venerdì 3 luglio 2026

Forti emozioni, un lutto e dolci ricordi.

 


Tra i miei ricordi più belli in veste d’insegnante, e sono tanti, ce n’è uno accaduto più di quarant’anni fa nella prima B.

L. era un ragazzino minuto, sottile come un fuscello, dolcissimo, che sapeva suonare il violino. Gli chiesi di portarlo a scuola e, sentendolo suonare, oltre alla bravura, fui colpita dalle sue sensibilità e passione.

Venne il tempo del saggio natalizio e, insieme, decidemmo che avrebbe potuto eseguire alcune parti solistiche da alternare a quelle del resto della classe, in una sorta di dialogo musicale tra lui ed i suoi compagni.

Era una specie di sorpresa, perché nessun’altra classe presentava questo tipo di esibizione ed io ci tenevo molto.

Venne la mattina del saggio e L. si presentò sofferente, pallidissimo e febbricitante. “Non sto affatto bene” _ mi disse _ “ma sono venuto per lei!”

Un bambino di undici anni era venuto a scuola malato solo per far contenta me. Sua madre lo portò a casa subito dopo l’esibizione, per metterlo a letto.

Quel “sono venuto per lei” mi aveva toccata nel profondo e non lo dimenticai mai. Negli anni successivi ebbi tra gli alunni anche suo fratello M. e la sorella F. Anch’essi erano molto carini e dolci, ma non suonavano particolari strumenti musicali.

Passarono gli anni. L. si diplomò in violino e laureò in lettere, F. diventò infermiera e M. si trasformò in imprenditore, aprendo una birreria. Teneva anche un chioschetto ambulante durante le feste di paese, i concerti all’aperto ecc…Lo vedevo spesso, ogni volta che passavo in centro o partecipavo a qualche manifestazione in cui era presente il chioschetto di birra.

Oggi c’è stato il funerale di M. Due giorni fa stava guardando la tv, quando un infarto fulminante aveva  stroncato di botto la sua vita. Suo fratello, non ricevendo risposta al telefono, era andato a trovarlo e lo aveva trovato esanime, accasciato sul divano. Potete immaginare lo sgomento di tutti coloro che lo conoscevano, lo apprezzavano e gli volevano bene. Nessuno voleva credere che non ci fosse più.

Ieri sera sono andata al rosario. La chiesa era strapiena ed io riflettevo sul fatto che M. fosse già il mio decimo alunno andato via troppo presto. Come i genitori per i figli, anche gli insegnanti non dovrebbero mai dover partecipare alle esequie dei loro alunni. Non è naturale. Loro sono più giovani.

Al termine del rosario sono andata a salutare l’affranta F. e poi ho cercato L, il mio piccolo violinista di un tempo. Ora è sposato e papà, ma è sempre sottile come un giunco e dolcissimo.

Mi ha vista ed ha esclamato: “Professoressa!” e poi mi ha abbracciata forte e mi ha tenuta stretta a lungo in un modo che sembrava non avere fine.  A quel punto l’emozione mi ha vinta e mi sono messa a piangere. Non riuscivo a trattenermi mentre tentavo di dirgli: “Mi dispiace tanto!” _ e lui, teneramente, mi rispondeva: “Lo so, lo so!” Non riuscivo nemmeno a fargli le condoglianze mentre L, dolcemente, consolava ME per la perdita di SUO fratello. Dopo più di quarant’anni, ancora come quella volta con il violino, si preoccupava per me.

È stato un momento di emozione fortissima, in un’atmosfera di grande dolore collettivo. Lo porterò sempre nel cuore.

Ciao M. ora stai offrendo da bere agli Angeli e ci stai sorridendo da lassù. Non ti scorderemo mai, perché le belle persone lasciano sempre un segno in coloro che hanno la fortuna di incrociare durante il loro cammino.   

domenica 28 giugno 2026

Scusate la latitanza, ma non riesco a navigare in Internet!

 

Cronologia delle mie connessioni. Notare il download!

