venerdì 3 luglio 2026

Forti emozioni, un lutto e dolci ricordi.

 


Tra i miei ricordi più belli in veste d’insegnante, e sono tanti, ce n’è uno accaduto più di quarant’anni fa nella prima B.

L. era un ragazzino minuto, sottile come un fuscello, dolcissimo, che sapeva suonare il violino. Gli chiesi di portarlo a scuola e, sentendolo suonare, oltre alla bravura, fui colpita dalle sue sensibilità e passione.

Venne il tempo del saggio natalizio e, insieme, decidemmo che avrebbe potuto eseguire alcune parti solistiche da alternare a quelle del resto della classe, in una sorta di dialogo musicale tra lui ed i suoi compagni.

Era una specie di sorpresa, perché nessun’altra classe presentava questo tipo di esibizione ed io ci tenevo molto.

Venne la mattina del saggio e L. si presentò sofferente, pallidissimo e febbricitante. “Non sto affatto bene” _ mi disse _ “ma sono venuto per lei!”

Un bambino di undici anni era venuto a scuola malato solo per far contenta me. Sua madre lo portò a casa subito dopo l’esibizione, per metterlo a letto.

Quel “sono venuto per lei” mi aveva toccata nel profondo e non lo dimenticai mai. Negli anni successivi ebbi tra gli alunni anche suo fratello M. e la sorella F. Anch’essi erano molto carini e dolci, ma non suonavano particolari strumenti musicali.

Passarono gli anni. L. si diplomò in violino e laureò in lettere, F. diventò infermiera e M. si trasformò in imprenditore, aprendo una birreria. Teneva anche un chioschetto ambulante durante le feste di paese, i concerti all’aperto ecc…Lo vedevo spesso, ogni volta che passavo in centro o partecipavo a qualche manifestazione in cui era presente il chioschetto di birra.

Oggi c’è stato il funerale di M. Due giorni fa stava guardando la tv, quando un infarto fulminante aveva  stroncato di botto la sua vita. Suo fratello, non ricevendo risposta al telefono, era andato a trovarlo e lo aveva trovato esanime, accasciato sul divano. Potete immaginare lo sgomento di tutti coloro che lo conoscevano, lo apprezzavano e gli volevano bene. Nessuno voleva credere che non ci fosse più.

Ieri sera sono andata al rosario. La chiesa era strapiena ed io riflettevo sul fatto che M. fosse già il mio decimo alunno andato via troppo presto. Come i genitori per i figli, anche gli insegnanti non dovrebbero mai dover partecipare alle esequie dei loro alunni. Non è naturale. Loro sono più giovani.

Al termine del rosario sono andata a salutare l’affranta F. e poi ho cercato L, il mio piccolo violinista di un tempo. Ora è sposato e papà, ma è sempre sottile come un giunco e dolcissimo.

Mi ha vista ed ha esclamato: “Professoressa!” e poi mi ha abbracciata forte e mi ha tenuta stretta a lungo in un modo che sembrava non avere fine.  A quel punto l’emozione mi ha vinta e mi sono messa a piangere. Non riuscivo a trattenermi mentre tentavo di dirgli: “Mi dispiace tanto!” _ e lui, teneramente, mi rispondeva: “Lo so, lo so!” Non riuscivo nemmeno a fargli le condoglianze mentre L, dolcemente, consolava ME per la perdita di SUO fratello. Dopo più di quarant’anni, ancora come quella volta con il violino, si preoccupava per me.

È stato un momento di emozione fortissima, in un’atmosfera di grande dolore collettivo. Lo porterò sempre nel cuore.

Ciao M. ora stai offrendo da bere agli Angeli e ci stai sorridendo da lassù. Non ti scorderemo mai, perché le belle persone lasciano sempre un segno in coloro che hanno la fortuna di incrociare durante il loro cammino.   

23 commenti:

  1. Che storia toccante! Bellissima e tristissima allo stesso tempo. Come solo la vita, come solo i rapporti veri e sinceri...
    Un pensiero prezioso da tenersi nel cuore
    Un abbraccio

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    1. Alberto, hai proprio ragione! La vita può regalare momenti toccanti meglio di un romanzo e far provare emozioni profonde e indimenticabili. Abbraccio ricambiato!

