martedì 22 luglio 2014

TALENTO INNATO



La cara Perlasmarrita mi ha nominata per un nuovo gioco che riguarda il talento. Ah! L'ho sempre detto che Perla è veramente troppo buona, un tesoro di ragazza, poiché riesce a vedere il talento anche in una persona molto comune come me, ma ormai la nomination è andata e non mi resta che collaborare eheheheh!

Ho provato a scrivere il post ieri sera. Avevo appena terminato il mio bel giro nei blog degli amici per copiare i loro indirizzi quando si è bloccato il computer e, siccome non avevo salvato, ho perso tutto! Certo è che questa sbadataggine non sia proprio quel che si confà ad una persona che ha sempre insegnato ai suoi alunni a salvare i dati prima di ogni cosa, ma l'ho preso come un segno del destino. Non mi ero forse ripromessa, già alcuni anni fa, di non nominare più nessuno, per non correre il rischio di dimenticare o far dispiacere a qualche amico blogger? Spero quindi che Perlasmarrita non se la prenderà a male se non seguo le disposizioni del gioco riguardo questo punto. Chi leggerà il post e avrà piacere di aderire alla proposta,si consideri nominato!


Regolamento:


1) Utilizzare il logo ( fatto!)



2) Menzionare chi vi ha nominato (fatto!)



3) Nominare 10 Blogger, nei quali scorgete la dote del Talento, notificando loro la nomination. ( consideratevi tutti nominati e aderite se vi fa piacere farlo)





Rispondere alle seguenti domande:

4) Quando hai capito di amare la “scrittura”?

Io ho imparato a leggere e a scrivere intorno ai cinque anni, grazie ad un attacco di sciatica che costrinse mio padre a stare a casa dal lavoro per un po' di tempo. Lo facevo impazzire continuando a chiedergli di raccontarmi le favole e così lui pensò di insegnarmi a leggerle da sola, perché non ne poteva proprio più. La trasmissione di Alberto Manzi "Non è mai troppo tardi" fece il resto e a mia madre, che ha sempre tenuto in grande considerazione la cultura, non parve vero di avere l'occasione di comprarmi una mole enorme di libri affinché potessi coltivare quel nuovo apprendimento. Alle elementari cominciai a scrivere poesie. Se le prese tutte la maestra per ricordo e non me ne lasciò nemmeno una. Ah! Cosa darei per poterle leggere adesso e sapere cosa mi passasse per la testa in quegli anni! Non ricordo di aver ripreso a scriverne nelle medie, anche perché a otto anni avevo iniziato a suonare il pianoforte e il mio tempo libero era impegnato in quest'altra attività. 
Fu alle superiori che sentii il desiderio di scrivere per me stessa, mettendo nero su bianco le riflessioni, le emozioni, i primi turbamenti dell'adolescenza ed iniziai a tenere un diario. Scrivere era una sorta di liberazione, uno sfogo, rileggermi mi faceva  riflettere e ponderare meglio le situazioni.

Finiti gli studi, gli anni passarono in fretta e non pensai più al piacere della scrittura fino a quando scoprii il blog e finii per continuare a raccontare ancora frammenti della mia vita, questa volta in forma pubblica.

Non ho mai pensato di possedere capacità letterarie, né tantomeno un talento. Non saprei mai scrivere un libro o anche un semplice racconto. Io parlo di esperienze vissute, di incontri reali, di fatti che conosco bene e che, in qualche modo, colpiscono la mia attenzione. Qualcuno mi legge, è nato un dialogo con altri bloggers, ho instaurato dei rapporti di amicizia che durano da anni. Cosa volere di più?


6) Ti ispiri mai alla tua realtà?
 Sempre


7) Se potessi partecipare e vincere una competizione letteraria o fotografica importante, quale sarebbe?

Non ci penso proprio! Però il mio primo racconto vissuto"La storia di Gino e Pino", dedicato a mio padre e al suo vecchio amico d'infanzia che vive in Venezuela, è stato pubblicato sul quotidiano "La stampa" della rubrica "Cuori allo specchio" di Massimo Gramellini e sono persino stata contattata dalla Rai per partecipare alla trasmissione domenicale "La vita in diretta". Si pensava di far recitare la mia storia da alcuni attori, ma era indispensabile che anche l'amico di mio padre venisse a Roma e, considerato che aveva 93 anni e non poteva permettersi un viaggio così lungo per una sola ora di trasmissione, alla fine tutto sfumò.