Da un po’ di tempo manco dal mondo blog, e vi chiedo scusa. Purtroppo ho un problema con la navigazione in Internet. Fino a qualche tempo fa avevo ancora una vecchia connessione ADSL a 6 mb. Era lenta, ma mi permetteva di vedere le pagine web comprensive di immagini, i filmati su Youtube e persino i film sulle varie piattaforme come Netflix, Raiplay e similari. Insomma, mi accontentavo, ma riuscivo a fare ciò che mi interessava. Poi il 187 mi ha telefonato avvisandomi che la linea ADSL dà problemi da tempo e sarà dismessa. La fibra, nella mia zona di periferia, non arriva. L’unica alternativa è quella della FWA, navigazione tramite onde radio con un’antenna collegata all’esterno della casa. Mi hanno parlato di una navigazione dai 100 ai 300 mb. Una vera pacchia rispetto ai miei soliti sei!

È arrivato un tecnico e mi ha piazzato l’antenna sotto ad una finestra, a mezzo metro da terra. Mi ha dettato la nuova password da inserire sugli apparecchi col wi fi e ha collegato il telefono fisso sia al nuovo modem FWA che alla vecchia linea a muro. A me sembrava un po’ strano collegare il telefono a due linee contemporaneamente, ma lui non ha voluto sentire ragioni, ribadendo che il tecnico era lui,  aveva le sue competenze e  sapeva quel che faceva. Gli ho chiesto anche di provare la nuova connessione, ma lui mi ha risposto che occorrevano 24 ore prima che entrasse in funzione. Ha anche voluto dieci euro per un cavo, senza farmi alcuna fattura. Passate le 24 ore, ho cercato di inserire la password wi fi nel televisore, ma non c’era niente da fare. Non funzionava. Così mi è venuto il sospetto di andare a controllare i numeri inseriti sotto al modem, trovando quello esatto. Il tecnico con tutta la sua competenza decantata, non avrebbe dovuto, fin da subito, distinguere quella giusta? Il telefono non funzionava. Ho tolto la spina dalla vecchia presa al muro ed è andato a posto. E la meravigliosa navigazione da 100 a 300 megabit? Viaggiava a 0, 30 mb circa. Avete capito bene. Zero!

Ho chiamato nuovamente il 187, chiedendo che mi mandasse un tecnico diverso da quello precedente. Il secondo tecnico è arrivato, molto disponibile, non prepotente, non borioso, mi ha spostato l’antenna sul balcone, ha fatto tutte le prove necessarie, ( senza aspettare le ventiquattro ore!), non mi ha chiesto dieci euro per il cavo, ma si è comunque accorto che la linea tornava a cadere e ha confessato di essere impotente a risolvere. Risultato: navigazione a 0, 50.

Ho richiamato nuovamente il 187, hanno controllato dicendo che tutto era a posto, mi hanno passato al telefono un nuovo tecnico che mi ha informata sul fatto che il modem necessita di essere “configurato”. È un’operazione che si può fare “in remoto”, ma serve un’attesa di dieci-dodici giorni.  “Non ci chiami più, la richiameremo noi!” Ha sentenziato. I dodici giorni (tutto questo tempo per inserire qualche numero nel modem?) scadranno martedì 30 giugno, proprio il giorno del mio compleanno! Almeno ricevessi questo bel regalo! Nel frattempo, io continuo a navigare per misericordia divina, mi ci vuole la pazienza di san Giobbe nel caricare le immagini e non vedo filmati di sorta.

Ho provato a “parlare” con l’intelligenza artificiale. Mi ha insegnato a fare un sacco di prove e ha concluso che non c’è niente della mia linea che non funzioni, ma sia proprio il ripetitore a cui si agganciano le onde radio ad essere sovraccarico. Allora ho provato a fare l’esperimento di alzarmi per un momento alle cinque del mattino e a misurare la velocità di connessione: 41 mb! A questo punto l’AI sostiene che nemmeno la configurazione del modem risolverà il problema, visto che la causa sta a monte, proprio sulle celle a cui dovrebbe agganciarsi la mia antenna, che non riescono a reggere tutte le richieste. Per addolcirmi la pillola, proprio lei, l'AI, mi ha pure dedicato nella chat un cuoricino!