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  2. Che magnifiche emozioni che ci regali Caterina! Sentimenti veri e forti che abbiamo condiviso con i ragazzi in tanti anni di scuola! ♥️

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    1. Per caso sei Vilma, tu che commenti? Grazie per il tuo intervento! Quando l'insegnamento è una passione e si prova affetto per i propri alunni, si finisce col lasciare semi che germogliano, crescono e restituiscono l'affetto ricevuto. Un abbraccio!

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  3. Grandissime emozioni in questi tuoi racconti di vita.

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    1. Sì, la vita ci pone spesso di fronte a grandi emozioni, e mi piace raccontarle e condividerle.

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  4. Quanto ci insegna la vita e quanto la vita è un incognita è un viaggio e spesso il nostro camminare inciampa fa cadere ma rialza e fa meditare sulla nostra fragilità ringraziamo xke ancora godiamo della vita del tempo e della complicità di tanti aspetti

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    1. E' proprio vero. Spesso inciampiamo, cadiamo, siamo fragili, ma troviamo anche mani tese che ci aiutano a rialzarci e a riassaporare la vita.

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  5. Davvero una bella storia. Emozionante. È bello quando si creano questi legami fra le persone. Quando c'è affetto, memoria e solidarietà. Perché è proprio di questo e non di altro che ha bisogno la nostra società. Un caro saluto e un augurio di Buona Estate a te.

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    1. Io apprezzo molto le emozioni che provengono da questi bei legami tra le persone, particolarmente quando si tratta dei miei ex alunni. Prendere atto del loro affetto, ancora dopo anni, è qualcosa che mi scalda il cuore e mi rende felice, anche se riguarda momenti tristi come quello descritto.
      Saluto e augurio di buona estate ricambiati!

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  6. Un post carico di sentimenti bellissimi e di emozioni forti. Anch'io ho già perso sei alunni che furono bambini meravigliosi. Ma quello che mi ha sconvolto maggiormente è stato il suicidio di uno di essi. Buona giornata Katherine.
    sinforosa

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    1. Anch'io ho perso un'alunna suicida, e pure un papà e una mamma di altri alunni. Pensare a come si potessero sentire per scegliere di abbandonare la vita è veramente straziante. Un abbraccio e buona notte!

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  7. Gli ex alunni, per chi a suo tempo li ha seguiti con passione, sono una miniera di emozioni, dolore per fini premature, orgoglio per riuscite nella vita, soddisfazione per essere rimasti semplicemente come li avevi lasciati. Narrazione coinvolgente
    massimolegnani

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    1. E' proprio così! Quando penso ai miei alunni, quando li incontro, mi emoziono sempre, perché mi dimostrano sempre tanto affetto, anche dopo tantissimi anni.

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  8. Grazie per questo racconto di vita. Un abbraccio a te❤️

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  9. Una storia triste ma carica di emozioni e di tanto amore.

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    1. Vero. Sono quelle storie che ci lasciano tante emozioni. Un abbraccio!

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  10. Rosa Canina, la mia morosa, chissà se fidanzata, è insegnante e mi racconta che le sue soddisfazioni maggiori vengono proprio da gratificazioni morali come quella che avete raccontato in questa pagina.

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    1. Vero. Per noi insegnanti le soddisfazioni più grandi vengono proprio dalle gratificazioni morali che ci donano i nostri alunni e le loro famiglie. Quando scopriamo di essere ancora ricordati, dopo anni, e vediamo i nostri ex alunni contenti di ritrovarci, è sempre una felicità grande!

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  11. Rosa Canina, la mia morosa, chissà se fidanzata, è insegnante e mi racconta che le sue soddisfazioni maggiori vengono proprio da gratificazioni morali come quella che avete raccontato in questa pagina.

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  12. Mi dispiace moltissimo per questo lutto così improvviso... Mi si è spezzato il cuore a leggerti. Ti mando un grandissimo abbraccio.

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