorno della memoria.

 Io sono stata a Mauthausen parecchi anni fa. Questi forni crematori li ho visti da vicino, come le camere a gas, i dormitori e tante altre testimonianze di ciò che successe in quei terribili anni della persecuzione nazista.

Tra qualche anno non ci saranno più testimoni viventi a raccontare le loro atroci esperienze, ma la storia dovrà continuare a parlare di quel dramma, affinché la memoria non si cancelli e quelle efferatezze non si ripetano.




domenica 9 gennaio 2022

E' arrivato l'anno nuovo...

 


L’anno vecchio se n’è andato, la Befana si sta portando via le feste e ci rimane l’inizio di questo 2022, anche stavolta con tante speranze che potrebbero, però, rivelarsi delusioni. Ancora ogni giorno sentiamo parlare di Covid, di varianti, di ospedali in sofferenza…non si si sono fermati i femminicidi, gli omicidi, gli stupri di gruppo…sono aumentate le bollette del gas e dell’elettricità…permangono i licenziamenti, la disoccupazione, i furbetti imbroglioni…Insomma, siamo solo a gennaio e già possiamo cominciare a lamentarci perché non sta migliorando nulla. Temo che anche questo sarà un anno difficile.

Per quanto mi riguarda non posso parlare male dell’anno appena trascorso. In fondo, non è successo nulla di eclatante, ma nemmeno nulla di brutto. Mio marito, il cane ed io abbiamo fatto brevi, ma numerose e piacevoli gitarelle, ci siamo trovati spesso con gli amici e, tolti i soliti piccoli acciacchi che capitano un po’ a tutti, siamo stati abbastanza bene.

 Verso la fine dell’anno due lutti mi hanno però rattristata molto. Uno ha riguardato Antonio, un caro collega di cui ho parlato anche in un precedente post e l’altro è riferito ad una donna che avevo conosciuto due anni fa e con la quale avevo allacciato un rapporto di amicizia. Claudia, questo era il suo nome, allora aveva quarantadue anni e, da poco, era stata colpita da infarto. Appena un po’ ristabilita, i dottori le avevano comunicato, con suo grande sgomento, che per sopravvivere avrebbe dovuto sottoporsi ad un trapianto. Purtroppo, il tempo non le ha concesso di aspettare quel cuore compatibile che le avrebbe salvato la vita e la Nera Signora se l’è portata via. Mi mancheranno tanto Antonio e Claudia e non li dimenticherò mai. Episodi come questi fanno riflettere su quanto la nostra vita sia legata ad un filo e su come il destino possa essere crudele, a volte.

 Ma il nuovo anno è ancora giovane e non dobbiamo farci sopraffare dai pensieri funesti. Dobbiamo sperare che ci possa portare qualcosa di buono. Forse si troverà il vaccino giusto per debellare tutte le varianti del Covid (utopia!), forse ci capiteranno incontri nuovi ed importanti, o magari riusciremo a fare quel viaggio che tanto abbiamo sognato…

Io, a dire il vero, non ho più grandi sogni. Ho già avuto abbastanza dalla vita. Ciò che desidero particolarmente, per me e per la mia famiglia, (compreso il cagnolino!) sono la salute e la serenità, poi  andrà bene tutto.  Più che altro vorrei tanta felicità per mio figlio, perché niente dà più gioia del sapere che sono felici le persone che amiamo.

Buon anno a tutti voi e alle vostre famiglie!