Se sarà effettivamente così, l’ADSL sarà dismessa, la fibra non arriva…Cosa si potrà fare?  Il 187 mi sta facendo tutte queste operazioni gratis, perché non è stata una mia iniziativa, ma sono stata costretta, per forza maggiore, a cambiare il tipo di connessione. Diversamente, dovrò andare a cercare, a pagamento, qualche altra soluzione, ma in molti mi dicono che sia ben difficile trovare quella giusta, anche perché le onde radio soffrono gli ostacoli, e qui in periferia ci sono tante piante che fanno da scudo.

Nel frattempo, vi mando questo messaggio dopo la mezzanotte, perché è il momento in cui comincia a migliorare la navigazione.

Spero stiate tutti bene, vi auguro buone vacanze e spero di rileggervi presto, se mai si riuscirà a risolvere questo inghippo!

Un abbraccio!

giovedì 14 maggio 2026

Avete mai sentito suonare un cravattino?

 


Avete mai sentito un musicista suonare un cravattino? Io sì, sabato 9 maggio, al Teatro Sociale di Alba (CN). Si trattava di una particolare performance della Fabio Treves Blues Band e del loro ospite, Paolo Bonfanti.
Da sinistra Alex Gariazzo (chitarre e voce), Fabio Treves (armonica, voce), Paolo Bonfanti (ospite momentaneo, musicista, cantante, produttore discografico), Massimo Serra (batteria, percussioni), Gabriele Delle Piane (basso).
Abbiamo assistito ad uno spettacolo eccezionale, con musicisti stupendi. E’ nota la bravura di Fabio Treves, ma ci hanno anche colpito il grande virtuosismo e la capacità espressiva del chitarrista. In questo pezzo stava praticamente giocando, ma per gli altri siamo rimasti letteralmente a bocca aperta!
Questo è stato comunque un momento curioso e divertente, con un cravattino che risultava una variante del famoso washboard, o asse da lavare, usato a suo tempo, a mo’ di strumento, dagli schiavi d’America.
A voi l’ascolto!

domenica 3 maggio 2026

Anniversario!

 È arrivato il giorno in cui festeggiare il nostro quarantaseiesimo anno di matrimonio! Un altro anniversario si aggiunge alla lunga lista. Sono volati in fretta questi anni! Guardo le fotografie di gruppo scattate allora, in quel lontano 3 maggio 1980. I nostri genitori non ci sono più, così come se ne sono andati tutti gli zii e le zie, qualche cugino e qualche amico. Questo pensiero mi rattrista, ma devo accettare che la vita vada avanti lasciando delle persone indietro. Penso al tempo trascorso e mi ritrovo nelle parole del presbitero e scrittore francese Michel Quoist:

“L'amore non è già fatto. Si fa. Non è un vestito già confezionato, ma stoffa da tagliare, cucire. Non è un appartamento 'chiavi in mano’, ma una casa da concepire, costruire, conservare e spesso riparare. Non è vetta conquistata, ma partenza dalla valle, scalate appassionanti, cadute dolorose nel freddo della notte o nel calore del sole che scoppia. Non è solido ancoraggio nel porto della felicità ma è un levar l'ancora, è un viaggio in pieno Mare, sotto la brezza o la tempesta. Non è un 'si' trionfale, enorme punto fermo che si segna fra musiche, sorrisi e applausi, ma è una moltitudine di 'si' che punteggiano la Vita, fra una moltitudine di 'no' che si cancellano strada facendo. Non è l'apparizione improvvisa di una nuova Vita perfetta, ma sgorgare di sorgente e lungo tragitto di fiume dai molteplici meandri, qualche volta in secca, altre volte traboccante, ma sempre in cammino verso il Mare infinito.”

E allora non ci resta che continuare a camminare verso il mare infinito, accettare ciò che il destino ci ha riservato, bello o brutto che sia, continuando a tenerci per mano lottando insieme contro le nuove difficoltà che incontreremo e, soprattutto, vivendo il presente, giorno dopo giorno.

Buon anniversario a noi!

 

Ieri, nel 1980

Oggi

martedì 24 marzo 2026

Un incontro inaspettato per Terry.

 Terry, il mio cagnolino quattordicenne, da sempre detesta i gatti, perlomeno quelli del vicino che osano passare nel nostro cortile. Appena ne avvista uno, si lancia al suo inseguimento con tutta la velocità delle sue zampette, mentre abbaia a gran voce, manifestando tutto il suo disappunto per quella intrusione nel suo territorio. Il povero gatto comincia a correre, si arrampica velocissimo sul muretto che divide le due proprietà e si affretta a sparire all’orizzonte, perché solo così Terry smetterà di tormentarlo con i suoi latrati. È una scena che si ripete da molti anni, oramai!

