mercoledì 5 ottobre 2022

Gita fuori porta a Neive

 Qualche giorno fa, mio marito, il fedele cagnolino Terry ed io, abbiamo fatto una piccola gita fuori porta per recarci a Neive. Questo piccolo comune piemontese, in provincia di Cuneo, si trova al confine con la provincia di Asti ed è immerso nello stupendo paesaggio vitivinicolo delle Langhe. Deve il suo nome alla Gens Naevia, una nobile famiglia romana della quale, anticamente, fu un possedimento.

 Il centro storico conserva alcune caratteristiche medievali come le tortuose stradine acciottolate e i palazzi in cotto. Al centro del borgo si trova Piazza Italia con il Palazzo del Municipio, la chiesa parrocchiale dei Ss. Pietro e Paolo e le cappelle cinquecentesche dedicate a San Rocco e a San Sebastiano. Intorno fanno da cornice colline e vigneti. Questi ultimi producono vini di eccellenza come Il Barbera, il dolcetto d’Alba, il Barbaresco e il Moscato d’Asti.

 C’erano parecchi turisti, alcuni anche in bicicletta e noi eravamo gli unici italiani. Ovunque si sentiva parlare inglese o tedesco.

 Terry ha apprezzato la passeggiata, pur se meno interessante del solito perché non gli ha fatto incontrare alcuna cagnolina!

 







lunedì 19 settembre 2022

Tutta colpa di una zampetta birichina!

 

Leggo stasera il commento del gent.mo Mr. Loto, che mi chiede se vada tutto bene, e mi rendo conto che, effettivamente, sia da un bel po’ di tempo che non scrivo.

Ammetto di essermela presa un po’ comoda ultimamente, un po’ perché l’estate così calda non invitava a stare in casa la sera davanti al pc (di giorno sono sempre indaffarata ed è difficile che scriva, al massimo leggo!), un po’ perché ero a corto di ispirazioni. Dopo la mia vacanza al mare mi è anche successo un piccolo guaio.

Dovete sapere che il mio cagnolino, nonostante l’età non più verde, sia ancora un giocherellone. Capita che mi tocchi il braccio con la sua zampetta per attirare la mia attenzione, oppure che, mentre mi vede seduta, mi dia dei colpetti sui piedi cercando di togliermi le scarpe. Fatto sta che un giorno, nell’intento di sfilarmi una ciabatta, mi abbia dato un colpo sulla caviglia. Non mi aveva procurato alcuna ferita, né un graffio, ma magari la sua unghietta non troppo igienizzata mi aveva punta più in profondità del solito…fatto sta che, il mattino dopo, mi ero svegliata con un piede gonfio e dolorante, da non riuscire assolutamente a camminare.

Mi ero trascinata dal medico, zampettando su un piede solo, dove mi era stata diagnosticata una brutta infezione. Dopo una cura con antibiotici il collo del piede era sgonfiato, ma la parte posteriore no, ed io non potevo fare altro che zoppicare. Gli amici, quando erano venuti a conoscenza della mia situazione, avevano cominciato ad invitarmi a cena, sostenendo che, visto che non riuscivo a camminare, potevo almeno mangiare. Ah! erano stati veramente gentili! Mi avevano offerto pure sgabelli e cuscini per farmi stare più comoda e favorire la circolazione.

Intanto io proseguivo con svariate cure, ma la situazione non cambiava. Ad un certo punto, non potendone più, avevo cominciato ad uscire per piccole passeggiate ma, ad ogni passo incontravo qualche conoscente che, vedendomi zoppicare, si informava sulla situazione e, ogni volta, dovevo ricominciare a raccontare la storia dall’inizio. Tutti avevano da dire la loro. C’era chi sosteneva che fosse impossibile che tutto dipendesse dalla zampata del cane, chi supponeva potessi avere problemi cardiaci, chi prospettava la puntura di un ragno velenoso, chi mi suggeriva un fisioterapista ( ma non avevo subito alcun trauma da caduta o distorsione!), chi proponeva massaggi con l’arnica che si usa per i cavalli, chi semplicemente esclamava: “Fai qualcosa! Non puoi andare avanti così! “  Insomma, la faccenda stava diventando anche imbarazzante, per non dire che anch’io non ne potessi più di sentirmi “diversamente abile”. Ah! come invidiavo tutti coloro che mi passavano accanto a passo svelto! Come avrei voluto riavere il mio passo veloce e deciso!