 (Per chi fosse curioso, il racconto si trova ancora QUI e sul mio blog nella sezione "Le mie più belle storie vere, in versione più completa)

Tratto da " La stampa" - illustrazione per la mia storia di Marco Cazzato

8) In cambio di un'ingente somma di denaro, riusciresti a realizzare qualcosa lontanissima dalle tue corde?

Eh, neanche volendo e sforzandomi non potrei realizzare qualcosa che non sia nelle mie corde.  Le capacità non s'inventano. In ogni caso, a me basta avere il denaro sufficiente per vivere in serenità e non m'interessa correre dietro alla ricchezza.


9) Ami sperimentare?

Beh, qualche volta ci provo. Per imparare ed evolversi bisogna anche provare a cimentarsi in qualcosa che non si è mai fatto. Un po' di tempo fa ho scritto un post sulla base di alcune parole fisse ( c'è sempre lo zampino di Perlasmarrita, mannaggia a lei che mi trascina nelle avventure più impensate! ;) ) e mi stupisco ancora adesso per esserci riuscita!


10) Offri qualcosa d'inedito alle persone che ti seguono e credono nelle tue capacità?

Non credo proprio che le avventure della Kat, dei suoi genitori, degli alunni, del gatto Pallino e del cagnolino Terry possano essere considerate letture inedite da chicchessia, né il prodotto di una grande mente. Più che altro penso che si sia instaurato un clima di amicizia e di condivisione per cui io leggo alcune persone ed esse leggono me, scambiandoci opinioni come se ci trovassimo a casa dell'uno o dell'altro, seduti comodamente in  salotto a conversare.

8 commenti:

  1. Bisogna vedere cosa intendi per inedito :) Le avventure di Terry sono state romanzate e con un po' di applicazione potrebbero esserlo ancora, no? :))
    Beh, con queste risposte ti confermi quel che già so: sei una persona diretta, pratica e forse fin troppo modesta sulla qualità della tua scrittura :)

    ps: sai che anche a me era mio padre che raccontava le favole? Ma le sue erano speciali :) ogni sera era diversa, le inventava al momento... e avevano come protagonisti Napoleone, CarloMagno, Caterina di Russia.... :)))

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    1. Anche le favole di mio padre erano di sua invenzione, ma riguardavano due soli personaggi inventati da lui: Picinin e Rosetta. Ah quei due ne combinavano delle grosse e mi facevano ridere a crepapelle. Ricordo che da piccolina andavo nel lettone dei miei prima di andare a dormire e non facevo altro che dire: "Ancora, ancora!" Posso immaginare come mio padre, ad un certo punto, non ne potesse più...Anche la più fervida fantasia ha bisogno di fermarsi e rigenerarsi ogni tanto! Però mio padre, sotto sotto, si divertiva anche lui ad inventare quelle avventure. Quante risate! Come vorrei poter tornare indietro, anche solo per un momento, per sentire di nuovo quelle storie!

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  2. Grazie per aver partecipato, Kathe :)

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    1. Grazie a te per avermi ritenuta degna di nota!

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  3. Allora è "tutta colpa di Francesca!" :) Ho notato che molti dei nominati si sminuiscono, può rientrare nell'umana convinzione, ciò non toglie che qui si può "osare", e la sperimentazione abbinata ad una solida base, non ha mai fatto danno a nessuno, al contrario ...
    Grazie.
    Raymond

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    1. Sì, sì, è tutta colpa di Francesca! In quanto a sminuirsi, almeno per quanto riguarda me, so di essere una semplice scribacchina di blog, scrivo per mio piacere e qui ho scoperto di poter anche interagire con altri, ma non ho alcuna velleità artistica, gli scrittori sono ben diversi! Comunque anche a me, come penso a tutti noi, fa piacere se qualcuno afferma di apprezzare un mio scritto. Come si dice: "Non si vive di solo pane!" Grazie di essere passato!

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  4. Mi sono commossa, Kat, perché è sempre bello incontrare la tua palpabile umanità.

    (Sono molto poco sul blog, in questo periodo, per motivi legati alla cura della famiglia e mi manca la quotidianità della lettura. Torneranno tempi migliori. Un saluto grande)
    zena

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  5. Grazie Zena, per la tua presenza qui e per ciò che scrivi. E' un onore riceverti su queste pagine. Spero per te che tornino presto tempi sereni e migliori. A presto!

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