 Quando siamo fuori casa, però, tutto questo non succede. Quando capita che si incontrino, i due animali si limitano ad ignorarsi a vicenda. Qualche volta i felini arruffano il pelo e soffiano, ma Terry non si fa intimidire e va dritto per la sua strada. Insomma, lui sa di non avere diritti su quei territori e sta nel suo. Si avvicina soltanto agli umani che gli fanno le coccole e agli altri cani.

Qualche giorno fa, ci è capitato di trovarci in un vivaio. Mio marito voleva acquistare delle piantine e Terry ed io abbiamo bighellonato in mezzo ai fiori. Poi ci siamo fermati ad aspettare mio marito, intento a pagare alla cassa e, proprio davanti a noi, a circa due metri di distanza, è apparso un bel gatto rosso. O era una gatta? Terry era seduto, immobile come una statua. Il micio ci voltava le spalle. Poi si è girato e ha guardato il cane. Il suo sguardo si è illuminato. Sembrava avesse visto un’apparizione celestiale. È possibile che un gatto sorrida? A me è sembrato proprio di sì. Aveva gli occhi di chi incontra, pieno di gioia, un suo vecchio amico, o quelli di chi viene colpito da un colpo di fulmine per la creatura dei suoi sogni.

Si è incamminato verso Terry con aria fiduciosa e la classica coda dritta dei gatti felici e, in quel momento, ho pensato veramente di tutto. “Terry parte alla rincorsa del gatto in mezzo al dedalo di vasi fioriti e succede un disastro; Terry ringhia e il gatto lo graffia facendolo sanguinare… Ero come paralizzata.

Il gatto (ma è molto probabile che fosse una gatta, visto l’atteggiamento) si avvicinato/a ed ha appoggiato teneramente il suo nasino su quello del cane. In pratica, a modo loro, si sono baciati. Poi, non contento/a, ha fatto un giretto di osservazione intorno al cane e gli ha annusato il sederino. Terry non ha fatto una piega. Ancora uno strofinamento di nasi…

Poi è arrivato mio marito e siamo tornati a casa. Io ero ancora esterrefatta e, solo allora, mi veniva in mente che avrei potuto immortalare la scena con una fotografia. Ma nel momento clou ero stata troppo presa ad osservare la scena per pensare al cellulare!

In compenso, ho ricostruito un’immagine simile con l’uso dell’AI.

Tutto è bene quel che finisce bene e, con il mio cagnolino, si finisce sempre per ricevere qualche sorpresa!



 

sabato 21 marzo 2026

Cos'è la felicità?

 


Da un po’ di tempo pare che, ogni giorno, sia utile per festeggiare qualcosa: non più solo la mamma o il papà, ma anche i nonni, il cane, il gatto, il single, la famiglia, la torta…insomma, di tutto e di più. Io non seguo queste mode, ma ho un’amica che scrive per un giornale locale e che provvede a mandarmi i suoi articoli su ogni argomento, rendendomi aggiornata in materia. Qualche giorno fa mi ha chiesto di mandarle una frase sulla felicità, e così ho scoperto che, proprio oggi, sia la giornata in cui si festeggia la felicità.

Per il suo articolo, dove ha raccolto ben cinquantasei frasi da altrettante persone diverse, io ho dato queste definizioni:

È l’amore ricambiato, il raggiungimento di un obiettivo a lungo atteso, il sorriso di un figlio, la bellezza di un tramonto, la realizzazione di un sogno”.

Tra gli altri commenti, posso elencarvene alcuni più significativi:

“Non è una cosa da possedere, ma una via da percorrere, seminando amore. A volte la trovi dove non penseresti, nella debolezza, nella fragilità, nel dono di un sorriso… Cosa c’è di più bello del ricevere e donare amore?” – ­scrive una suora.

“Avere la salute, incoraggiare i miei figli ad impegnarsi per raggiungere i loro obiettivi. È poter svolgere il lavoro che amo: insegnare ai miei bambini a scoprire il mondo e ad accettare le diversità e capire che ognuno è unico e speciale!» - scrive una mamma.

