In
questi giorni sto valutando, con i colleghi, l'opportunità di sostituire il
libro di testo. Le nuove norme prevedono un libro completamente multimediale mentre il nostro,
ormai vecchiotto, ( ma non di nome!) lo è solo in parte.
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| Il nostro attuale testo |
Ciò
che conta molto, per me, in un volume di testo, sono i brani strumentali.
Quando il repertorio è valido, facilmente fruibile, piacevole, si può utilizzare
a tutto tondo risparmiando un mucchio di fotocopie. ( così è successo con il vecchio testo) Affinché un repertorio sia
di mio gusto, è necessario che sia, prima di tutto, scritto con pentagrammi
abbastanza grandi e note distanziate. Uno spartito minuscolo, che costringa gli
alunni a forzare la vista, è poco accattivante e faticoso.
In
secondo luogo, i brani dovrebbero essere
eseguibili da tutti o dalla maggior parte della classe, con difficoltà adatte anche
a chi non abbia mai preso un flauto in mano nella Scuola elementare e con suoni
che arrivino fino al RE del quarto rigo, eccezionalmente al Mi. E' noto che il
flauto dolce sia intonato un'ottava sopra gli altri strumenti, pertanto ha già la
prerogativa di suonare in modo piuttosto acuto, inoltre, anche la voce dei
ragazzi ( e pure la mia!) arriva al
massimo a quell'altezza, a meno che non
si voglia correre il rischio di mandare in tilt le proprie corde vocali.
Il
repertorio, pur contenendo anche le classiche canzoni "evergreen " dovrebbe essere vicino ai gusti musicali dei ragazzi
di oggi, non dico che debba essere modernissimo, ma almeno presenti cantanti di cui gli alunni conoscano
l'esistenza.
Ebbene,
ci credereste? Il repertorio, nella maggior parte dei testi, è ancora quello
che già utilizzavo all'inizio della carriera, mentre i brani popolari sono gli
stessi che cantavo io quando frequentavo la scuola media: "Il ragazzo
della via Gluck, Samarcanda, Acqua azzurra
acqua chiara, Il cielo in una stanza", per non parlare delle classiche
"Vola vola lu pavone, Il vino dei castelli, Amore mio non piangere"
ecc...
Si
tratta di canzoni che hanno più di quarant'anni. Come si può, per tutta la
vita, far suonare SEMPRE le stesse melodie? Io diventerei matta.
In
effetti, sono io stessa, piuttosto frequentemente, a creare gli spartiti per i
ragazzi arrangiando quelli originali. Mica sempre sono modernissimi. In questi
giorni stiamo suonando "It's my life" e "Happy hour", ma anche i recenti "Hey brothers " e
"Go gentle", poi ho una classe che andrà a suonare per gli anziani e per
essa ho riesumato il repertorio degli anni '30/'40, mentre un'altra suonerà, in
occasione di un altro spettacolo, brani popolari europei. Insomma, c'è un po'
di tutto, ma non, esclusivamente, "il ragazzo della via Gluck e similari!
Qualche
testo presenta delle canzoni più moderne ma, manco a farlo apposta, sembra le
abbia cercate con il "lanternino" per presentare proprio tutte quelle
che hanno note altissime, addirittura cinque note sopra al nostro amatissimo
RE,e già immagino le esecuzioni dei ragazzi come un concerto di sibili e fischi
tale da far venire il mal di testa a tutti e anche l'alzheimer anticipato! Altri
brani sono difficilissimi, ma basterebbe cambiarne la tonalità per renderle
immediatamente più semplici. Non parliamo degli spartiti minuscoli, da guardare
con la lente d'ingrandimento!
Ho
parlato del problema con i rappresentanti. Uno si è giustificato dicendo che la
SIAE pone costi troppo alti all'uso delle partiture più moderne, altri invece
mi hanno detto chiaramente che gli insegnanti italiani chiedono espressamente
quelle canzoni,mentre aborriscono
decisamente i testi con i brani più nuovi.
In
tutti i casi, i rappresentanti continuano a dirmi che basterà collegarsi ai
vari siti online per scaricare altri brani e accattivanti contenuti. Peccato
che nella nostra scuola non esista il collegamento online, tantomeno il
computer in classe, se non in pochi casi ( ora è morto anche il pc in sala
insegnanti, l'unico che poteva connettersi al web! )Non parliamo di pretendere
che i ragazzi stampino gli spartiti. Sembra che quasi nessuno, al giorno d'oggi,
possieda più una stampante!
Insomma,
questo cambio di testo si rivela proprio un dilemma.
O
sarò io ad essere troppo difficile?