venerdì 3 giugno 2022

I libri parlanti

 Domenica scorsa, in un parco della mia città, ho avuto l’occasione di partecipare, come già successo in alcuni anni passati, ad una interessante iniziativa: l’incontro con i libri parlanti. Come si può immaginare, non si tratta di libri veri e propri, ma di persone che raccontano alcune esperienze particolari della loro vita a gruppi di persone sedute in cerchio intorno a loro.

Le giovanissime Sara e Nicole mi hanno parlato dell’albero della vita. Secondo alcune credenze l’albero può essere paragonato all’uomo: le radici rappresentano le origini, il tronco è l’uomo stesso, i rami e le foglie sono i desideri e i progetti, i frutti rappresentano i risultati raggiunti.

Con Giovanni, attore teatrale e insegnante di teatro, si è discusso sulle maschere. Quelle utilizzate in teatro o che si indossano nella vita per sembrare diversi da quel che si è, le maschere della chirurgia plastica e quelle che si usano per nascondere un dolore…

Molta curiosità nei “lettori” ha suscitato l’incontro con il simpatico e spumeggiante Riccardo, un panettiere che, nei fine settimana, si trasforma in una vistosissima Drag Queen. Tutti volevano sapere come fosse arrivato a questa scelta, quanto tempo gli serva per il trucco, come faccia a nascondere la barba, come siano strutturati i suoi spettacoli…

Con il pittore Giovanni si è parlato dei suoi sogni tra le mani, tra cui la street art sui piloni di un cavalcavia in cui ha riprodotto dipinti e personaggi famosi. Una vera galleria d’arte a cielo aperto ad uso e consumo di grandi e piccini e se anche un solo ragazzino, vedendoli, deciderà di indirizzare i suoi studi verso la carriera artistica, sarà sicuramente per Giovanni una grande soddisfazione.

Ho ascoltato Federico, insegnante di matematica che ha studiato anche diciassette lingue, Ileana e Laura, che organizzano mostre e concerti per giovani talenti locali ed infine Giulio, giovanissimo aspirante attore, che ha vissuto nello stesso momento le esperienze più  esaltanti e più dolorose della sua vita. E’ stato infatti invitato alla mostra del cinema di Venezia dopo aver vinto un concorso con la migliore recensione di un film e, mentre provava meravigliose sensazioni nel trovarsi vicino ad attori famosi, sapeva che sua madre, nello stesso tempo, stava morendo. Non posso che augurare a questo ragazzo, che ha tanto sofferto e che ha così grandi aspirazioni,  di realizzare il suo sogno.

Trovo che sia molto stimolante ascoltare e parlare con le persone. Con alcune, che hanno i nostri stessi interessi, possono nascere esperienze di condivisione e confronto, mentre con altre, che hanno una vita completamente diversa, si possono imparare molte cose e, soprattutto, diventare più aperti e disponibili verso tutte le sfaccettature degli esseri umani.



lunedì 16 maggio 2022

Stefania, canzone vincitrice dell'Eurofestival.

Stefania, cantata all’Eurofestival dalla Kalush Orchestra ucraina era, in origine, un brano scritto dal cantante della band, Oleh Psiuk, per dedicarlo a sua madre. 
 

“Stefania, mamma Stefania, il campo fiorisce,

ma lei sta diventando grigia, cantami una ninna nanna mamma,

voglio sentire la tua parola.

Mi ha cullato, mi ha dato il ritmo e probabilmente la forza di volontà; non ha preso, ma ha dato”

Con l’invasione russa e l’inizio del conflitto, il testo è stato però  visto anche in un’altra ottica, diventando patriottico. Può essere il canto nostalgico dei soldati  lontani dalla propria madre, o può rappresentare tutte le madri che si prendono cura dei loro figli e cercano di proteggerli dai mali della guerra.

Il video, uscito oggi, non è il solito ambiente creato artificialmente per le canzoni, bensì presenta immagini reali del conflitto e della distruzione in Ucraina. Il brano, un po’ rap e un po’ folk, diventa un tutt’uno con le immagini, provocando in me una forte emozione.

Penso al dolore, alla disperazione, all’apprensione di tutti gli ucraini per le sorti del Paese, dei loro  cari e di loro stessi e immagino di trovarmi nella loro situazione. Mamma mia, mi manca il respiro!

L’Europa intera, decretando la vittoria di questa canzone, ha veramente dimostrato solidarietà e vicinanza a questo popolo così martoriato a cui non posso che augurare di tornare presto libero e in pace.


domenica 24 aprile 2022

Messer tulipano.

 Esiste, in provincia di Torino, un piccolo paese chiamato Pralormo. Il suo nome deriva probabilmente dall’antica tradizione di piantare piante (olmi, querce…) in punti simbolici dell’abitato. 

Dal 2000, nel parco del suo antico castello medievale, si può ammirare, dal 2 aprile al 1 maggio,  una straordinaria fioritura di centomila tulipani e narcisi. La manifestazione, chiamata “Messer tulipano”,  coinvolge tutto il parco, progettato nel XIX secolo dall’architetto Xavier Kurten, artefice dei più importanti giardini delle residenze sabaude.

Messer tulipano permette a tutti di trascorrere una serena giornata all’aperto e offre un bar-ristorante, panchine per pic nic e un mercatino di prodotti locali da acquistare. Per i nostri amici a quattro zampe ci sono ciotole di acqua fresca e persino un Dog Bar.

Insomma, anche senza andare lontano, abbiamo anche qui la nostra piccola Olanda!