“Una penna che si regge senza il bisogno della mia mano, perché quando sono felice scrivo senza sforzo e scrivo le cose più belle” – scrive una scrittrice.

“Sentirsi parte di una comunità, sentire che ogni giorno non cammini da solo, che puoi fare la tua parte per essere utile ad essa, ma che nello stesso tempo hai grande bisogno di coloro che compongo la tua comunità” – scrive il sindaco.

“La felicità è una grande conquista. La conquisti con il lavoro, seminando fiducia, creando rapporti personali unici. Ciò crea un benessere di cui devi essere grato” -  scrive un uomo.

“Ricevere una cartella clinica con scritto: è perfettamente guarito e sano come un pesce” – scrive un anziano.

“Donare un sorriso a chi è in un “momento no” con l’ascolto, una parola, un caffè, la presenza o semplicemente con “io ci sono per te” – scrive una signora.

Da tutto questo si evince che la felicità sia un concetto molto personale, che si riesce a raggiungere spesso in momenti inaspettati e che dipende anche molto dai desideri e dalle aspettative di ciascuno di noi. La felicità è spesso breve, ma può lasciare il posto ad una più duratura serenità, che rappresenta la maggiore speranza di ciascuno di noi.

Spesso la felicità si riflette da una persona all’altra. A volte, per esempio, quando mio figlio viene a trovarmi e lo guardo girare per casa canticchiando, capisco che si senta felice e, a mia volta, mi sento invadere da una grande gioia. Allo stesso modo, quando vedo il mio cane entusiasta di salire in macchina con noi per andare a fare una passeggiata, mi sento felice perché so che siamo noi i responsabili di questo suo umore. È molto bello riuscire a rendere felice qualcun altro, soprattutto alla mia età, quando non si hanno più traguardi da raggiungere, ma si guarda con speranza ai sogni che possono ancora realizzarsi per chi amiamo.

Felicità è anche un incontro inaspettato con un amico/a di vecchia data o, come nel mio caso, con un ex allievo/a di tanti anni fa, che ancora si dimostra contento/a di rivedermi e addirittura si ricorda i brani suonati durante le mie ore di lezione dieci, venti, trenta, quarant’anni fa. Apprendere di non essere stata dimenticata, di aver lasciato un segno in quella persona ormai adulta, mi dà tanta felicità.

E voi, cosa ne pensate?

 NB. Spunti tratti dall’articolo di Silvia Gullino su lavocedialba.it del 20/03/2026

domenica 8 febbraio 2026

Quattordici anni per il nostro cagnolino!

 


Oggi toccano gli auguri al piccolino di casa. Terry, il nostro volpino, compie 14 anni! Il veterinario ci ha detto che, grosso modo, si potrebbe paragonare ad un essere umano di circa ottant’anni. Lui, naturalmente, non lo sa, e crede di essere molto più giovane, comportandosi di conseguenza: corre, rincorre la pallina, salta e ci prova con tutte le cagnoline. Con alcune balla persino, come potete vedere da una foto. Loro sarebbero pure consenzienti, ma i padroni non ne vogliono sapere di “aumentare la famiglia”, le trascinano via e il poveretto si ritrova sempre a bocca asciutta.

Per il resto, lo si può considerare un cane “da viaggio e da vita mondana”, infatti ama moltissimo viaggiare in automobile e andare al bar a farsi coccolare dai vicini di tavolo. A casa abbaia spesso e volentieri ma, varcato il cancello, si trasforma di colpo e ammutolisce. Fuori casa, infatti, non apre mai bocca, tutto preso ad osservarsi intorno, ad annusare per terra e a conoscere i suoi simili e le persone. E’ incredibile quanto un cane possa favorire la socializzazione anche tra noi umani! Si avvicina a tutti i suoi simili per conoscerli e ci tocca fare altrettanto con i loro padroni, senza contare quando “sorride”, nei vari locali che frequentiamo, alle persone che gli stanno intorno, spingendole a chiederci di poterlo accarezzare. Si finisce sempre per instaurare un dialogo!