Ero tornata per la terza volta dal medico palesandogli tutta la mia preoccupazione. Erano ormai quaranta giorni che zoppicavo e cominciavo veramente a disperare di poter tornare a camminare come prima. Come se non bastasse, visto che non potevo più andare da nessuna parte, anche mio marito si sentiva  moralmente costretto a stare a casa  con me ( uniti nella buona e nella cattiva sorte, come si suol dire!), ma cominciava a mordere il freno, perché gli sarebbe piaciuto fare ancora qualche gita fuori porta. “Finirà col chiedere il divorzio!” mi ero lamentata con il medico. Egli mi aveva dimostrato tutto il suo interesse e la sua comprensione ed era passato all’ennesima terapia.

Da due giorni non zoppico più, la caviglia è meno gonfia e ho ricominciato ad uscire per qualche passeggiata. Se cammino per troppo tempo sento ancora un po’ di dolore, ma riesco a sopportarlo. Forse siamo sulla strada giusta, ma non voglio ancora dirlo troppo forte. Mi rendo sempre più conto di quale bene prezioso sia la salute. Quando c’è la salute, qualsiasi altro problema diventa più leggero e sopportabile.

Questo è quanto è successo dopo il mio ultimo post. Spero che voi stiate bene ed abbiate trascorso una buona estate.

A presto!

martedì 2 agosto 2022

Le vacanze sono sempre troppo brevi!

 In questi giorni sono stata poco presente sulle pagine social, in quanto sono stata in vacanza e ho limitato al massimo smartphone e tv. Ogni tanto bisogna staccare la spina!

 Mio marito, il cagnolino ed io siamo stati al mare, più precisamente ad Alassio, città ligure situata sulla costa della Riviera di Ponente, lungo l'insenatura racchiusa tra Capo Mele e Punta Murena.

La leggenda racconta che Alassio derivi il suo nome da Adelasia, figlia dell'imperatore Ottone I, fuggita con uno scudiero di nome Aleramo per stabilirsi sulle colline di Alaxio o Alascio, fondando poi l’odierna città. Nello stemma comunale è infatti raffigurata una torre con Adelasia sugli spalti. Il primo nucleo familiare si stabilì in prossimità della chiesetta di Sant'Anna ai Monti e, ancora oggi, si festeggia S. Anna il 26 luglio con una maestosa processione in cui vengono portati a braccia enormi e stupendi crocefissi.

Noi stavamo cenando tranquillamente in un ristorante quando sono state spente improvvisamente le luci ed è apparsa sulla stradina di fianco a noi la processione, seguita da tanto di banda musicale. Spettacolare davvero!

(nb. la foto l’ho presa dal web, in quanto noi avevamo altre persone ai tavoli davanti e non potevamo fotografare la sfilata senza riprendere anche loro…)

 In quanto alla vacanza, devo dire che sia stata veramente piacevole e rilassante. Il nostro cagnolino Terry non è solo stato bravo…di più! Ha capito subito che il monolocale con l’aria condizionata era molto più adatto al suo folto pelo di un qualsiasi luogo all’aria aperta ed ha deciso di starsene per conto suo in camera. Noi abbiamo potuto così andare tranquillamente ogni giorno in spiaggia, passeggiare sul bagnasciuga, nuotare per ore in un’acqua caldissima e limpidissima e, perché no, fare anche delle belle chiacchieratine con una simpatica coppia nostra vicina di ombrellone! Ogni tanto andavamo a trovarlo per accompagnarlo fuori per i suoi bisognini e, la sera, lo portavamo con noi, al ristorante e alla passeggiata, dove riceveva sempre la sua buona dose di complimenti e coccole per il suo ottimo comportamento, socievole ed educato. 

Purtroppo le vacanze finiscono sempre troppo presto! Siamo quindi già tornati, ma con un bagaglio di buon umore, bei ricordi e serenità.

 

Tramonto sul lungomare


Spiaggia di Alassio

L'alba sul mare

Noi

Processione di S. Anna

Alba sul mare

Gabbiano socievole

Notturno di Alassio visto dal molo