C'è aria di Natale in giro. Le città si
vestono di luci, le strade si affollano di gente con i pacchetti in mano, le
vetrine luccicano più del solito e a scuola intoniamo i canti di Natale.
Mi riesce sempre più difficile sentirmi
felice: c'è troppa gente intorno a me che non avrà un bel Natale quest'anno e
mancano troppe persone all'appello. Sarà anche il primo anno che festeggerò
senza più essere figlia. E' pur vero che quella di mia madre, negli ultimi
sette anni, era pura presenza fisica, ma comunque c'era ed era bello prendersi
cura di lei, metterle la maglia rossa delle feste e vederla gironzolare per
casa nella sua serenità fatta di niente.
In questi giorni festivi, nonostante
la pioggia, mio marito, il cagnolino ed io siamo usciti ugualmente, recandoci
principalmente in città vicine provviste di portici, in modo da passeggiare
senza far bagnare il nostro Terry. Nel nostro girovagare è stato praticamente
impossibile non sentire la magia del Natale. Abbiamo incontrato tanti bravi
musicisti e cantanti ad ogni angolo di strada e le melodie natalizie,
unitamente ai Babbi Natale e alle tante persone che si affaccendavano nei
negozi alla ricerca dei regali, ci hanno fatto sentire più lieti.
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D'altra parte
abbiamo anche visto tanti, troppi mendicanti che dormivano per terra,
rannicchiati sotto pesanti coperte e scatole di cartone e questa visione ci ha
particolarmente rattristati.
Anch'io ho fatto un po' di shopping: un
paio di pantaloni, una maglia nera luccicante per la sera del prossimo saggio,
una collana, un profumo. Ogni tanto ne provo altri, ma poi finisco sempre per
tornare all'Ipnotic Poison, che è quello che meglio si adatta alla mia pelle.
Il più felice di tutti resta sempre
Terry, il nostro volpino. Ora i negozianti permettono ai cani di entrare
praticamente ovunque e lui trotterella festoso accanto a noi visitando tanti
negozi e prendendosi dappertutto un sacco di coccole.
Domenica siamo stati a Torino, abbiamo
camminato per più di quattro ore e, al ritorno, lui e mio marito erano proprio
sfiniti, come documenta la fotografia sottostante.
Ieri ho addobbato le finestre di casa
con ghirlande e campanelle e ho preparato, come il solito sul pianoforte, un piccolo
albero di Natale accanto alla capanna.
Sarà un Natale in sordina per molti
quest'anno, ma sarà comunque Natale e, come sempre, un po' della sua magia
tornerà a commuoverci invogliandoci a sperare ancora in un mondo migliore. Non
pretendiamo tanto, solo un po'...