A noi regala ogni giorno tanto amore. Ci segue ovunque come un’ombra e il massimo della soddisfazione lo manifesta quando può trovarsi, con entrambi, nella stessa stanza o in macchina. Insomma, tiene veramente in grande conto all’unione familiare e la sua espressione sembra proprio quella di un animale che ride di felicità!

Per il suo compleanno gli abbiamo comprato tante scatolette di pappa e dei dolcetti nuovi.

Ora bando alle ciance. Buon Compleanno Terry! Tanti Auguri!

Vederti così sorridente fa bene al cuore.


giovedì 15 gennaio 2026

Un po' di musica con Mozart!

 


Ormai ho capito che non potrò più pubblicare, né su Youtube, né sui social in generale, brani musicali un po’ moderni, per via dei diritti d’autore. Ho ripiegato allora sul buon vecchio Mozart, pur sempre sulla cresta dell’onda per quanto riguarda i musicisti classici.

Vi dedico quindi questa mia versione della celebre “Marcia turca”, sperando possa essere di vostro gradimento.

I tempi sono difficili. Tanti esseri umani sono sempre più aggressivi, avidi, invidiosi, privi dei più importanti valori morali. I venti di guerra soffiano sempre più forte.

Nel mio piccolo mondo, cerco con tutte le mie forze di rifugiarmi nel piacere delle piccole cose, degli affetti familiari, della natura, dell’arte, tra cui la musica.

Sono passati tanti anni da quando studiavo per ore e sentivo le dita scivolare agili sui tasti, senza alcuna difficoltà. Io però volevo essere un’insegnante, volevo trasmettere il mio sapere ai ragazzi, volevo vedere la loro gioia negli occhi quando riuscivano a suonare bene il loro primo brano e poi quelli successivi, così, tra lavoro, casa, famiglia, genitori anziani e malati, sono passati gli anni e le mie dita si sono un po’ arrugginite, ma non del tutto, per fortuna, perché, anche se per pochi ritagli di tempo, non ho mai smesso completamente di suonare. Ho amato il pianoforte e ho amato i miei ragazzi. Tutti e tanto.  

Un abbraccio a tutti voi e…musica!

Potete trovare il brano QUI

lunedì 22 dicembre 2025

Auguri di Buone Feste in musica!

 Oggi è arrivato l’inverno, con il giorno più breve dell’anno e la notte più lunga. Tra pochi giorni sarà Natale, e le previsioni metereologiche, almeno qui al nord, preannunciano neve.

Immaginare il Natale con la neve è meraviglioso, ma poi si pensa ai tanti disguidi provocati al traffico, alle fatiche per spalare la neve dai cortili, agli ospiti che non riusciranno ad arrivare per il pranzo di Natale, e la gioia si smorza, a favore della preoccupazione. In ogni cosa c’è sempre un rovescio della medaglia, purtroppo.

“Natale con i tuoi”, recita un proverbio, e non c’è nulla che scaldi il cuore più di una festa con i propri affetti familiari ma, anche in questo caso, c’è tristezza al pensiero di chi non c’è più o non può esserci perché è lontano, o malato in ospedale.

La magia del Natale però è ancora forte e, in fondo al cuore, almeno per quel giorno, c’è sempre quella timida e segreta speranza che non possa succedere nulla di brutto, che tacciano le armi, che nessuno si ammali o muoia, che gli uomini non compiano più femminicidi, che la giustizia trionfi sulle ingiustizie e il bene sul male… Pure utopie, ma sognare non costa nulla e fa bene all’anima.

Anche quest’anno ho registrato un brevissimo video in cui suono una semplice melodia natalizia ( Frosty the snowman) e termino rivolgendo a chi mi ascolta auguri di Buone Feste. Mi piacerebbe tanto dedicarlo anche a voi, amici del web, oltre che ai miei contatti su whatsapp, ma non c’è nulla da fare. Blogger non me lo carica informandomi che è troppo pesante (131 mb!) e Yotube me l’ha bloccato a causa dei diritti d’autore. Pazienza! Vi dedico quindi il video di “Let is snow” registrato tre anni fa in cui, bontà sua, Youtube aveva altri regolamenti e l’aveva accettato.

Auguro a voi e alle vostre famiglie un lieto Natale e un felice Nuovo anno, portatori di salute, serenità, pace, fortuna, affetti, amicizie sincere e belle sorprese.

Vi abbraccio!


mercoledì 5 novembre 2025

Autunno sul Po, a Grinzane Cavour e a Coazzolo.

 Approfittando delle bellissime giornate calde e di sole che ci sta regalando questo periodo autunnale, mio marito ed io, accompagnati dall’inseparabile cagnolino Terry, in questi giorni siamo stati un po’ in giro ad immortalare i magnifici colori della natura.

Abbiamo trascorso del tempo al Parco del Valentino a Torino, a Grinzane Cavour e a Coazzolo.

Il Parco del Valentino si trova sulla riva sinistra del Po, con un’estensione di 421000 m². L’origine del suo nome è incerta ma, da documenti del XIII secolo, pare vi sia stata un’antichissima cappella dedicata a San Valentino, patrono degli innamorati. Intorno al 1600 venne eretto l’omonimo castello, opera di Carlo e Amedeo di Castellamonte, utilizzato poi come residenza estiva dai Savoia. Il parco è molto bello, anche se, in questo momento, presenta parecchi lavori di ristrutturazione in corso, con varie parti transennate. Tipici abitanti di questo luogo sono gli scoiattoli, tantissimi, che sbucano ovunque, vanno a mangiare in mano ai turisti e si mettono persino in posa per le foto, come è successo durante un nostro incontro. Terry, per fortuna, quando è fuori casa si sente ospite e, molto cortesemente, non dà fastidio a nessuno, né alle persone, né agli animali, mentre a casa, invece, fa scappare tutti gli animaletti che si trovino a passare nel suo territorio.

Costruito intorno alla metà dell’XI secolo in cima a una collina, il Castello di Grinzane Cavour domina lo stupendo panorama delle colline di Langa, oggi patrimonio dell’umanità tutelato dall’UNESCO con i Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato. Nei secoli, il Castello appartenne a varie famiglie nobili piemontesi, tra le quali il più noto esponente fu Camillo Benso, celebre eroe del Risorgimento, che soggiornò al Castello e fu sindaco del piccolo borgo di Grinzane. Il Castello offre ai visitatori il Museo delle Langhe, affascinanti Sale storiche, preziosi Cimeli Cavouriani e l’Enoteca Regionale Piemontese Cavour.

Coazzolo si trova in provincia di Asti e presenta due particolari bellezze, architettoniche e paesaggistiche, proprio in mezzo ai vigneti: la Chiesa della Beata Vergine, dipinta dall'artista David Tremlett  e la Vigna dei Pastelli, scenografica e con un’ampia veduta sulle colline circostanti. Per fortuna, con queste giornate di sole, la terra è molto asciutta ed è possibile girare nelle vigne, salendo e scendendo, senza nemmeno sporcarsi le scarpe. Terry si è divertito tantissimo e correva come il vento( pure in salita, nonostante la non più verde età), rotolandosi poi con gioia nelle foglie colorate.

Ecco a voi il foto-reportage!


Castello del Valentino

Foliage sul Po


Parco del Valentino



Grinzane Cavour





Panchina gigante a Coazzolo




La vigna dei pastelli




sabato 25 ottobre 2025

 Colori d'autunno parte seconda. La Morra (CN). Foglie colorate, alberi che si specchiano in un laghetto, asinelli simpatici, paesaggio mozzafiato con i tanti paesini collinari dei dintorni. Sempre la natura ci sorprende con le sue meraviglie.










mercoledì 22 ottobre 2025

Bentornato autunno!

 “Ma dove ve ne andate,

povere foglie gialle

come farfalle

spensierate?

 

Venite da lontano o da vicino

da un bosco o da un giardino?

E non sentite la malinconia

del vento stesso che vi porta via?”

(Trilussa)

È tornato l’autunno, con i suoi colori brillanti, le foglie che formano tappeti rossi e gialli, l’aria frizzantina, gli alberi che si dispongono al meritato riposo, le prime nebbie mattutine.

Non è necessario andare lontano per potersi immergere in un bagno di colore: bastano un parco, un giardino, un angolino alberato in città…

Noi abbiamo trovato l’angolo ideale nel parco Graneris, polmone verde della città di Savigliano, a pochi chilometri dal nostro luogo di residenza.

Terry si è divertito tantissimo a cercare nuovi odori tra le foglie e noi, oltre ad ammirare la bellezza della natura, abbiamo scattato un po’ di foto.  

Buon autunno a tutti!

 








mercoledì 1 ottobre 2025

Ciao mamma, ti aspetto!

 


Questa notte, per l’ennesima volta negli ultimi undici anni, ho sognato mia madre. Mio marito ed io eravamo tornati a casa con la macchina dopo un’uscita ed intendevamo parcheggiarla in garage, ma le luci erano accese e qualcuno trafficava all’interno. Era mia madre che sfaccendava, puliva e metteva in ordine alcune cose. La guardavo lavorare: notavo che fosse parecchio ingrassata e pettinata in modo piuttosto semplice, con i capelli legati in una piccola coda di cavallo. Mi promettevo di convincerla a seguire una dieta e a portarla dal parrucchiere ma, nel frattempo, gioivo nel vederla così attiva e indaffarata. Era proprio un miracolo che fosse guarita dall’Alzheimer, quell’orribile malattia che l’aveva resa completamente assente, priva di ricordi, incapace di riconoscerci, persino di parlare e di svolgere qualsiasi attività in modo autonomo. Era così bello vederla nuovamente se stessa! Mi beavo della sua vista.

Mio marito mi ha svegliata e sono ripiombata nella realtà. Niente miracoli. Mia madre se n’era andata undici anni fa, quando, da almeno altri dieci, aveva smesso di riconoscerci, parlarci, amarci…di essere la persona che era.

Chissà, forse l’Intelligenza artificiale aiuterà, in futuro, i ricercatori a trovare una cura per quella terribile malattia, a fermarne gli effetti, ma sicuramente non riporterà una persona gravemente malata ad essere nuovamente normale. Invece, nel mio caso, è un sogno che mi capita spesso negli ultimi due o tre anni e mi sta ripagando di tutte le sofferenze provate nel tempo trascorso a starle vicina quando la sua mente era lontana anni luce, mentre mi struggevo dal desiderio di ricevere da lei almeno un sorriso, o un “Ciao”, che non erano arrivati mai. Che bello sognare i miracoli!

Ciao mamma, torna ancora a trovarmi. Ti aspetto!

sabato 30 agosto 2025

L'estate sta finendo...

                                                                                                                                                          L’estate sta finendo, cantavano i Righeira e, effettivamente, le piogge di questi giorni e le temperature più basse fanno proprio pensare a questo. Magari possiamo ancora sperare in un bel settembre, ma il più è fatto. Noi siamo stati al mare, in Liguria, per la vacanza più lunga, e poi abbiamo fatto diverse capatine in montagna, del tipo “Mordi e fuggi”, ma sufficienti per ritemprarci e rinfrescarci durante i giorni di grande calura.

Inseparabile è stato il nostro cagnolino, che a casa accetta di buon grado di stare da solo ad aspettarci, ma in giro si rifiuta sistematicamente di staccarsi da noi, nemmeno per un minuto, e dobbiamo contemplare la sua compagnia ventiquattro ore su ventiquattro. Per fortuna, dato il suo comportamento molto corretto e silenzioso, (a casa abbaia tantissimo, ma in giro è praticamente muto, troppo impegnato a guardarsi intorno e ad annusare ovunque) riusciamo sempre a farlo accettare dappertutto: in camera d’albergo, a tavola, in spiaggia…

Nell’insieme è stata un’estate serena, con tanti momenti all’aria aperta, la compagnia degli amici, i concerti nelle piazze, le passeggiate, le buone cene in localini tipici, i balli alle feste di paese e tanta libertà. 

Sono stata poco tempo al pc. Almeno d’estate mi piace dedicarmi ad altre cose, far riposare gli occhi, camminare piuttosto che stare seduta davanti ad un monitor e, per questo motivo, sono stata latitante sul web. Spero mi perdonerete.

Spero che anche la vostra sia stata una buona estate. Vi lascio con un po’ di immagini dei miei ricordi estivi, immortalati in queste foto.

A presto! 

Alassio

Alassio

Alassio

Castelmagno

Castelmagno

Certosa di Pesio

Chianale

Chianale

Relax in Valle Pesio

Usseaux

Usseaux

Cascate del Pis, Valle Pesio

Valle Pesio, nei pressi della Certosa